Iscriviti a nostri canali e alla nostra newsletter
Per l’Occidente, prim’ancora che per i russi, quella in Ucraina non è una vera guerra. E non perché l’impeto imperialistico russo ha voluto derubricarla ad “affare interno” come un’operazione militare speciale. Il vero motivo è che nelle vere guerre si combatte per vincere e l’Occidente in Ucraina non lo sta facendo. Ha scritto Giuseppe Sarcina sul Corsera con riferimento al «piano della vittoria» che Zelensky presenterà domani: “Gli aspetti più controversi [del piano], come scrive «Bloomberg», sono gli ultimi due. Il governo di Kiev sollecita gli organismi di Bruxelles ad accelerare la procedura per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Inoltre considera essenziale essere inclusa rapidamente nella Nato. Una prospettiva che sembra impraticabile”.
Il punto è questo. Sono talmente tante le remore e le ubbie che frenano l’Occidente rispetto all’idea di assestare un colpo mortale alla Russia che siamo costretti ad uno stillicidio di mesi ogni qual volta l’Ucraina chiede supporto per aumentare la propria capacità bellica. Nel frattempo gli ucraini muoiono per difendere il loro paese. E nel frattempo, come ha scritto Piero Calamai su InOltre, i russi continuano ad acquistare armi in tutto il mondo. Occidente compreso!
Succede che da un lato si stigmatizza la propaganda delle molte quinte colonne russe in Occidente che diffondono il timore di un’escalation presso le molli opinioni pubbliche occidentali. Dall’altra i governi si adeguano a questo scenario e, al di là di roboanti dichiarazioni, supportano l’Ucraina con la mano sinistra e un occhio bendato che non sia mai dovessimo sconfiggere la Russia.
Non ho le informazioni necessarie per valutare con cognizione di causa la verosimiglianza di un’escalation russa rispetto a quello che oggi è un conflitto regionale. Ma la minaccia nucleare è per certo una non opzione e quindi una non minaccia. E sul piano della guerra convenzionale non mi sembra che la Russia sia in grado di aumentare le proprie capacità offensive in Ucraina, figuriamoci se attuare delle escalation. Ho come l’impressione che esista ancora un codice non scritto che prevede una certa prudenza e una certa moderazione quando si ha a che fare con le superpotenze della fu guerra fredda.
Una sorta di “galateo” che consiglia di non calcare troppo la mano con i membri dello stesso club. Se così fosse quel Galateo non ha previsto lo scenario ucraino e le sue possibili conseguenze.
InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desiderate contribuire con un piccolo supporto, potete farlo cliccando sui pulsanti che vedete, scegliendo l’opzione che più preferite. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.


Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Caro Winston osservo con timore ma con fondata certezza, figlia dell’atteggiamento dell’ex blocco occidentale negli ultimi 20 anni, che il tuo Galateo possa tradursi in: desiderio di riprendere a macinare soldi con la russia + paura del confronto + timori per un processo di disgregazione della russia che non sono in grado di gestire (gli occidentali). Come dice un proverbio delle mie parti: CHI HA PAURA NON VA IN GUERRA!!!
Sì Samuele da parte di qualcuno o forse molti c’è sicuramente anche quello che dici tu