6 pensieri su “Quel profumo inebriante di superiorità morale che si respira alla fiera del libro

  1. (Daniela Martino)
    Il mercato non punisce la malafede, ma l’invisibilità. Urlando, “i puri di cuore” rendono l’impresentabile visibile e, quindi, commercialmente valido. Non è solo la verità a non aver ricevuto l’invito, è il pensiero dialettico stesso, sostituito da un duello a senso unico dove la farsa è l’unica vincitrice. Complimenti per il suo articolo.

  2. Alla fiera del libro sono stati ammessi libri e autori israeliani ed ebrei? Ci sono state proteste o tentativi di sabotaggio da parte di facinorosi “progressisti” nel caso?

    Per il resto, ormai una parte della sinistra sembra più una succursale del califfato jihadista che un movimento per il progresso e il rispetto dei diritti umani.
    E’ in pieno cortocircuito mentale perché se si guarda bene all’ideologia e al pensiero dei gruppi palestinesi e jihadisti, sono più conservatori e integralisti dei fascisti stessi che quella parte di sinistra dice di avversare e combattere. Beh d’altronde poi si capisce, hanno sempre avuto un’ammirazione per il “padre dei lavoratori rivoluzionari” Stalin, che non era meno fascista e criminale di quelli originali di destra.

    1. Grazie Maria Nadia. Grazie sempre per il tuo prezioso sostegno.
      Cari saluti
      Alessandro

  3. Vedo un po’ le stesse cose. Da un lato mi dico che se non avessi letto biografie su Mussolini come quella di Petracco, per quanto figlio di una combattente partigiana, ne saprei di meno sul fascismo. La storia non va censurata. E’ l’apologia di fascismo che non si può fare (ma fa continuamente capolino al governo con intermittenti revisionismi, anche questo fenomeno va riconosciuto, a livello globale). Dall’altro, da persona di sinistra, vedo da molti anni il paradosso: stare dalla parte degli oppressi non significa che alcuni oppressori hanno il lasciapassare in quanto a loro volta, si pensa, oppressi. Hamas è il caso lampante: nella Flottilla c’era una delegazione LGBTQI, che veleggiava allegramente verso coloro che, applicando la sharia, ritengono l’omosessualità censurabile e la puniscono severamente. Insieme a loro i collettivi femministi… Io mi sono dato una regola di pensiero: la libertà individuale non è negoziabile, quali che siano le motivazioni antropologiche, etniche, culturali. E questo non significa giustificare Netanyahu, ma conservare distanza critica e pensiero articolato.

    1. Che dirle, la mia opinione coincide con la sua. Credo che la fobia del consenso elettorale abbia offuscato le menti della sinistra. Una urgenza, quella di “riconquistare” posizioni e conservare rendite di posizione, che ha mortificato la linea progressista e della ragione.
      Cari saluti
      Alessandro

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