

Giorgio Gori, come chiunque, ha il diritto di parlare ovunque, ha il diritto di dire ciò che pensa e ha il diritto di non essere molestato quando dice ciò che pensa. Se dunque succede che sia contestato violentemente dalla teppaglia filo-terrorista, la feccia di filosgozzatori che grida “fuori i sionisti dall’Università”, ecco, se succede questo è giusto manifestare solidarietà a Giorgio Gori.
Ma è doveroso anche dare un’occhiata a chi gliela manifesta. E occorre fare un po’ di scrutinio su quanto abbiano in comune quei dimostranti filoterroristi e la vittima della loro aggressione, cioè appunto Giorgio Gori.
Ora, la solidarietà a Giorgio Gori è venuta innanzitutto da esponenti del partito cui Giorgio Gori non solo ha appartenuto ma appartiene, il Partito Democratico. E il Partito Democratico è infestato di antisemiti che hanno responsabilità anche più gravi rispetto a quelle della squadraccia nazicomunista che ha molestato Giorgio Gori all’Università di Bergamo.
Il Partito Democratico è quello che non dice niente e non fa niente quando l’omosessualità corporata proclama che i gay ebrei “sono ammessi”, ma a patto che non portino simboli ebraici, perché allora devono aspettarsi di essere contestati. Il Partito Democratico è quello che, non forzatamente ma spontaneamente, convintamente, candida un signore secondo cui le comunità ebraiche hanno contaminato l’Europa di razzismo e suprematismo bianco.
Il Partito Democratico è quello il cui segretario non commemora il 7 ottobre. Il Partito Democratico è quello della signora – un’altra eminente esponente del Partito Democratico – che, nel commentare l’assassinio di due israeliani a Washington, sente l’esigenza di dire che comunque Netanyahu è un criminale.

Il Partito Democratico è quello di una mozione parlamentare che denuncia l’escalation in Libano: e quando lo fa? Quando Hezbollah comincia a lanciare missili sui civili israeliani? No. Quando decine di migliaia di missili di Hezbollah inceneriscono la Galilea e fanno 80 mila profughi ebrei? No.
L’escalation è denunciata dal Partito Democratico quando Israele comincia a difendersi. Prima non era escalation. Prima erano decine di migliaia di missili lanciati dal Libano per finire il lavoro di Adolf Hitler, una minuzia che non merita l’attenzione di una mozione parlamentare del Partito Democratico.
Perché semmai in quella mozione c’è posto per il – testuale – “pieno sostegno al segretario generale dell’Onu a fronte di pericolosi tentativi di delegittimazione”: il segretario generale dell’Onu, quello secondo cui il 7 ottobre non veniva dal nulla.
E il Partito Democratico è infine il partito di Giorgio Gori. Giorgio Gori che si è reso responsabile senza sosta, reiteratamente, personalmente e direttamente di propaganda contro la verità, di propaganda che consapevolmente o no ripeteva in modo addirittura pedissequo quella dei terroristi e dei filoterroristi.
Come quando Giorgio Gori denunciava le “bombe su Gaza la notte di #Natale, con decine di bimbi uccisi”. Come quando non denunciava i macellai di Hamas che rivendicavano di usare quei bambini “come attrezzi”. Come quando proclamava l’urgenza che gli alleati di Israele “ne fermassero la mano”.
Come quando non proclamava l’urgenza che fosse fermata la mano del terrorismo palestinese che reclutava i bambini-soldato.
Giorgio Gori merita solidarietà per essere stato molestato. Ma Giorgio Gori è quello che, sulla scorta delle notizie false diramate da Hamas, denunciava il “criminale bombardamento sull’ospedale di Gaza”, ma non denunciava l’uso degli ospedali come bunker, come casematte dei macellai del 7 ottobre.
Giorgio Gori è quello che dice “basta armi a Israele”; è quello, dunque, che istiga la comunità internazionale e il suo Paese a lasciare disarmati e inermi gli ebrei di Israele – un popolo di rifugiati, una minuscola minoranza accerchiata da centinaia di milioni di antisemiti che vogliono sterminarli, e che lo farebbero se solo potessero, e che lo faranno se solo potranno –.
Giorgio Gori è quello che li lascerebbe senza armi, senza difesa davanti a eserciti di macellai che vogliono uccidere tutti i bambini israeliani, e quando possono lo fanno, quando possono li bruciano vivi dopo aver sparato nella faccia ai loro genitori, quando possono rapiscono un lattante di otto mesi e suo fratello di 4 anni e poi li strangolano e li restituiscono in due bare nere mentre la folla fa festa.
Non meritava la contestazione di quelle squadracce pro Hamas, Giorgio Gori. Ma a Giorgio Gori va una solidarietà che non si dimentica da che parte si è messo Giorgio Gori.

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Strangolati e poi fatti a pezzi a pietrate per simulare che siano rimasti uccisi in un bombardamento israeliano.