
Una critica diretta alle mobilitazioni “per Gaza”: non la sorte dei civili, dei giornalisti o dei bambini al centro dell’indignazione, ma Israele come unico bersaglio. Iuri Maria Prado denuncia una selettività morale che svuota di significato le cause umanitarie e le piega a una logica politica unilaterale.
I civili di Gaza non c’entravano nulla con le manifestazioni cosiddette “per Gaza”. Non erano i civili morti nella guerra di Gaza a far adunare quei manifestanti: era Israele. Era Israele perché altri civili uccisi altrove e da altri non suscitavano manifestazioni simili, anzi non ne suscitavano nessuna.
I giornalisti di Gaza non c’entravano nulla con le manifestazioni in difesa dei giornalisti di Gaza. Non erano quei giornalisti, veri o presunti, a far scrivere quei proclami in difesa della libertà di informazione: era Israele. Era Israele perché altri giornalisti uccisi sistematicamente altrove e da altri non inducevano i difensori dell’informazione e della libera stampa a scrivere simili proclami.
I bambini di Gaza non c’entravano nulla con le manifestazioni per l’infanzia di Gaza. Non erano quei bambini a mobilitare le coscienze umanitarie: era Israele. Era Israele perché non c’è stata nessuna manifestazione, nessuna mobilitazione, nessuna dichiarazione di condanna per i bambini di Gaza che i nazisti di Gaza rivendicano di usare come attrezzi, nessuna dichiarazione di condanna per i bambini di Gaza reclutati come soldati-bambini.
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Nessuna dichiarazione di condanna per i bambini di Gaza educati alla bellezza del martirio, nessuna dichiarazione di condanna per i bambini di Gaza cui i nazisti di Gaza impediscono di nascondersi nei tunnel. Perché i bambini di Gaza devono fare i sacchi di sabbia, devono proteggere i tunnel nei quali si nascondono i nazisti di Gaza.
Non c’entrano i civili, non c’entrano i giornalisti, non c’entrano i bambini: c’entra soltanto Israele. E non c’è nulla di meno rispettoso per quei civili, nulla di meno rispettoso per quei giornalisti, nulla di meno rispettoso per quei bambini, nulla di più infame che ricordarsene giusto perché c’è di mezzo Israele.

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