l’editoriale di Winston P.
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Se si tratta dei conflitti tra Occidente e i suoi nemici, noi siamo vincolati ad una scelta di campo basata soprattutto su una visione del mondo e sui nostri valori: diversi, opposti, inconciliabili. Le interminabili discussioni che dividono le persone sull’Ucraina e ancora di più su Israele sono assolutamente inutili. Ognuno, dal suo punto di vista, cerca di decostruire gli argomenti dell’avversario evidenziandone le contraddizioni, le ipocrisie, le doppie morali. È tempo sprecato perché non convincerete mai un tifoso a cambiare la propria squadra del cuore. Potrete discettare sul fatto che quella squadra non sarà mai attrezzata per vincere il titolo ma al tifoso non importerà. Si resta tifosi di una squadra, che vinca o che perda. Ecco spiegato perché quello che qualcuno chiama terrorismo per altri è un legittimo atto di resistenza. E ciò che per taluni è una legittima risposta al terrorismo per talaltri è una brutale e sproporzionata repressione. Anzi un “genocidio”, nel caso d’Israele. Qualcuno pensa che la Russia abbia invaso l’Ucraina? Per quegli altri è un’inevitabile risposta alla volontà egemonica della Nato. Non esiste la possibilità trovare un punto di convergenza e nessuno si convincerà delle ragioni dell’altro. Cercare di dimostrare che le proprie opinioni siano migliori perché più reali e più aderenti alla verità dei fatti, è un atto d’ingenuità e di superbia ad un tempo e soprattutto una pratica destinata al fallimento.
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più che altro, tempo perso. Così per gli odi atavici. Per esempio, conosco molto bene gli israeliani, e bene i libanesi. Con gli uni e con gli altri, in separata sede e in tempi diversi, ho provato a discutere pacatamente, molto pacatamente, prudentemente come è giusto e saggio fare. Niente da fare. Rispetto per esempio all’Irlanda del Nord, qui c’è anche la diffidenza razziale. E guai a dirgli che in fondo sono cugini stretti…