7 pensieri su “Quando la sicurezza di un popolo coincide con la libertà di un altro

  1. Le modalità – come avete spiegato bene ieri sera nella bella conversazione con Franz, che mi è parsa in assoluto una delle più interessanti e per cui faccio a tutti i partecipanti i miei complimenti – mi pare che siano ormai in buona parte decise dai vantaggi offerti dell’AI. La parte più complessa del progetto non mi pare la prima – ovvero neutralizzare nell’immediato la pericolosità militare dell’Iran – che in pratica si è già conclusa, ma la seconda, ovvero come permettere che un nuovo governo, se non proprio democratico almeno un po’ più moderato e decisamente meno incline alle carneficine liberticide, d’insediarsi in modo relativamente stabile alla guida del paese accettando le condizioni imposte. Credo che guide moderate adatte all’uopo ci siano, e credo che alla fine Israele e Stati Uniti punteranno su questa soluzione. Oggi ciò che mi pare comunque necessario riconcepire radicalmente è la nozione di diritto internazionale, che mi sembra fondata su contraddizioni evidenti.

  2. Nessuno ha la certezza di cosa succederà eventualmente caduto il regime attuale in Iran.
    So che però questo regime dura da decenni e senza un ampio consenso della popolazione soprattutto maschile non sarebbe durato così a lungo.
    Non possiamo essere sicuri che la maggior parte degli iraniani voglia la democrazia e la libertà. Ma forse diciamo la verità: a noi occidentali e israeliani non importa così tanto.
    La questione principale da affrontare ed eliminare era ed è la reale minaccia del regime di sviluppo e preparazione di armi nucleari, con l’eventuale utilizzo. Rischioso ma diciamo possibile considerando le minacce.
    Sul resto non credo che dovremmo imporre o gestire il potere dall’esterno, abbiamo già visto in altri scenari che non ha mai funzionato tanto bene. Però almeno una certa minaccia è stata resa innocua o almeno inefficace nei suoi intenti, da Saddam ad Al Qaeda a Gheddafi e altri.

  3. Certamente.
    Penso che un impegno più concreto in seguito alla conclusione di questa azione sia auspicabile..
    Altrimenti, la motivazione dietro ad una azione condivisibile rimarrebbe questa:

    L’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, ha sostenuto al podcaster Tucker Carlson che Israele ha il diritto biblico di impossessarsi dell’intero Medio Oriente, o almeno della maggior parte di esso. «Sarebbe bello se se lo prendessero tutto», ha detto Huckabee a Carlson durante un’intervista”

  4. Inizio il mio commento dicendo che ritengo senz’altro che la Repubblica Isamica sia un pericolo.
    Meno della Cina o della Russia o della Corea-del-Nord, a mio avviso, ma comunque un pericolo.

    L’articolo parte da due “presupposti” per spiegare l’attacco all’Iran.
    1. La “bomba”. Quanto architettato da Obama durante i suoi mandati, se non ho letto male, stava cominciando a produrre risultati prima che venisse cancellato durante il primo mandato dicendo Trump; mi sbaglio?

    2. Lo Stato che uccide i suoi figli.
    Facciamo un attimo astrazione dal “Diritto Internazionale”….,
    penso che siamo tutti d’accordo che concetti come “democrazia” e “liberta’” siano estranei a tantissimi altri paesi, inclusi Cina, Russia, Corea-del-Nord ma, sicuramente, anche molti altri. Non solo all’Iran.
    Inoltre, mi viene in mente il caso dell’Afghanistan dopo le Torri. Forse uno dei pochissimi in cui un grandissimo consenso si e’ costruito nella comunita’ internazionale per eliminare lo “stato orco” che torturava e umiliava i suoi cittadini. Persino Putin aveva concesso alla coalizione di far passare gli aerei militari nel suo spazio aereo (mi sbaglio ?).

    Risultato? Sono tornati… ci costava troppo…. E abbiamo lasciato li molti di quelli che avevano creduto in quello che stavano costruendo insieme a noi.

    Anzi. Una vera potenza nucleare (il Pakistan, https://en.wikipedia.org/wiki/Pakistan_and_weapons_of_mass_destruction ) ha ripreso una guerra contro i Talebani… usando gli stessi argomenti che le montagne afghane permettono di addestrare il terrorismo interno.
    Non dimentichiamo che il Pakistan e’ una delle nazioni da cui partono molti migranti… i cittadini scappano per fame ma lo stato ha la bomba…

    Ovvio, quello che l’articolo dice sull’importanza delle parole, sul fatto che anticipare e’ meglio che replicare e che una buona anticipazione permette di intavolare un dialogo proficuo che profittera’ prossimamente ai cittadini… tutto quanto scritto mi trova d’accordo.

