Sulla nuova strategia Ukraina
Nei pochi giorni che sono intercorsi fra la pubblicazione della prima parte e la preparazione della seconda è già possibile osservare il consolidamento e la definizione della nuova strategia Ukraina incentrata sul deterioramento russo, ipotesi solo accennata nel precedente articolo.
Il controllo del Mar Nero sembra consolidato, sono circa due settimane che non ci sono navi Russe in navigazione, o se ci sono restano molto vicine alle aree protette. Si registra un incremento della presenza nel Mediterraneo, dove si contano navi sufficienti per una piccola squadra, anche se non se ne comprende lo scopo.
Altamente improbabile che la Turchia conceda il passaggio dato che si tratta di nazione belligerante, ed il Sultano non è il tipo da farsi prendere in giro, ricordiamo gli abbattimenti degli aerei russi prima e dell’elicottero di soccorso dopo quando sconfinarono in Turchia. Una possibile spiegazione della squadra potrebbe essere scortare la Sparta IV (se è ancora nel Mediterraneo), la famigerata nave trasporto antisanzioni russa da oltre 8.000 tonnellate considerata obiettivo strategico dagli ukraini.
Fra le navi nel Mediterraneo si contano due lanciatori, ma in tutto sarebbero solo una dozzina di missili. Che non avrebbero traiettorie possibili per arrivare in Ukraina senza passare su Nazioni NATO, anche non volendo considerare il solo lancio dal Mediterraneo come ostilità da Articolo 5.
Tornando alla evoluzione della strategia Ukraina, una delle ipotesi di capitalizzazione dell’aver portato a casa, al momento, l’enorme risultato strategico di aver riconquistato il Mar Nero era legata al conseguente accecamento di una buona parte dei sistemi di sorveglianza ed avvistamento remoto da parte Russa.
Questa strategia Ukraina è ancora in sviluppo, come i nuovi e periodici attacchi sugli aeroporti russi con particolare accanimento verso quelli dove potrebbero operare o essere ricommissionati altri A-50 dimostrano. Secondo le fonti Ukraine (ed alcune fonti non ufficiali russe) a Tangarok sarebbero stati pesantemente danneggiati altri 2 A-50 in fase di ricommissionamento. A questi va poi aggiunto l’aereo da trasporto caduto sempre in zona per la “sospetta” perdita di un motore che è di particolare importanza in quanto si tratta degli aerei su cui si basa l’A-50 e che vengono utilizzati per la formazione degli equipaggi. L’equipaggio operativo era al completo, di conseguenza è facile ipotizzare che i russi abbiano perso l’ennesimo preziosissimo capitale umano ad alto valore necessario per queste attività di sorveglianza.
In parallelo all’estensione di questa linea strategica abbiamo anche visto nell’ultima settimana un notevole incremento degli attacchi in profondità sul territorio russo da parte di droni Ukraini in grado di volare anche per 800/1.000 km per raggiungere il bersaglio.
Qui mi riaggancio ad un punto discusso in altri articoli, le dimensioni della Russia e la sua concentrazione industriale figlia della logica URSS rappresentano a mio parere un grosso svantaggio in una guerra moderna, e non un vantaggio come molti sostengono. Le dimensioni della nazione rendono praticamente impossibile una efficace copertura radar completa da terra, soprattutto per oggetti volanti che viaggiano a bassa quota e che per autonomia e caratteristiche possono impegnare un numero infinito di rotte di avvicinamento al bersaglio. La perdita di praticamente metà degli aerei di sorveglianza disponibili e l’obbligo di mantenerne comunque uno in qualche modo sul Mar Nero, ed un altro sul Baltico, comporterebbe quindi un’alta probabilità di penetrazione indisturbata dei droni ukraini lungo tutta la linea di confine interna.
Non ultimo elemento, quale che siano le tecnologie che vengono utilizzate, dalle più sofisticate al “andiamo a vista”, tutti gli attacchi delle ultime settimane indicano come i sistemi Anti Aerei russi siano assolutamente inadeguati allo scopo. In praticamente tutti gli attacchi gli Ukraini sono andati a segno almeno con un drone sul bersaglio desiderato, l’ennesima brutta performance di quell’esercito che tanto timore incuteva nei decenni passati all’occidente. I sistemi di avvistamento a distanza sono quasi del tutto inefficaci, i sistemi Antiaerei di prossimità mostrano video di equipaggi di S-400 che riprendono missili e droni che gli passano sulla testa senza che li abbiano visti arrivare. Una voce fuori dal coro, il sindaco di S.Pietroburgo ha candidamente chiarito che non sono minimamente in grado di fare alcunchè per proteggere la città.
Sempre ricordando che in questa guerra i chilometri sono l’ultimo elemento da valutare, stiamo assistendo qundi alle prime azioni Ukraine orientate ad erodere e degradare elementi di assoluta importanza strategica, il sistema di avvistamento e sorveglianza, quello industriale specializzato e, soprattutto, quello petrolifero.
Vediamo infatti attacchi concentrati su bersagli “speciali” come l’acciaieria che produce il materiale per i corazzati, gli aeroporti e le strutture di supporto dedicate agli aerei di tipo strategico, e soprattutto la filiera petrolifera nel suo insieme.
Torniamo al gigantismo ereditato dall’URSS.
