3 pensieri su “Senza classe, senza voce. Il crollo sociale del progressismo italiano

  1. Non è un problema solo italiano. Si può stabilire che dalla crisi finanziaria globale del 2008 e quella dei debiti sovrani in Europa successivamente, è stato messo in chiaro che il modello del welfare state appoggiato dalla maggior parte della sinistra definito indipendente dalla crescita economica è arrivato al capolinea. Non si possono più fare promesse di distribuzione di ricchezza a debito indefinitamente e senza fare i conti con i reali guadagni di lavoratori e imprese, sempre meno in crescita per ragioni strutturali e di cambiamenti epocali tecnologici. Questo lo ha appreso anche la destra che con eguali promesse ha ottenuto voti e consensi, grazie anche a un maggiore controllo delle comunicazioni e delle informazioni da divulgare attraverso i media principali. La realtà ha prevalso sui programmi fantastici dei partiti.
    Poi penso anche che il tema dell’immigrazione e della sicurezza percepita non siano da sottovalutare. Una maggiore immigrazione ha comunque un impatto pure economico, dove la minaccia di perdere posti di lavoro e di ottenere costi crescenti è percepita come concreta e possibile. Sulla sicurezza poi da parte delle amministrazioni di sinistra esiste ed è esistita in diversi casi una certa tolleranza e trascuratezza nei confronti di fenomeni delinquenziali per non turbare movimenti e associazioni a loro vicini, tale però da far crescere un certo risentimento verso quella parte di popolazione che si sente trascurata in situazioni delicate e percepite come pericolose per la propria vita.
    Queste ragioni hanno fatto crescere diffidenza nei confronti di istituzioni e diritto consolidati, alimentando scetticismo anche verso la scienza e facendo crescere teorie cospirazioniste e realtà alternative possibili.

  2. Condivido alcune parti dell’articolo, comunque interessante. Purtroppo si parte sempre da una visione che usa i soliti paradigmi per poi interpretare la situazione. Personalmente, come già scritto in passato, il dato di partenza è che la stragrande maggioranza degli umani nasce con un cervello con logica mentale conservatrice e solo una piccola minoranza con un cervello con logica mentale progressista. Ovviamente i conservatori o progressisti , come tutte le cose non sono totalmente bianchi o neri, ma hanno anche loro le sfumature che li distribuiscono su una curva gaussiana, con al centro la maggioranza. Deeto questo, le differenze tra quella definita destra e sinistra , sono solo ideologiche, perchè sono ambedue composte da persone con cervello con logica mentale conservatrice. I progressisti sono di solito ai margini della politica, perchè sono razionali, pragmatici, scientifici e allergici alle ideologie e sopratutto sono spesso moderati, ma non vuol dire che sono dei pacifisti ad ogni costo. Analizzare la situazione politica attuale con questi presupposti, ci da un quadro completamente diverso e divere prospettive per il futuro politico in italia. I due schieramenti conservatori attuali ci danno un quadro di quelle che sono le caratteristiche dei cervelli conservatori e di come invece sono totalmente diversi i cervelli progressisti.

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