

Se amate i gialli classici e avete voglia di una bella atmosfera nordica, ho il libro perfetto per voi. Reykjavík, scritto a quattro mani da Ragnar Jónasson e Katrín Jakóbsdottir, edito da Marsilio con la traduzione dall’inglese di Irene Gandolfi, vi permetterà di immergervi in un cold case dai risvolti sorprendenti. Gli ingredienti di questo giallo nordico sono una ragazza scomparsa, un’isola remota situata di fronte alla capitale islandese e cinque uomini potenti.
Jónasson e Jakóbsdottir hanno deciso di ambientare il loro primo romanzo scritto in partnership a cavallo tra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, regalandoci, oltre a un bel mistero da risolvere, un tempo passato e raccontandoci momenti salienti della storia islandese recente.
Il giallo si sviluppa a partire dal 1956, quando la quindicenne Lára Marteinsdóttir sparisce nel nulla, scomparendo dall’isola di Viðey. La ragazza si trovava sull’isola, a pochi minuti di traghetto da Reykjavík, per guadagnare qualche soldo durante l’estate. Aveva infatti trovato lavoro come domestica nella casa di un avvocato noto e potente e della moglie, unici abitanti del luogo. Non ha lasciato nulla dietro di sé, né una valigia né una lettera, e di lei non si saprà più nulla per trent’anni.
Quello di Lára Marteinsdóttir è diventato il cold case più celebre d’Islanda. Sarà viva da qualche parte nel mondo con un altro nome? Oppure sarà morta, magari in fondo al mare?
Con un repentino salto in avanti ci troviamo trent’anni dopo, a metà degli anni Ottanta. Reykjavík sta per festeggiare il bicentenario dalla sua fondazione e, l’11 ottobre 1986, ospiterà lo storico incontro tra il presidente degli Stati Uniti Reagan e il presidente dell’Unione Sovietica Gorbaciov. La più nordica capitale del mondo sta per entrare nella storia.
In quei giorni, del caso di Lára si interessa Valur, un giovane giornalista in cerca di fama. Il ragazzo decide di dedicare una serie di articoli alla scomparsa, per dare risalto al suo nome e alla testata per cui lavora. Riesumando il fascicolo scopre nuove informazioni e si convince di avere uno scoop sensazionale fra le mani. Non si rende però conto di essere in pericolo.
Reykjavík è un giallo classico, perfetto per chi ama immergersi in misteri e congetture, senza sfociare nella violenza. Ragnar Jónasson e Katrín Jakóbsdottir sono due volti noti in Islanda. Jónasson è un celebre avvocato e traduttore in islandese di Agatha Christie, a cui non a caso il libro è dedicato. Evidente, nell’isola di Viðey, l’omaggio a Dieci piccoli indiani. Jakóbsdottir ha un master in letteratura islandese ed è stata primo ministro dal 2017 al 2024.
Il libro è frutto della passione comune per i gialli e dell’isolamento causato dalla pandemia. Il risultato della collaborazione è ottimo. Speriamo di non dover aspettare un nuovo lockdown per leggere altro scritto da queste quattro mani!


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Mannaggia, devo fare nella biblioteca!!!!!
Accidenti a voi, se non la finite di segnalare libri finirete per gettarmi sul lastrico!