2 pensieri su “Se il pacifismo da salotto non si smentisce neanche con il sanguinario Iran

  1. Sarei molto contento se gli obiettivi veri di questa operqzione fossero davvero “ Liberare l’Iran. Far vincere la democrazia. Difendere Israele”.
    Le operazioni recenti contro regimi autoritari e/o “ turbanti chiodati di una teocrazia che opprime, impicca e soffoca” ( Iraq e Afghanistan) non lascino ben sperare.
    A duecento metri da li, un’altra potenza nucleare (vera, il Pakistan) sta regolando i conti proprio con l’Afghanistan.. forse anche li’ si tratta di una guerra di liberazione.

    Io penso che nessuno giustifichi quanto gli Ayatollah abbiano ulteriormente umiliato un grande paese ed un grande popolo. Nessuno. Come per l’Afghanistan qualche anno fa, siamo in tanti d’accordo. Ma facciamolo tutti insieme. Non solo a due.

  2. Non bisogna portarsi troppo avanti perché anche con la morte dell’Ayatollah, nessuno ha la certezza che la leadership iraniana rimanente cambierà atteggiamento verso i suoi vicini non allineati alle proprie ideologie o se addirittura ci sarà una cambiamento di potere radicale ai vertici tale da smantellare tutta la struttura creata dal regime nei decenni.
    Nel primo caso, penso più concreto, credo che alla suddetta leadership convenga avvicinarsi alle richieste americane e israeliane, perché non terminare minacce e attacchi alle postazioni americane equivarrebbe ad ulteriori rappresaglie e bombardamenti sul suolo iraniano.
    Mentre per ottenere il secondo caso colpire basi e infrastrutture iraniane non basterebbe.
    Servirebbe probabilmente un’azione di terra decisa di un’eventuale forza di invasione o perlomeno un coordinamento e un supporto stretto con certe possibili forze interne di resistenza pronte a combattere l’esercito e le guardie fedeli al regime e conquistare la capitale e le città più importanti.

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