

Dilaga nella politica Italiana il gusto di querelare famosi e famosette o comuni cittadini, alla ricerca di un’autorità perduta, come la famosa arca con auspicati predatori, qui in veste di giudici pronti a deliberare risarcimenti salatissimi. Si tratta di ripagar l’onor perduto e la decenza compromessa andando “oltre ogni limite” come masticano sempre con piacere i querelanti, quasi fosse cioccolata fondente.
È uno sport praticato a destra e a sinistra ed è il segno inequivocabile del tramonto di ogni buon senso, ma anche di molte capacità politiche. Si vocifera infatti che il nobile argomentare si sia ritirato in monastero. Certo i cattivissimi esistono, ne ricordiamo uno su un palco con una bambola gonfiabile, trasformatosi a sua volta in querelatore. Il querelar è infatti ormai epidemia e peggio di un virus tutti infetta: querelanti e querelati, che come in una commedia degli equivoci si scambiano le parti a giorni alterni.
I politici nostrani, ormai affetti da tik-tokotite acuta, soffrono di un penoso mal d’orecchi che gli sale fino al sistema nervoso centrale e son presi dal farsi videini noiosissimi e insulsi, dove belli, meno belli e bellissime ci raccontano le loro gesta in chiave agiografica o ci segnalano un articoletto su un giornale o un giardinetto fiorito se sindaci. Niente di censurabile, ma noto il dilagare di un costume piuttosto sinistro degno del Nosferatu di Murnau: vi spiego il meccanismo.
Difficoltà politica seria? Soluzione pronta! Si esca da Municipio, Parlamento, Consiglio Regionale e si entri al galoppo nel primo Tribunale, stazione dei Carabinieri, supermercato o tabaccheria: “Maresciallo, Maresciallooo!!! Appuntato! Commessoooo! Giudiceee!”
Magagne politiche serie non vanno assolutamente più discusse nelle sedi opportune, come si faceva, l’imperfetto corre d’obbligo, abitualmente in democrazia. Penso a Parlamento, radio, televisione e giornali, ma questo era il pliocene. Oggi la magagna politica nell’epoca dell’esplorazione di Marte e della polarizzazione selvaggia, con una paurosa metamorfosi tra Kafka e Dürrenmatt, va trasformata in un’ingiusta e volgare persecuzione da regolare nelle ormai famose “sedi opportune”. Dette sedi non sono quelle divertenti e democratiche di un tempo, ma il tristo Tribunale popolato da azzeccagarbugli voraci e magistrati giudicanti in stanze con pareti bisognose di un imbianchino da decenni. Tristo paesaggio!
E qui entra in campo l’aspirina o la tachipirina buona per tutti i malanni, come il grosso mal di pancia Mohammad Hannoun (altro impenitente querelatore), che tra i frequenti mali stagionali della politica affligge ora l’opposizione con febbre, naso chiuso e respirazione difficoltosa. Certo la destra di governo non è da meno: leggevo di un Ministro che ha querelato una famosa ex fidanzata (non sua) rea di aver pubblicamente dichiarato di preferirgli Paperino all’interno dell’urna elettorale….E pensate a me pare cosa simpatica per non dire affettuosa, ma son d’un epoca andata e noto birbante.. E invece zac! Implacabile querela.
Non so chi sia il medico condotto del campo largo, talmente largo da esser battuto da venti gelidi siberiani portatori di malanni, ma non dev’essere tra i più acuti ed intende curare il paziente con querele a tizio e caio, colpevolissimi nel solito “aver superato ogni limite”, frasetta buona per ogni occasione.
Eccoci allora afflitti da un coro di politici, sindaci, europarlamentari, acrobati e figuranti vari, dediti a fabbricarsi il loro videino dove minacciano querele anche a gatti randagi e piccioni se oseranno entrare nel loro giardinetto a far i bisogni. Vi pare un metodo efficace per acchiappare il consenso dei cittadini? Nutro seri dubbi, ma le mode non si discutono mai, basti pensare ai pantaloni a “zampa d’elefante”.
Ora all’infausto dottore mi urge ricordare che l’influenza e il raffreddore causati da frequentazioni e onorificenze improvvide, manifestazioni a braccetto di personaggi sbagliatissimi e altre amenità altamente infettive non si curano solo con aspirina, tachipirina e querele.
Serve un bell’antibiotico, altrimenti il raffreddore diventa polmonite e dopo il Tribunale non serve più a nulla. Si va direttamente in ospedale e solitamente d’urgenza.
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