14 pensieri su “Se alla Camera dei Deputati la sinistra sceglie la via della censura

  1. Se quando Casa Pound ha presentato il proprio partito, il legislatore non ha ritenuto di dichiararlo illegale e lo ha ammesso alle elezioni, a che titolo questi signori si arrogano il diritto di impedire ai suoi rappresentanti di parlare, e oltretutto in parlamento? Perché non chiedono, già che ci sono, la destituzione del potere legislativo al gran completo?

  2. Riflessione preziosa. Oggi assistiamo all’algoritmizzazione della politica, dove il confronto viene ridotto alla logica binaria del “like” o del “block”. La censura fisica in Parlamento non è altro che la traduzione reale del tasto “segnala”, cioè una scorciatoia che gratifica l’ego, ma svuota la democrazia.
    Il paradosso è che trasformare le istituzioni in una bolla asettica non elimina il virus di certe idee, lo rende semplicemente anaerobico: lo costringe a proliferare sottoterra, al riparo dall’ossigeno del dibattito critico. Rinunciando al Logos e alla complessità del linguaggio, smettiamo di produrre gli anticorpi intellettuali necessari per smontare nel merito ciò che avversiamo, preferendo l’illusione di un silenzio imposto alla fatica di un’autentica responsabilità civile.

    1. Daniela, ha colto proprio nel segno!
      È proprio l’argomento che sta a monte a quanto io ho scritto nell’articolo.
      Grazie per il suo contributo puntuale e assolutamente condiviso.
      In una mia ricerca in Filosofia del Linguaggio sto indagando proprio sul tema, cioè sulla erosione del significato nell’era algoritmica. Purtroppo la perdita del senso non è solo nel linguaggio politico ma in tutta la comunicazione contemporanea. E questo non fa che deteriorare lo stesso pensiero.
      Grazie Daniela
      Buona Pasqua

  3. Ma … sul serio? Tedesco dev’essere giovanissimo di cultura se non d’età, deve essere uno che ha una conoscenza vaga degli orrori del nazifascismo per invocare la loro libertà di parola nel tempio della democrazia italiana nata dalla disfatta di quei regimi. Non è in discussione la libertà di parola: i nazisti possono affittarsi una sala privata qualsiasi della capitale e sproloquiare le loro strampalate teorie razziste in salsa teocratica. Ma alla Camera della repubblica democratica italiana NO!!! Ospitarli in una sede ufficiale è un intollerabile riconoscimento di quelle “idee” verso cui invece va eretto un muro invalicabile

    1. Gentile Luciano,
      Le rispondo con chiarezza e con una postura assai diversa dalla sua.
      La democrazia non ha bisogno di muri, ma di parole”
      Sulla presunta “giovinezza di cultura”, vorrei rassicurare il mio interlocutore: l’esperienza mi ha insegnato che la cultura resta giovane finché è capace di dubitare, mentre la supponenza è il primo segno di un pensiero che sta invecchiando precocemente. La Camera dei Deputati non è un “tempio” da proteggere dall’impurità delle idee, ma il luogo più alto della Democrazia, dove il principio del libero confronto deve essere affermato sempre e comunque, specialmente quando è difficile farlo. 
      È paradossale che proprio la sinistra, utilizzando i mezzi della reattività e del silenzio forzato che solitamente contesta, decida di “erigere un muro” invalicabile.
      Le faccio i miei più cari saluti e le auguro una Buona Pasqua.

      1. Anche perché non si dichiarerebbero mai direttamente un partito con riferimento fascista, essendo stabilito illegale di fatto per legge.
        Utilizzano argomentazioni e alcune idee che si richiamano all’ideologia fascista, ma in un modo vago che anche altri partiti maggiori dopotutto hanno ripreso e riprendono senza per questo riuscire a violare i principi della Costituzione e delle leggi principali italiane.

    2. Il problema però è che certe formazioni politiche e gruppi estremisti più o meno dichiaratamente di ispirazione fascista (o perlomeno non facendo nulla per tentare di nasconderlo) hanno già avuto e hanno tutt’oggi la possibilità di presentare i propri simboli e candidati alle elezioni locali e nazionali.
      Avrebbero dovuto essere stati invece messi al bando e i fondatori perseguiti da tempo.
      Le istituzioni invece hanno colpevolmente sorvolato e minimizzato il pericolo di far sopravvivere tali formazioni e idee annesse, per qualche spicciolo di voto e convenienza di partiti tuttora al governo e in parlamento. Stessa cosa anche per quanto riguarda gruppi estremisti di sinistra ed eversivi anarchici.

