

Prima o poi tutti dovrebbero avere il diritto di passare qualche giorno di vacanza al Renon. Il motivo più scontato per amarlo è che è un altopiano: perfetto per camminare, respirare, vivere all’aperto a tutte le età. Di altopiani ce ne sono molti, direte. Eppure pochi sono serviti da un trenino centenario che lo attraversa da un capo all’altro, né da una funivia che in dodici minuti ti riporta, quando vuoi, in città. Qui ci si può davvero dimenticare dell’automobile senza sentirsi tagliati fuori dal mondo.






Mio padre (classe 1929) andava in vacanza al Renon con i suoi nonni quando era bambino: quest’anno ho avuto l’occasione di tornare con lui lassù (siamo a circa 1.000 metri di altitudine) e la sua felicità più grande è stata scoprire che quel luogo è rimasto quasi intatto, ma più accogliente e curato. Anche io da bambina ho trascorso giorni felici qui, con i miei nonni, e poi ci sono tornata con i miei figli piccoli. Osservare il Renon attraverso tre generazioni è come assistere a un piccolo miracolo: il paesaggio è quasi identico, la quiete la stessa, ma dietro questa apparente immutabilità c’è un impegno costante, come mi racconta l’albergatore che ci accoglie: “Non si immagina quanto sia stato difficile preservare questo equilibrio”.
Da Bolzano, che sia in auto o in funivia, si sale e ci si ritrova su un altopiano che ha la forza di un’isola montana: un luogo che ricorda il passato senza rimpiangerlo, che invita ad allungare lo sguardo verso le Dolomiti e allo stesso tempo ti fa sentire sicuro, libero. Me lo sono goduto insieme a mio padre, tra risate, ricordi e gli incontri curiosi con mucche, lama, cavalli e asinelli lungo i sentieri.
Un altopiano per ritrovare l’essenziale
Il Renon è un microcosmo dove la montagna si vive con lentezza. I prati si alternano ai boschi, i masi antichi punteggiano i pendii e, ovunque, si percepisce un equilibrio raro tra turismo e vita locale. I piccoli paesi, Soprabolzano, Collalbo, Auna di Sopra, Longostagno, conservano ciascuno una loro identità, e sono collegati tra loro da un trenino che sembra uscito da una cartolina d’epoca.
Sigmund Freud, che qui soggiornò nei primi anni del Novecento, scriveva all’amico Carl Gustav Jung: «Il Renon è divinamente bello e accogliente.» E in effetti è facile immaginare che lo psicoanalista trovasse qui la calma necessaria per pensare. Il paesaggio invita a rallentare, a osservare e a lasciarsi attraversare dalla luce. L’aria è tersa, il silenzio quasi totale, interrotto solo dal passaggio del trenino o dalle campane delle mucche al pascolo. La vista si apre all’improvviso sulle Dolomiti, sullo Sciliar e sul Catinaccio, che sembrano vicinissimi. È questo senso di sospensione, tra il tempo e lo spazio, che continua ad attrarre generazioni diverse: famiglie, coppie, viaggiatori solitari.




