Il corpo del leader è il leader, e dobbiamo farcene una ragione. Nelle analisi che hanno seguito l’attentato a Trump il 13 luglio scorso, uno dei temi più interessanti è sicuramente quello riguardante il “corpo” di Trump. Il sangue esibito dopo l’attentato, il pugno alzato, e la presa di coscienza che, se il proiettile fosse andato a segno, sarebbe finito di colpo un fenomeno umano che scuote la politica mondiale da ben 8 anni, con conseguenze imponderabili, è portatore di un messaggio più forte di mille parole. Minimizzarne l’impatto emotivo significa, semplicemente, non accettare la realtà per quella che è. “L’intelligenza non serve per fare i capi di Stato. La dote che conta, nei capi di Stato, è la forza. Il coraggio, l’astuzia, e la forza” disse Henry Kissinger alla Fallaci a corollario della famosa intervista del 1972. Ed era un uomo che di intelligenza e cultura ne aveva da vendere. Eppure, non sottovalutava la componente animale dell’uomo. E quando Machiavelli spiega che il principe deve combinare la furbizia della volpe e la forza del leone, non parla solo del potere del suo tempo, ma di una dinamica politica vecchia quanto l’umanità, e destinata a perdurare finché l’umanità vivrà sulla terra.
Eppure, è davvero curioso come molta stampa progressista cerchi di bollare l’energia fisica dei leader come un vezzo fuori moda, un residuo di tempi andati, nella ferma convinzione che un ectoplasma dai sani princìpi possa davvero avere la meglio su chi, con tutte le sue contraddizioni, si getta a testa bassa, sangue e sudore, nell’arena. “La parte maschile e machista del mondo […] ha visto nel corpo di Trump rigato di sangue […] un novello Capitan America, un gladiatore. Ma il superomismo non dovrebbe essere quello che serve alla democrazia.” scrive Annalisa Cuzzocrea (La Stampa, 16/7). E ancora: “fare politica con il corpo trascinando le masse all’insegna del leaderismo e del populismo” dice Massimo Giannini a Circo Massimo (15/7) riprendendo il concetto dell’esibizione del corpo del leader esposto da Corrado Augias, lo stesso giorno, su Repubblica.
Nonostante questo, le stesse persone che considerano l’esposizione della sofferenza del leader come un residuato bellico del periodo fascista, ancora si commuovono ricordando l’ultimo discorso di Berlinguer, sofferente a causa dell’ictus in corso, ma deciso a portare a termine il suo compito, mentre il pubblico lo implorava di fermarsi. E che di dire di Papa Wojtyla, che del suo corpo malato ha fatto un manifesto della sua predicazione religiosa, o di George Floyd, la cui immagine straziante è diventata un simbolo tanto forte da incendiare (letteralmente) le metropoli americane per mesi. Si potrebbe continuare con immagini meno dolorose, ma altrettanto iconiche, come il sorriso fotogenico di Obama stampato sulle magliette, Zelensky in tuta militare, o Elly Schlein, celebrata come la prima segretaria Dem donna e omosessuale (quante volte sono stati rimarcati questi tratti personali!), in totale opposizione, nella sua fisicità, all’odiato modello pin-up dell’ex destra berlusconiana.
A dimostrazione di ciò, resta il fatto che nelle migliaia di analisi antropologiche scritte in questi giorni c’è un convitato di pietra che manca all’appello, nonostante sia il vero protagonista della vicenda. È l’anonimo attentatore Thomas Crooks. È apparsa qualche foto del suo viso pallido e inespressivo, senza una croce o un turbante che ne caratterizzasse l’appartenenza religiosa, senza il tatuaggio di una qualche setta politica. Insomma, un corpo talmente anonimo da risultare inutile, tanto che sia la stampa, sia i politici stessi non sanno ancora cosa farsene.
Che Trump abbia guadagnato voti mostrando il proprio sangue è tutto da dimostrare, ma che noi in quanto esseri umani abbiamo bisogno di miti da venerare e odiare è una certezza. Una società giovane, tumultuosa e variegata come quella americana non sceglierà mai di essere rappresentata dall’abbottonato direttore di una banca svizzera, nonostante le speranze recondite di noi italiani. Possiamo non amare i supereroi, ma è sciocco pensare che non siano importanti.
https://www.repubblica.it/esteri/2024/07/15/news/berlusconi_trump_attentato_corpo_ferito-423395033
https://www.repubblica.it/podcast/storie/circo-massimo/stagione1/?ref=RHRT-BG-P2-S1-T1
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