    Vogliamo cominciare dall’Iran per implementare questo approccio? Va benissimo. Anche perche’ a molti fa comodo lasciare ai due sceriffi il lavoro sporco.
    Ma perche’ siamo andati via dall’Afghanistan poco tempo fa? In quanto a ferocia contro i cittadini e diritti umani, i Talebani non sono secondi a nessuno….
    Ah… forse l’Afghanistan non ha la bomba!

    Pero’ lasciamo la bomba al Pakistan invece di forzarlo a prendersi cura dei suoi cittadini che fuggono per fame.
    E lasciamo che uno stato nucleare faccia una guerra contro un suo vicino, anch’esso un po’ sui generis?
    A proposito, non mi sembra che a Karachi non ci siano ammiratori degli Ayatollah…

    Quindi va bene cominciare dall’Iran… ma poi?

    Una volta che l’Iran non avra’ piu’ la bomba, potrebbe succedere che anche Pakistan e Israele vi rinuncino? Una volta che l’Iran diventera’ libero e non finanziera’ piu’ il terrorismo, potremo ripensare ai “due stati” ?

    1. Concordo. Credo che la lista di errori fatti in MO e nello stesso Iran sia infinita.

      Non mi piacciono le modalità di questo attacco, non credo alla buona fede di chi lo ha perpetrato. Ma tant’è… è stato fatto e dobbiamo prendere atto che comunque la pensiamo, l’eliminazione di Khamenei non è un male in sé.

      Il problema è sia l’adesso che il dopo. L’articolo si concentrava sullo scenario: forze e debolezze del regime, sul come si può fallire o avere successo, a seconda della comprensione del regime e degli obiettivi prefissati.

    2. Lei evidenzia giustamente svariate contraddizioni che mi pare assai difficile sciogliere, particolarmente in questo frangente storico. In Particolare credo che il Pakistan rappresenti un oggetto oscuro e un caso piuttosto “esotico” nell’attuale scenario geopolitico. Credo però che se il duo Stati Uniti-Israele riuscisse nell’impresa di rimuovere il governo dell’attuale Repubblica islamica – anche conseguendo solo l’obiettivo alternativo minore, la consegna del paese a un leader moderato eletto dal popolo, che c’è ed è vivo (anche se ora non mi ricordo come si chiama) , disposto a intraprendere una politica dai più miti consigli – si avrebbero almeno due vantaggi di assoluto rilievo: si eliminerebbe uno dei più massicci massacratori del proprio popolo, nonché uno dei maggiori pericoli per Israele e per tutto l’Occidente in tutta l’area mediorientale; e si eliminerebbe uno dei più importanti alleati e fornitori di armi di Putin. Non mi pare poco.

      1. Forse il problema del nucleare militare poteva essere gestito secondo gli accordi stipulati surante l’amministrazione Obama, no?
        Per il resto, come sottolineava il dott. Margelletti ieri sera a « Porta a Porta », di pericoli per l’Italia (almeno…) originati in Iran non ce n’erano molti.
        Per quanto riguarda Putin, invece, non si capisce ancora quanto a lungo durera’ l’influenza di questa avventura sui prezzi del petrolio e del gas…. Che ovviamente servono a Putin (e a Trump).
        teheran massacra i suoi sudditi. Verissimo. Ma, come ho scritto in precedenza, i talebani ci sono stati dipinti come un problema ancora peggiore per i suoi stessi cittadini…. E li ce ne siamo addirittura andati. Eravamo la’ e ce ne siamo andati per mancanza di risorse (che poi ci sono…lo vediamo ora).

        Scusatemi, ma io penso che quanto detto dall’ambasciatore Huckabee sia la ragione di fondo. In un mondo dove e’ sempre piu’ chiaro che ogni potenza si posizionera’ su nuove basi e sempre piu’ favorevoli, non mi stupisce. In ogni caso non possiamo cambiarla.

        Pero’ mi piacerebbe che, una volta il problema esistenziale di Israele tolto, si ripensi alla soluzione a due Stati per i Palestinesi (perche’ quelli cattivi saranno stati spazzati via e i loro finanziatori anche). E magari alla rinuncia alla bomba da parte di Israele… visto che non dovrebbe temere piu’ alcuna minaccia esistenziale.

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