Qui l’ospitalità è ancora un’arte di famiglia. Non mancano alberghi di lusso, ma il lusso, sul Renon, è discreto, fatto di attenzione, di materiali autentici e di silenzi che rigenerano. L’autunno è forse la stagione più indicata per visitarlo: con oltre 300 km di sentieri, ogni percorso permette di cambiare scenario, dai prati ancora baciati dal sole ai boschi dalla fitta vegetazione, dai punti panoramici che si aprono all’infinito ai meravigliosi crinali del Corno del Renon.
Tra le tante, forse l’escursione più simbolica è la Freud Promenade: il percorso si snoda tra Soprabolzano e Collalbo per circa un’ora, tra boschi e panchine che riportano aforismi del grande psicoanalista. Un itinerario facile, pianeggiante ma ricco di significato: in autunno, il tappeto di foglie secche, l’aria frizzante e il paesaggio mutevole rendono la passeggiata quasi meditativa. Da qui si può proseguire fino al pittoresco laghetto di Costalovara. E per chi non rinuncia alla convivialità, lungo i sentieri è possibile fermarsi nei ristoranti tipici e gustare piatti tradizionali o partecipare al “Törggelen”, la merenda altoatesina con castagne, vino nuovo e specialità contadine, una tradizione autunnale che affonda le sue radici nel Medioevo.
Due modi di vivere lo stesso incanto
Tra i tanti, ho scelto due indirizzi, due anime del Renon entrambe di altissima qualità, ma consigliate per esigenze quasi opposte: il Parkhotel Holzner, dove il lusso coincide con la memoria e la convivialità familiare e la posizione è strategicamente comoda (all’arrivo della funivia e alla partenza del trenino del Renon), e l’Adler Lodge Ritten, isolato nel bosco, dove la natura diventa rifugio e silenzio rigenerante.
Parkhotel Holzner: la tradizione che si rinnova
A Soprabolzano, il Parkhotel Holzner è un gioiello Liberty che dal 1908 appartiene alla stessa famiglia. Oggi è Wolfgang Holzner, quarta generazione, a guidare con sensibilità e visione questo hotel che ha saputo attraversare più di un secolo restando fedele al suo spirito originario: un rifugio per famiglie e viaggiatori alla ricerca di autenticità. Il legno, la luce e i panorami sulle Dolomiti sono i protagonisti assoluti.
Le linee moderne dialogano con gli arredi originali, in un equilibrio perfetto tra passato e presente. Attorno, un parco di diecimila metri quadrati con lo “Zoo delle coccole”, alpaca e caprette che fanno la gioia dei più piccoli, e spazi pensati per ogni età. La Liberty Spa di 880 metri quadrati offre una sauna panoramica e piscine interne ed esterne; la cucina, guidata dallo chef stellato Stephan Zippl, propone piatti stagionali con ingredienti locali e una forte attenzione alla sostenibilità, sia ambientale che sociale.
“Il tema della sostenibilità ci sta molto a cuore – racconta Wolfgang Holzner – dal riscaldamento a biomassa all’energia 100% green, fino alla cura per i collaboratori: sono parte della nostra famiglia.”
È un luogo dove la storia non pesa, ma accoglie. E dove la Sommerfrische, la villeggiatura estiva tanto amata da Freud, rivive in chiave contemporanea, tra relax, buon cibo e aria purissima.
Adler Lodge Ritten: benessere nel cuore del bosco
A pochi chilometri di distanza, ma in tutt’altro mondo, si trova l’Adler Lodge Ritten: un rifugio immerso nella natura, dove il silenzio e la luce del bosco dettano il ritmo della giornata. Venti chalet in legno nero e vetro si distribuiscono attorno a un piccolo lago e al corpo centrale, insieme a venti Junior Suite con vista spettacolare sulle Dolomiti.
Tutto qui è pensato per dissolvere i confini tra interno ed esterno: il profumo dei larici e degli abeti entra nella spa, l’infinity pool si apre sui pendii, e la sera il ristorante panoramico invita a perdersi nel cielo stellato. Il tempo scorre lento, misurato solo dalla luce che filtra tra gli alberi.
È un luogo ideale per coppie (i bambini sono ammessi solo dagli 8 anni compiuti) o per chi cerca un’esperienza di benessere totale, dove la natura è la protagonista assoluta. Non ci sono regole: si può scegliere di camminare nei boschi, di meditare all’alba o semplicemente di ascoltare il vento.





Tutto qui riporta all’essenziale. ADLER Lodge Ritten è anche pioniere in sostenibilità. Il progetto ADLER for Planet, coltivato da sette generazioni, promuove la riduzione delle emissioni di CO?, l’uso responsabile delle risorse, la biodiversità e il supporto ad iniziative green. La visione di fondo è chiara: lavorare in armonia con collaboratori e partner per creare spazi vitali unici e preservarli per le generazioni future. Qui, la natura non è solo scenario, ma parte integrante dell’esperienza di benessere, rigenerazione e rispetto per l’ambiente: un invito a tornare a ciò che davvero conta.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
