Il quotidiano russo Vedomosti ha riferito he una delle principali banche cinesi, la Chouzhou Commercial Bank, ha cessato le operazioni con società russe e bielorusse. Sempre secondo la stessa testata anche altre banche del dragone e di Hong Kong stanno inasprendo le regole sulle transazioni con la Russia per garantire che rispettino le sanzioni occidentali.
Fin dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, gli istituti cinesi si sono dimostrati alleati fondamentali per le imprese russe, consentendo anche di rafforzare le relazioni commerciali tra i due paesi. Le cosiddette sanzioni secondarie decretate dall’amministrazione Biden, tuttavia, si stanno rivelando un potente deterrente, anche per un paese ufficialmente alleato e amico di Mosca.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che il governo russo sta “collaborando” con il governo cinese per risolvere i problemi commerciali tra le due nazioni, ma, notano alcuni analisti, come il sinologo russo Aleksei Chigadaev dell’Università di Lipsia, che i cinesi, “appena si tratta di scegliere tra il mercato russo e quello americano, allora, ovviamente, sceglieranno quest’ultimo”.
In considerazione del segmento nel quale opera la Chouzhou Bank, ad avere difficoltà saranno soprattutto piccole e medie imprese impegnate nell’import-export di beni di consumo. Ma, qualora la stessa scelta dovesse essere fatta anche da altri istituti, potrebbero verificarsi problemi di approvvigionamenti e dunque un’ulteriore spinta al rialzo dei prezzi, aggravando le problematiche relative all’alto tasso di inflazione.
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