7 pensieri su “Tra Programmazione Neuro-Linguistica e storia dell’URSS: la russificazione soft sul suolo italiano

  1. Come si fa se abbiamo già perso. Le nostre società nn hanno gli anticorpi, sono vecchie e logore e mafiose allo stesso modo. Per pigrizia poi hanno scelto di combattere la guerra sbagliata perché questa che tu evidenzi in modo così efficace è forse troppo difficile da combattere e nn siamo preparati. Inoltre nn porterebbe in dote fior di miliardi di dollari. Insomma abbiamo perso ma bisogna pur combattere. Ti ringrazio x questo articolo

    1. Salve Vito. Ringrazio io te.

      Non sono così pessimista. Nella realtà noi non abbiamo neanche iniziato a combattere. Tutti i disastri che ha prodotto la propaganda russa nella nostra società sono dovuti proprio al fatto che essa fino ad ora ha agito indisturbata.

      Una presa di consapevolezza sembra che stia maturando, anche se molto lentamente. Dobbiamo fare tutto il possibile perché maturi più rapidamente e diffusamente. Ed è un compito a cui siamo chiamati tutti. Per fare la nostra parte può essere sufficiente parlare con amici o familiari, condividere informazioni e idee. L’importante è prendere coscienza del problema. Una volta che questo sarà fatto, le azioni volte a provare a risolverlo verranno di conseguenza.

      L’unica cosa che mi preoccupa sono le tempistiche. I danni della propaganda russa si diffondono molto rapidamente. In meno di 10 anni dall’inizio delle campagne di propaganda si è quasi arrivati ad un colpo di Stato negli USA. Certo, la propaganda russa non era l’unico fattore, ma a mio parere era quello preponderante.

      Ecco, per affrontare il problema non abbiamo molto tempo. Dobbiamo sbrigarci. Altrimenti il collasso è inevitabile.

      1. Anzitutto complimenti. Quando vedo un articolo del genere mi inchino per il mastodontico lavoro di ricerca. Concordo poi sul fatto che noi, l’Occidente corrotto e putrido stando agli slogan russi, è fermo all’età della pietra in merito alla guerra ibrida/psy-op. Pensare di poter recuperare rapidamente questo gap temo sia una pia illusione e non vedo, per ora, nessuna reazione da parte delle istituzioni preposte a fare da baluardo, ci si limita a ridurre la portata di tali pericoli o peggio, di colpevole negazione. Dalle mie parti si dice <>. Chiedo venia per la volgarità!!

      2. Grazie Samuele.

        Sì, siamo tremendamente indietro e giochiamo sulla difensiva (e solo a tratti). Per il resto c’è un immobilismo che grida vendetta.

        Abbiamo aperto il blog per questo. Speriamo di riuscire a diffondere un minimo di consapevolezza sulla questione.

  2. Ottima analisi, dettaglio di documenti e info di supporto, che per la guerra ibrida va affiancato da lavori come “Brigate russe: la guerra occulta del Cremlino tra troll e hacker” di Marta Ottaviani, da “Iron curtain” di Anne Applebaun, in cui si comprende molto bene le tecniche di costruzione dell’homo sovieticus, perché noi siamo ripiombati con Putin nell’era stalinista, passando da una banda di criminali ideologici e quella di mafiosi. Occorre continuare, perché Cambridge Analytica non è stata un accidente della Storia.

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