2 pensieri su “Se questo è il governo che dovrebbe fermare il declino, siamo messi male

  1. Rispondo volentieri alle sue osservazioni, premettendo che da quanto scrivo appare chiaro che le responsabilità sono equamente divise tra tutti i governi succedutisi.
    Però accreditare l’aumento degli occupati a un governo che non ha preso alcun provvedimento in tal senso è come attribuire la riuscita di una gita perché c’era il sole.
    Le dinamiche occupazionali hanno tempi lunghi, superiori ai due anni del governo attuale.
    Quanto al DNA, ricordo che per la questione dei balneari siamo all’ulteriore rinvio, malgrado i richiami della UE.
    Dei taxi in regime di licenza negoziabile meglio stendere un velo.
    Anche le bancarelle di fronte ai negozi.
    La direttiva Bolkenstein del 2006 è tuttora inapplicata.
    MPS è ancora del tesoro.
    Ilva, chi la compra? Marcegaglia?
    Più due riforme necessarie di cui nessuno parla:
    Rai modello BBC.
    Abolizione della validità del titolo di studio con abolizione degli ordini professionali.
    Per quel che riguarda il passato e le disastrose dismissioni (svendite) delle aziende IRI bastano i nomi:
    SIP
    Alitalia
    Autostrade
    Acciaierie di Taranto
    Alfa Romeo.
    Ognuna di queste ha una storia ben nota… e al governo non c’erano gli attuali.

    Stefano Piperno

  2. Ma dove vede effettivamente la lontananza da “una concezione liberale del mercato” nelle intenzioni di questo Governo? Non sarà certamente perfetto (e in due anni certo non si possono fare miracoli) ma credo sia evidente un cambio di rotta, prova ne è l’aumento degli occupati e una certa attenzione fiscale ai ceti medi produttivi. Non mi sovviene (forse sbaglio) alcun esempio di statalizzazione di imprese o limitazione nel fare libera impresa. Tutt’altro.
    Di certo non credo abbia alcun rimpianto delle “eccellenti” politiche industriali di Cinque Stelle e PD degli anni passati. Almeno spero…

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