
Lo scorso 16 novembre, a Londra, si è tenuta la cerimonia di consegna dei premi della “Global Magnistky Justice Campaign”, notizia pressoché ignorata in Italia ma che merita di avere di essere raccontata perché dischiude un mondo di storie d’impegno per la lotta alla corruzione e per i diritti umani. Perché in Russia chi combatte la corruzione del regime di Putin, poi muore. Grazie al lavoro di Rossella Zugan, InOltre pubblica a puntate le storie dei vincitori del premio che meritano di essere raccontate.
( la cerimonia della consegna dei premi è disponibile su YouTube in inglese[1]).
Il culmine della cerimonia è stata la consegna dei premi. Le persone che li hanno vinti forse non saranno famose, nell’accezione del termine più comune, ma sono persone che, con le loro convinzioni e le loro battaglie, lasceranno sicuramente una traccia profonda in coloro che in qualche modo le hanno incontrate.
Da sempre il vincitore di ogni premio viene introdotto da altre figure importanti nell’ambito della lotta alla corruzione e della difesa dei diritti umani, ed è per questo che Vladimir Kara-Murza ha presentato Sviatlana Tsikhanouskaya e Siarhei Tsikhanouski, vincitori del “Premio Eccezionale Politico di Opposizione”.
Kara-Murza non ha dubbi: Sviatlana Tsikhanouskaya è stata sottovalutata da Lukashenko che, considerandola una semplice e innocua casalinga,[1] non avrebbe mai pensato che potesse batterlo alle elezioni. Il coraggio, la determinazione e la forza di questa donna nella sua lotta alle ingiustizie subite oramai da troppo tempo hanno invece dato un nuovo corso a quegli eventi.
I coniugi Tsikhanouski sono bielorussi. È proprio grazie alle testimonianze della moglie che Siarhei Tsikhanouski, youtuber, video blogger e oppositore politico, diventa una persona che, insieme a lei, combatte contro il regime dittatoriale di Lukashenko. Siarhei era stato condannato a 18 anni di carcere nel 2021. Si era candidato alle elezioni del 2020 contro Lukashenko, ma ancora prima delle elezioni, era stato arrestato con accuse basate su motivazioni politiche. A seguito della sua incarcerazione, al suo posto era stato concesso di candidarsi e proseguire la campagna elettorale a sua moglie Sviatlana, che, senza gran stupore, le aveva perse e, in seguito alle proteste, era stata costretta a rifugiarsi all’estero, pur restando una leader attiva dell’opposizione.
Siarhei è stato rilasciato nel giugno 2025. Durante la sua carcerazione, Sviatlana si è spesa non solo a difendere il marito, ma anche a combattere attivamente contro la situazione politica bielorussa riuscendo ad avere anche un ruolo determinante nella liberazione di altri 1300 prigionieri politici bielorussi.[2]
Attualmente, Siarhei sta lavorando per ripristinare la sua piattaforma e riconnettersi anche con la diaspora bielorussa. Sviatlana è oramai riconosciuta, nonostante la sconfitta “annunciata”, come neopresidente della Bielorussia e continua la sua attività di advocacy in Europa e negli Stati Uniti.[3]
Nel suo intervento la Tsikhanouskaya ha ricordato i suoi molti connazionali che si sono opposti al regime della dittatura e hanno pagato questa loro scelta con la prigione e anche con la vita. La libertà non deve essere data per scontata ma difesa e conquistata ogni giorno.[4]
Il vincitore “Premio Eccezionale Contributo alla Campagna Globale Magnistky per la Giustizia” è Gabrielius Landsbergis. Sir William Browder ha introdotto l’ex ministro degli esteri lituano, ricordando che fu il primo Ministro degli Esteri a dichiarare la Russia uno stato sponsor del terrorismo, dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022. E sempre lui si adoperò perché la Lituania accogliesse Sviatlana Tsikhanouskaya ed il suo team, dopo la sua espulsione dalla Bielorussia.

La convinzione di dover gestire i ruoli da lui ricoperti nella sua carriera, spendendosi per difendere la democrazia, la libertà e la giustizia emerge chiaramente dal suo discorso. Ci racconta infatti che, nel suo contesto lavorativo, tra le parole chiave che gli avevano insegnato c’era “de-escalation”, che in sostanza voleva dire non reagire, scegliere sempre compromessi, mezze misure e se necessario anche il silenzio. La sua reazione invece è stata quella di fare esattamente l’opposto. “Escalation” è diventato il suo motto ed anche il podcast che si può trovare sul suo sito: https://landsbergis.com/about/ tratta proprio di un nuovo approccio alla geopolitica e del suo “instancabile lavoro come sostenitore dello stato di diritto e della pace attraverso la forza”.[5]
Oggi il suo mestiere è puntare il dito contro i dittatori, metterli alle strette, logorarli finché possibile e contribuire — se la storia lo concede — a farli cadere, per ripristinare giustizia, stato di diritto, libertà e diritti umani. Il Premio Magnitsky è uno di quei rari momenti in cui questo cambio di rotta trova casa: uno spazio condiviso da persone che credono nelle stesse idee e che lavorano, ognuna a modo suo, per lo stesso obiettivo. Ed è per questo un’occasione preziosa.
Siamo partiti raccontando figure carismatiche che non si sono lasciate piegare dalle avversità, guidate da un desiderio di giustizia e libertà più forte della paura.
Nelle prossime puntate incontreremo altre storie e altre frontiere della resistenza civile: vite che, con le loro scelte, hanno innescato escalation imprevedibili, capaci di incrinare anche i regimi più ostinati.
[1] Dal minuto 22:52 al minuto 23: 25 del filmato https://www.youtube.com/watch?v=EcKwdub5Y_0
[2] Per un’idea sulla situazione dei prigionieri politici in Bielorussia si può consultare il sito Vjasna: https://prisoners.spring96.org/en
[3] https://illuminem.com/illuminemvoices/the-accidental-power-couple-that-is-now-taking-on-a-dictator-and-putin
[4] https://www.youtube.com/watch?v=EcKwdub5Y_0 , dal minuto 29:19 al minuto 29:45.
[5] Qui si può trovare il profilo di Gabrielius Landsbergis presso il parlamento europeo: https://www.europarl.europa.eu/meps/en/124759/GABRIELIUS_LANDSBERGIS/history/8
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Grazie infinite per avermi portato per mano in un contest che ignoravo!!!