

La trentesima maratona televisiva di Simaye Azadi ha raccolto 7,54 milioni di dollari in cinquantasette ore di diretta. Le donazioni, arrivate dalla diaspora e clandestinamente dall’Iran, sostengono un movimento che rivendica la propria indipendenza finanziaria e politica, opponendosi tanto alla teocrazia dei mullah quanto a un ritorno dell’autocrazia monarchica.
In una congiuntura politica internazionale segnata sempre più spesso dalla rincorsa spasmodica ai finanziamenti statali e dal sostegno pubblico necessario a garantire la sopravvivenza delle diverse realtà politiche o mediatiche, la Resistenza iraniana continua a rivendicare con orgoglio un modello diametralmente opposto.
Un modello che conferma un’intuizione profonda cara a Marco Pannella: la forza e l’autonomia di una battaglia ideale risiedono nell’autofinanziamento e nella mobilitazione dal basso, quando quest’ultima assume un carattere genuinamente e radicalmente politico.
La trentesima maratona televisiva promossa dall’emittente satellitare indipendente Simaye Azadi, la «Televisione Nazionale Iraniana», ha appena offerto una dimostrazione plastica di questo principio. In cinquantasette ore di trasmissione continua in diretta sono stati raccolti 7,54 milioni di dollari, pari a oltre 1.400 miliardi di toman.
Non si tratta di una semplice colletta o di un atto di generosità assistenziale, bensì di un imponente atto di sovranità popolare e di un chiaro investimento politico per il futuro della nazione.
Un’azione collettiva guidata dall’obiettivo esplicito e irrinunciabile di abbattere il regime teocratico di Teheran per fondare una repubblica laica, democratica e plurale.
In un momento storico segnato dall’inasprimento della repressione interna, dall’aumento vertiginoso delle esecuzioni capitali e dalla censura di Stato, la risposta economica giunta dagli iraniani in patria e dalla diaspora all’estero ha assunto un valore simbolico e strategico straordinario.
Da Paesi come Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Svezia e Paesi Bassi sono arrivate donazioni impressionanti. Famiglie e professionisti hanno scelto di vendere immobili, prosciugare i risparmi di una vita o rinunciare alle ferie e affrontare turni straordinari pur di sostenere la causa.
Ma il dato politicamente più dirompente e toccante giunge direttamente dalle città e dalle province dell’Iran, dove la popolazione affronta una crisi economica devastante e una morsa investigativa e poliziesca asfissiante.
Nonostante gli enormi rischi di arresto e tortura legati al solo fatto di mettersi in contatto con la televisione clandestina dell’opposizione, migliaia di cittadini hanno inviato chiamate e messaggi audio.
Lavoratori poveri del Sistan e Baluchistan hanno rinunciato alla somma quotidiana destinata al cibo pur di donare l’equivalente di un pasto. Operai di Karaj hanno versato l’intero stipendio mensile. A Chabahar c’è chi ha venduto la propria motocicletta per offrire il proprio contributo.
Le Unità di Resistenza legate all’Organizzazione dei Mojahedin del Popolo dell’Iran (OMPI) hanno coordinato collette clandestine da Isfahan a Mashhad.
Persino dal fondo delle celle delle tristemente note prigioni di Ghezel Hesar e della prigione centrale di Karaj, i detenuti politici sono riusciti a far giungere i propri messaggi attraverso canali rocamboleschi per confermare la propria adesione alla lotta.
Riuniti attorno allo storico mantra «Né lo scià né i mullah», che rifiuta tanto la dittatura religiosa attuale quanto ogni ritorno all’autocrazia monarchica del passato, donne e uomini hanno riaffermato l’indipendenza finanziaria e politica di un movimento organizzato.
Un movimento che non accetta condizionamenti da cancellerie straniere, ma trae la propria linfa vitale esclusivamente dal sacrificio e dal consenso dei cittadini. Una risposta corale e politicizzata che trasforma ogni dollaro in un proiettile democratico contro la tirannia.
Inserisci la tua mail per non perdere nessuno dei contenuti di InOltre. Ogni volta che pubblicheremo qualcosa sarete i primi a saperlo. Grazie!
*Iscrivendoti alla nostra newsletter accetti la nostra privacy policy

Il Club InOltre nasce per creare una community tra chi InOltre lo scrive, chi lo legge e chi lo sostiene. È il desiderio di creare punti di incontro digitali e, quando possibile, anche fisici – dove scambiarsi idee, discutere, conoscersi da vicino.
Un Club che unisce tutti quelli che contribuiscono alla buona riuscita d’InOltre e al suo successo.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908



Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.
