I troll cinesi che diffondono in rete la propaganda del Partito sono di due tipi “wumao” e “ziganwu”. I primi vengono pagati per diffondere la propaganda di Stato e sono detti anche “armata da 50 cent” in riferimento al costo di ogni commento piazzato in rete, mentre gli “ziganwu” lo fanno gratis perché sono giovani blogger intraprendenti che seguono le direttive del governo usando post e video rabbiosi condivisi da decine di migliaia di fan che spesso criticano i paesi occidentali e i media.
Le normative cinesi su Internet incoraggiano gli utenti a promuovere attivamente la propaganda del Partito e quindi molti di questi influencer stanno semplicemente sfruttando questo sistema, traggono vantaggio dall’aumento dei loro profili sui media nazionali e dall’utilizzo di questo riconoscimento per costruire i loro marchi personali.

Lo Stato li invita a svolgere il loro lavoro ideologico così essi diventano icone di successo e modelli della propaganda. Ne abbiamo avuto un assaggio di recente con la storia del gruppo di blogger cinesi a Londra che si sono scontrati con il pianista Brendan Kavanagh alla Stazione metro di St. Pancras, dove hanno ripreso dal vivo il pianista accusandolo di averli a sua volta fatti riprendere dalla sua troupe. Ne è nata una polemica ancora in corso in Cina, dove i nazionalisti ne hanno approfittato per attaccare il Regno Unito, reo in verità al momento di prestare troppa attenzione al processo in corso a Hong Kong ai 47 democratici di cui alcuni con doppia cittadinanza inglese/honkonghese. L’utente medio estero spesso non ha idea di parlare con un wumao/ziganwu, sono giovani e parlano inglese ma ci sono alcuni dettagli che possono aiutare a capire che siamo di fronte a un account che cerca di influenzare le nostre opinioni.
Primo fra tutti la mancata conoscenza della Storia poiché in Cina si censura gran parte delle notizie che fa riferimento ad argomenti caldi, solo il Partito può parlare di Storia quindi la riscrive o ne omette intere pagine. Ad esempio Tiananmen è l’argomento meno conosciuto dalla generazione che lavora in rete. Non ne sanno nulla, spesso sono nati dopo i fatti, che nel frattempo sono stati cancellati.

Tibet e Xinjiang sono totalmente oscurati e di recente si sono aggiunti i temi sul Covid come il dott Li Wenliang e quelli legati alla A4Revolution. Temi su cui intere combinazioni di parole non producono risultati in caso di ricerca web.
Altro indice l’insistenza, sono fermamente convinti di quello che dicono e insisteranno perchè vi convinciate delle loro affermazioni. Anche Taiwan è un argomento caldo e coperto da segreto, non ne sanno niente ma affermano quello che gli viene detto, facendo confusione tra la Cina imperiale e quella moderna.
In ultimo osservate il lessico, usano figure retoriche mutuate dalla loro cultura che spesso non sono comprensibili agli stranieri e risultano pesantemente barocche, come parlare oggi nella lingua di Dante o Shakespeare. Occhio ai segnali: lasciateli parlare rispondete solo con dati e notizie non potranno contrastare se non continuando a negare senza poter opporre un argomento su cui discutere.
In Cina non sono abituati a discutere. Obbediscono o dissentono in silenzio.

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Per un breve periodo ho usato tiktok, è impregnata di questi utenti.
Ho abbandonato la piattaforma quasi subito, troppe giovani donne che dicono di insegnare il cinese e si lamentano che utenti rabbiosi impediscono loro di farlo… Mai trovato un commento negativo… Ergo fuffa comunista!