4 pensieri su “Stesso impero, due linguaggi: i discorsi di Vance e Rubio a confronto

  1. Gli USA a trazione trumpiana vogliono certificare il vassallaggio dell’Europa, incapace di sottrarsi alla stretta. La tanto inflazionata (a parole) autonomia strategica è lontana mille-mila-miglie, sembra uno spot pre-votazione!!!

  2. Diciamo anche che dal discorso di Vance nel 2025 a quello odierno di Rubio, di acqua sotto i ponti ne è passata e l’amministrazione Trump si è ritrovata con tante questioni non risolte come sperava.
    Dal tono aggressivo iniziale sui dazi, alle polemiche e gli scandali sulla gestione dell’immigrazione clandestina, alla opaca operazione di rilascio degli Epstein files fino alla fallimentare missione di conquista della Groenlandia, molti americani e anche diversi parlamentari repubblicani hanno fatto intendere di non aver apprezzato come sono state affrontati certi temi politici e sociali. E questo probabilmente si rifletterà sulle prossime elezioni di medio termine.
    Serviva quindi un approccio più morbido anche verso i cosiddetti “alleati” dopo tutti gli eventi non andati come si sperava ad inizio presidenza.

  3. Nel progetto imperialista che Trump ha in mente, l’Europa ha fatto la sua parte e non da oggi. Fin dalla fondazione della CEE i governi conservatori Europei hanno delegato agli USA la propria difesa e nel tempo non se ne sono più occupati seriamente. L’Europa è cresciuta diventando una potenza economica, ma non è diventata una potenza politica. I governi conservatori europei con la loro visione a breve termine non si sono preoccupati di avere un progetto per l’Europa del futuro e hanno affrontato molti problemi con superficialità e con una visione troppo ottimistica. Adagiati su anni di pace e sulla caduta della Unione Sivietica e sull’impegno degli USA a difenderli, hanno ignorato due grossi problemi come la difesa comune e la immigrazione. Ovviamente i cittadini europei hanno le loro responsabilità, avendo continuamente votato partiti conservatori di centrodestra e centrosinistra e ottenendo governi preoccupati dalle diatribe interne e con una visione a breve termine. Il risultato è quello che vediamo oggi, una difesa inesistente e un problema immigrazione incontrollato. Quindi Trump ha facile gioco ad affondare i suoi colpi sulle debolezze del gigante dai piedi di argilla e a fare pressione affinchè l’Europa adotti le sua visione politica e ne diventi la spalla. Purtroppo i governi conservatori Europei, sempre divisi dalle loro pulsioni nazionaliste non hanno avuto il coraggio di portare avanti un progetto di Europa federale, non hanno voluto cedere sovranità e hanno preferito una Europa più debole. Non hanno avuto la capacità di guardare lontano, di implementare soluzioni che si fondassero su progetti a lungo termine basate su studi scientifici e sui possibili scenari futuri. Così i cittadini europei senza un sogno da seguire hanno continuato a comportarsi come una mandria nel recinto dei partiti conservatori e Trump cosa ci propone? Più conservatorismo e più liberismo senza regole , la legge del più forte e meno diritti, insomma quello di trasformarci in tante piccole autocrazie.

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