Cecilia Parodi, la persona che ebbe a dire in un video di voler sputare su “tutti gli ebrei” appesi a testa in giù” era stata inserita come ospite, insieme a Max Gazzè, Daniele Silvestri, Valerio Mastandrea, Valeria Parrella e molti altri, in un evento che si terrà il 28 settembre a Napoli.
Un “concerto di pace”, con cantanti, attori e scrittori che si alterneranno sul palco per “sostenere gli aiuti umanitari a Gaza”. Un concerto di pace (sic), con il patrocino morale del Comune di Napoli, che intendeva ospitare anche Cecilia Parodi, indagata a Milano per “istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” e per diffamazione aggravata dall’odio razziale. Il motivo è un video in cui la Parodi diceva: “”Odio tutti gli ebrei, odio tutti gli israeliani, dal primo all’ultimo, odio tutti quelli che li difendono […] Vi odio tutti… Spero di vederli tutti impiccati! Giuro che sarò la prima della fila a sputargli addosso”.
Poi la Parodi scompare dalla locandina. Un improvviso scrupolo degli organizzatori? No. Interpellati dall’Adnkronos, gli organizzatori non ne fanno una questione di opportunità ma parlano di problemi di ‘agenda’: “Credo che abbia impegni per quella data”, ha detto qualcuno dell’organizzazione.


Studio l’antisemitismo fin dalla mia adolescenza e onestamente mi sono imbattuto in ogni tipo di manifestazione d’odio anche le più ributtanti. La Parodi e il suo odio non mi scalfiscono né più né meno delle altre.
Il punto è un altro. La Parodi non ha rivolto le sue oscenità contro il governo d’Israele. Ha parlato di “tutti gli ebrei”. Non mi pare ci possano essere fraintendimenti in questo caso. Non mi pare si possa sottilizzare come fanno in molti, compresi illustri accademici, sulla confusione tra antisemitismo e antisionismo.
Ora immaginate cosa sarebbe successo se, in quest’epoca di intransigente e bolso politicamente corretto, qualcuno avesse rivolto quelle oscenità ad altre minoranze o etnie o categorie di persone. Pensate all’episodio di Antonello Venditti e la spettatrice disabile, per dire di un fatto recente.
Ebbene, non resta che constatare come l’effetto delle parole di odio nei confronti degli ebrei per qualcuno sia pari a zero. A niente. Come se nulla fosse. Oggi sappiamo che agli ebrei si può dire di voler sputare in faccia mentre sono appesi a testa in giù senza per questo incorrere nella pubblica riprovazione. E anzi, c’è addirittura chi organizza un evento pubblico e invita la Parodi che però ha altri impegni.
La conclusione che ne traggo, e che ho ripetuto in mille occasioni, è che si continua a sottovalutare come la questione israelo-palestinese venga usata come foglia di fico per liberare senza più remore i peggiori istinti antisemiti. L’esempio della Parodi è solo quello di una persona con una certa visibilità pubblica. Per citare il Presidente della Repubblica Mattarella: “Per fare davvero i conti con la Shoah, non dobbiamo più rivolgere lo sguardo soltanto al passato. Perché il virus della discriminazione, dell’odio, della sopraffazione, del razzismo non è confinato in una isolata dimensione storica, ma attiene strettamente ai comportamenti dell’uomo”.
Chi oggi continua a smarcarsi dall’evidenza di un fiero rigurgito antisemita connesso all’avversione per Israele, nella migliore delle ipotesi, compie un grave atto di omissione.
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Concordo in pieno, ma perché continuare a parlare di un video semipornografico della sorella di qualcuno più famoso. Temo che parlandone aiutiamo costei ad emergere dal suo anonimato, che è ciò che le interessa, almeno credo
Sì Marco ma in questo modo non sarebbe più possibile polemizzare con quasi nessuno.
Se le nostre reazioni di sdegno le tratteniamo per …il timore che…. sembriamo struzzi che infilano la testa nella sabbia. Ma anche no!! Io, se fosse lecito, la metterei alla gogna e la porterei in giro per la penisola!!