4 pensieri su “Tra soft-power e guerra ibrida: il Rossotrudnichestvo e la “coercizione morbida” del Cremlino

  1. Credo poco o nulla.
    Occorrerebbe una politica massiccia di contrasto alla disinformazione sia a livello centrale UE/NATO, sia dei singoli paesi.
    Come Occidente stiamo forse cominciando adesso a percepire la portata e la minaccia della guerra ibrida, con la Russia che invece ha un enorme (storico) vantaggio.
    La guerra ibrida (di cui la disinfoprop è una delle armi) è una delle dimensioni della guerra reale: terrestre, aerea, navale, spazio, cyber e ibrida.
    Faremo bene ad attrezzarci

    1. Se non giochiamo con handicap non siamo contenti!! Nel concreto come credi sia possibile stimolare i nostri decisori a muovere le chiappone flaccide che si ritrovano?? Magari sono disinformato ma negli ultimi 2 anni ho incrociato una sola attività degna di nota, nel senso che ha cercato di coinvolgere le istituzioni, mi riferisco all’evento svoltosi ieri all’Ambasciata di Polonia in Italia, che ha visto come relatore il PhD Matteo Pugliese. Mi piacerebbe poter fare qualcosa!!

  2. Mi Insorge una domanda: se dal 2016 il Parlamento UE riconosce il pericolo della propaganda russa quale <>, cosa è stato fatto dai singoli paesi membri per disinnescare il problema?? A ben vedere poco a niente, specie in Italia, ma forse per il comune cittadino è difficile apprezzare tali sforzi!

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