
L’UK ha deciso di rafforzare la propria presenza militare e economica nella regione dell’Indo-Pacifico, per contrastare la crescente influenza della Cina. Lo ha annunciato il Primo ministro britannico, Keir Starmer, al meeting dei capi di governo del Commonwealth tenutosi recentemente in Samoa. Tra le iniziative che verranno messe in atto, si prevede un incremento delle operazioni della Royal Navy, con pattugliamenti congiunti assieme alle nazioni insulari del Pacifico. Tali missioni si concentreranno soprattutto sulla sicurezza marittima e la lotta alla pesca illegale.
La mossa non è casuale. Il Pacifico, infatti, è da tempo al centro di una competizione, con la Cina che cerca di estendere la sua influenza strategica e commerciale, e le potenze occidentali, come gli Stati Uniti e l’Australia, che rispondono rafforzando la propria presenza militare e stabilendo nuovi accordi di sicurezza. Il Regno Unito, in linea con questa tendenza, si impegna ora a potenziare le proprie relazioni sia in ambito difensivo sia economico, mettendo in chiaro la sua posizione di alleato “responsabile” e proattivo a fianco delle nazioni dell’Indo-Pacifico.
Oltre agli interventi navali, il governo britannico lancerà un “Pacific Business Club” in collaborazione con l’Australia, con l’obiettivo di facilitare gli investimenti e promuovere nuove opportunità commerciali nella regione. Questa piattaforma offrirà un punto di partenza per le imprese che intendono operare nei mercati del Pacifico, mettendo in collegamento investitori e governi locali e favorendo l’accesso a finanziamenti per progetti di sviluppo. Parallelamente, il Regno Unito collaborerà con la Nuova Zelanda per promuovere progetti di energia rinnovabile, puntando ad attrarre investimenti privati in un settore strategico per l’area.
Per Starmer, questo impegno va oltre la dimensione economica. “Non possiamo chiudere un occhio sulle sfide che i nostri amici e partner devono affrontare dall’altra parte del mondo”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di una cooperazione solida e di lungo termine per garantire la prosperità e la sicurezza britannica, anche se queste si decidono in aree lontane dal continente europeo. Una dichiarazione che rispecchia una nuova politica estera del Regno Unito, intenzionata a rafforzare legami storici e a proiettare l’influenza britannica nel contesto globale post-Brexit, dove l’Indo-Pacifico gioca un ruolo sempre più rilevante.
Per rafforzare la presenza militare, l’anno prossimo verrà anche inviata la portaerei HMS Prince of Wales – una delle due grandi navi britanniche in grado di trasportare caccia avanzati F-35. Starmer ufficializzerà il dispiegamento con il primo ministro di Singapore, Lawrence Wong.
Va notato che il Regno Unito non possiede più una capacità di proiezione marittima paragonabile a quella degli Stati Uniti, che contano quasi 300 navi di superficie contro le meno di 70 britanniche. Inoltre, problemi tecnici hanno recentemente limitato le operazioni delle nuove portaerei. In ogni caso, con l’aggiunta di pattuglie britanniche e nuovi progetti di cooperazione, Londra intende dare il proprio contributo per mantenere un equilibrio di forze e garantire il rispetto delle leggi internazionali nelle acque del Pacifico.
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