      1. Ecco, questa è una osservazione assolutamente pertinente.
        Qui siamo sul campo della “legittimazione politica” che è ben diverso dalla censura preventiva da “polizia morale”.
        Cari saluti e Buona Pasqua

  4. Non condivido il suo punto di vista. I soggetti chiamati a relazionare alla camera dei Deputati erano esponenti della peggior destra nazifascista, da Casa Pound al Veneto Fronte Skinhead e camerati vari.
    Essi non rappresentano un interlocutore ammesso al democratico confronto. La loro presenza in Parlamento sarebbe stato uno sfregio alla nostra Repubblica. I valori di democrazia, libertà e pluralismo, così come quelli della libera partecipazione alle assise democratiche, al libero confronto e circolazione delle idee si difendono, anche con la forza, dal ricostituirsi dei partiti rappresentati da questa orrida gentaglia.

    1. Gentile Angeli,
      Comprendo perfettamente il punto di vista da lei espresso e non metto affatto in dubbio la natura ideologica dei soggetti citati. Tuttavia, proprio perché le istituzioni sono il luogo più alto della Democrazia, esse devono rimanere lo spazio in cui il principio fondamentale del libero confronto viene affermato sopra ogni altra logica. 
      L’azione di forza compiuta dagli esponenti di sinistra rappresenta una grave offesa alla Libertà, poiché la priva della sua struttura essenziale: la capacità di articolare il pensiero e di esercitare un’attività interpretativa autonoma. Se la difesa dei valori democratici passa per la soppressione fisica del discorso altrui, allora la democrazia stessa viene tradita nei suoi presupposti razionali.
      Grandi pensatori come Popper, focault, habermas definirebbero quanto fatto dalla sinistra un atto di “polizia del discorso” un “agire comunicativo” finalizzato al puro potere. Se smettiamo di usare i ragionamenti per tappare la bocca agli altri, stiamo rinunciando alla democrazia per tornare alla violenza. Se alziamo i muri al confronto, stabiliamo confini che non difendono la libertà, ma ci si comporta come un controllore che decide cosa è permesso pensare. la democrazia funziona solo se cerchiamo sinceramente di convincere gli altri con le parole. Se usiamo il potere o la forza fisica per vincere un confronto, il linguaggio smette di essere un ponte e diventa solo un’arma per dominare.
      La ringrazio per il suo intervento e le auguro
      Buona Pasqua

  5. Non mi piace
    Teorie astratte poco attinenti con la realtà.
    Come poter contrastare una informazio e oggettivamente deviata e opprimente?
    Canali TV, giornali e giornalisti appartenenti direttamente/indirettamente a parlamentari di destra + Rai + Sky tutto in mano alla DESTRA! Epoi si sta a sottilizzare x una presa di posizione contro una forza apertamente nazi-fascista e antidemocratica che fa l’occhiolino agli ambienti sovversivi reazionari di ultra destra?

    1. Concordo con Giampaolo. Come suggerisce Popper ne “La società aperta ed i suoi nemici” non è accettabile lasciare parlare chi la vuole rendere chiusa. Sarebbe una forma di suicidio della società aperta

      1. Gentile Augusto,la ringrazio per il suo intervento. E rispondo anche al sig. Giampaolo, di cui non condivido la partigianeria nella visione della informazione italiana.
        Le vorrei sottolineare che usare il “paradosso della tolleranza” per giustificare il bavaglio all’avversario è un errore concettuale profondo. L’azione dei parlamentari alla Camera è, paradossalmente, ciò che Popper temeva di più: l’abbandono della discussione critica a favore della forza. Quando si impedisce fisicamente di parlare, si rinuncia al primato della ragione per abbracciare la pura reattività.

        La libertà non può essere ridotta a un “vettore di propaganda” o a uno slogan da usare solo per chi ci è affine. Tradire questo principio significa minare la libertà nel suo fondamento principe: la possibilità di pensare. Se trasformiamo il linguaggio in un protocollo di esclusione, trasformiamo la democrazia in un guscio vuoto.

        Cari saluti e Buona Pasqua.

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