Una prima analisi che definiva la debolezza del sistema produttivo russo in tal senso era stata fatta da un analista Israeliano, che si era occupato sia della Russia che dell’Iran. In ambedue i casi un numero molto limitato di attacchi mirati portati a segno, si parla di circa una decina per stato, avrebbe comportato una successiva disponibilità di risorse molto al di sotto del minimo necessario per mantenere il modello funzionante, senza possibilità di ripristino industriale nel breve termine. L’analisi si era concentrata nello specifico sulla filiera petrolifera, in quanto particolarmente vulnerabile e vitale per il funzionamento del sistema produttivo.
Abbiamo un primo riscontro parziale da settimane, ovvero da quando è stata pesantemente colpita una raffineria Lukoil che ha comportato la decisione del governo di sospendere l’esportazione di benzina per alcuni mesi. Negli ultimi giorni si continuano a vedere colpite altre raffinerie, ed un nuovo riscontro parziale che la situazione non è proprio rosea è nella improvvisa destituzione del vice presidente della Lukoil morto improvvisamente a 54 anni per un effetto collaterale dell’impiccagione in ufficio. Questa imprevedibile evento data poche ore dopo che era stata colpita gravemente una seconda raffineria che da sola vale oltre il 10% delle produzione nazionale.
Inizialmente ho utilizzato come termine “Aria” e non “Cielo” volutamente. Il dominio dei cieli in questa guerra non lo ha raggiunto nessuno, la Russia ha un predominio ma non definitivo e come al solito nel loro insano modello con costi in termini di mezzi ed uomini pazzesco, visualmente confermati da fonti terze sono stati abbattuti 240 fra velivoli ad ala fissa ed elicotteri.
In mancanza di navi, come hanno fatto con la marina, direi che gli Ukraini si sono dedicati al controllo dell’aria con un notevole successo sviluppando un approccio del tutto nuovo a basso costo e che fosse non vincolato all’altissima preparazione tecnica che un aereo richiede. Aiutati in questo dalle concentrazioni industriali che riducono di molto il numero di attacchi a segno necessari per deteriorare il sistema russo.
Successo simile si continua a vedere ogni giorno anche nelle nuove implementazioni nell’efficacia di questi attacchi. Sempre negli ultimi giorni si vedono sempre più spesso video di corazzati russi che esplodono con una modalità drammatica, praticamente si disintegrano smettendo di esistere, come si vedono interi gruppi di fanteria colpiti dall’alto da qualcosa che somiglia a delle mini-cluster. In ambedue i casi sono stati riconvertiti sistemi nati per la fanteria montati su droni da poche decine di dollari.
A questo punto, se questa è la loro linea evolutiva di warfare, mi aspetteri di vedere a breve anche il debutto di nuovi droni nell’area ancora scoperta, la terra, e non solo in termini di prototipi come quelli ufficialmente presentati.
Piccola precisazione in merito a risorse, uomini ed altro. Dall’inizio del conflitto continuo a cercare di ricordare che l’Ukraina è un paese ad elevatissimo tasso di istruzione, sia secondaria che terziaria. Il numero di diplomati e laureati è molto maggiore del nostro, giusto per fare un esempio, nelle fasce della popolazione più giovani.
Di recente ha sollevato dubbi e questioni la nuova legge sulla mobilitazione che non si è configurata per nulla come una nuova mobilitazione di massa, elemento che ha generato un’ondata di forte preoccupazione ed ha alimentato la narrazione russa de “l’Ukraina ha perso la guerra”
Everything is connected.
SE state sviluppando un modello di warfare del tutto nuovo, SE questo modello richiede la presenza sul campo di un numero relativamente definito e limitato di uomini e mezzi, SE questo modello integra e sostituisce il modello classico, SE l’obiettivo fosse di avere prime ondate di attacco basate su un paio di centinaia di droni fra loro coordinati, mandereste in prima linea tecnici ed operatori in grado di costruire, implementare ed operare questo modello?
E POICHE’ la fanteria resta la regina dei conflitti insieme alla sorella gemella Artiglieria, quanti hanno notato l’aumento delle unità di difesa territoriale dell’Ukraina in termini di numero? Due nuove solo il mese scorso.
Aggiornamento in tempo reale, mentre scrivevo questo pezzo è arrivata la notizia ed il video di un’altra raffineria colpita in piena torre di raffinazione. Da confermare ancora, ma andrebbe esattamente nella direzione di quanto descritto sopra.
Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

La maestria degli ucraini è tutta concentrata nella chiusura dei questo bell’articolo. Non ci fornite le armi per colpire in profondità?? Sticazzi!! Le costruiamo noi, più economiche e facili da realizzare (e quindi numeri importanti), più invisibili e più letali e soprattutto cambiamo le regole del gioco!!!! Mi sembra la tela di ragno che viene pazientemente filata e che porta a 2 fattori decisamente non previsti dai pianificatori militari russi: ci ritroviamo la guerra entro i confini della Rodina + ennesima linea rossa attraversata senza che i ruzzi possano far nulla per contrastarla.
Mi conforta sempre la lettura dei tuoi post. Se posso ti chiederei due cose 1) ho visto dei post in cui si segnala – con preoccupazione – il miglioramento delle capacità di colpire obbiettivi mobili da parte russa. Mi pare abbiano colpito 1 himars e 2 lanciatori Patriot et altro. Chiedevo lumi a te che ne capisci;
2) in che modo possono essere contrastati i lanci delle FAB.
In ogni caso ti ringrazio, essendo completamente neofita rompo la scatole a chi ne sa e si spiega in modo comprensibile anche per chi non ne sa.
Giovanna
Molto confortante…