Qualcuno ha storto il naso di fronte alla recente approvazione di un disegno di legge da parte della Camera dei Rappresentanti americana che vieterebbe TikTok nel paese a meno che i suoi legami con la società madre cinese ByteDance non vengano interrotti entro sei mesi. Allora conviene sgombrare il campo da qualche fraintendimento: tutte le aziende private, anche straniere su suolo cinese, sono compartecipate statali ergo il governo può accedere ai dati di qualunque azienda cinese.
In Cina tutte le aziende sono tenute a rispondere al Governo il quale può richiedere informazioni, anche quelle che da noi sarebbero considerate sensibili e con la recente modifica del Consiglio di stato, che di fatto diventa subordinato al Partito, non esiste alcun organismo di controllo cui appellarsi per evitare di rilasciare dati.
Ora con Articolo23 questo vale anche a HK che di fatto sul piano normativo perde tutti i vantaggi che aveva e diventa come la Cina continentale
Il termine “privato” non si applica al Partito: è possibile nascondere una cosa alla propria moglie, ma impossibile nasconderla al Partito. A tal proposito c’è una barzelletta che racconta: “Qualcuno chiama il servizio clienti Huawei: “Perché avete cancellato le mie foto?” E il Servizio clienti: “Perché i contenuti pornografici sono illegali”. “Ok ma perché alcune foto vengono cancellate e altre no?” E il Servizio clienti: “Perché quella è sua moglie.” Ecco, rende bene l’atmosfera di controllo che esiste in Cina.
TikTok ha due versioni, una per il mercato cinese e l’altra per l’estero le due non comunicano in nessuna circostanza, i video che vedete all’estero sono approvati dal Partito e quasi sempre si tratta di video con un messaggio di propaganda. In Cina esiste un firewall di stato che di fatto blocca tutti i social esteri e gran parte dei motori di ricerca, tutti i cinesi eludono il firewall perché da loro in pratica è come parlare col Partito, ci sono milioni di censori in rete che cancellano ogni giorno miliardi di parole e argomenti sensibili in tempo reale.
Il famoso blogger Program Think (l’Aranzulla cinese) è sparito per due anni, poi ricomparso già condannato e deve scontare 14 anni solo per aver insegnato a eludere il firewall.
Il disegno di legge della Camera dei rappresentanti di Washington è stato approvato con 352 voti favorevoli e 65 contrari e ora affronterà un percorso dall’esito più incerto al Senato. L’approvazione darebbe a ByteDance 165 giorni dall’emanazione del decreto per disinvestire dall’app di social media utilizzata da circa 150 milioni di americani o affrontare un divieto negli app store e nei servizi di web hosting statunitensi. Il voto rappresenta la minaccia più concreta per TikTok in una battaglia politica in corso sulle accuse che la società cinese ByteDance potrebbe raccogliere dati sensibili degli utenti e censurare politicamente i contenuti.
Nonostante le ripetute dichiarazioni da parte della società madre e il fatto che il CEO continui a dichiarare di non essere in grado di accedere ai dati degli utenti mentre sappiamo che il Partito può non solo richiedere questi dati, ma anche sequestrare informazioni e piattaforme se queste minacciano la “sicurezza nazionale” siamo di fronte a una questione importante: chi prevarrebbe tra il CEO di un’azienda a compartecipazione statale in Cina e il Partito?
Voi che dite?
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Pur appoggiando il ddl che vieta tik-tok in USA ritengo sia importante anche adoperarsi per bloccare le orde di troll/bot/propagandisti che spopolano su altri social-media. Altrimenti è come chiudere le finestre al piano terra e lasciarle aperte al primo piano, durante una bufera!!