Dopo che per giorni Fratelli d’Italia ha tentato invano di ignorare l’inchiesta di Fanpage, oggi si scagliano unanimemente non contro i propri estremisti ma contro il giornalismo d’inchiesta. Con un alquanto stravagante e fantasioso esercizio di ginnastica mentale, cercano di spiegarci che le infiltrazioni sono un pericolo per la democrazia.
E noi stolti che pensavamo che le infiltrazioni e le indagini giornalistiche fossero proprio la base della democrazia. L’ultimo ad averci provato in Russia a fare giornalismo d’indagine, per esempio, è morto ammazzato in un carcere in Siberia. Ce la vediamo poi una bella inchiesta d’infiltrati nel PCC? E figuriamoci poi quando c’era lui. Allora sì che sarebbe stato ingannevole.
L’inganno avviene quando tradisci una causa, un partito o un’ideologia. Quando sì, insomma, in un regime, diventi un “nemico del popolo” perché mica puoi mettere in cattiva luce un governo: se lo fai danneggi la nazione. In democrazia invece, mettere in cattiva luce il governo, ovvero la criticità, dovrebbe essere l’obiettivo principale del giornalismo. Certo, a chi ha un’interpretazione autoritaria del potere questo non piace, ma funziona così. Quando in democrazia, attraverso un’inchiesta emerge un “fatto” e determinate persone vengono riprese mentre fanno affermazioni imbarazzanti, se hai un minimo di base democratica, ingoi il rospo e tenti di salvare almeno la faccia.
Il problema di FdI qui non è tanto di avere dei fanatici nostalgici all’interno (gli estremisti antidemocratici ci sono anche a sinistra). I fanatici ci saranno sempre. Sarebbe bastata una netta condanna, cacciarli a calci nel sedere e chiedere scusa al paese. Ne sarebbero usciti benissimo.
Il problema è che attaccando il giornale che ha svolto l’inchiesta e i giornalisti infiltrati, FdI sta comunicando a tutta l’Italia di non comprendere l’ABC della democrazia, di non sapere assumersi responsabilità, di non voler prendere distanze dal proprio estremismo. Sta, in breve, gettando quella maschera di legittimità che con tanta fatica ha cercato di creare.
Intendiamoci, 4 nostalgici non rappresentano un pericolo per la democrazia; un partito che però non vuole prendere le distanze dai nostalgici e preferisce attaccare la stampa per avere svolto un’inchiesta si muove in senso antidemocratico. E questo è il fatto grave.
Siamo davanti ad una situazione dove non è che la pezza è peggiore del buco. La pezza è il buco.
C’è pericolo di regime? No, o meglio, non ancora. Ma la democrazia, ne esce malconcia e nel tempo le democrazie malconce di trasformano in democrazie di sola facciata, come l’Ungheria di Orban.
Chi scrive non ha alcuna simpatia per il PD di Schlein, ritiene i M5S la peggiore sciagura mai avvenuta in Italia. Trova assolutamente ridicole le faide egocentriche del centro. Quindi, bando a partigianerie. Ne abbiamo abbastanza di chi cerca vie di fuga sdoganando le proprie pecche accusando i giornalisti di fare propaganda per l’altra fazione. Qui casca male.
Chi scrive, a meno di un qualche miracolo o forza credibile che emerga andrà ad unirsi a quella maggioranza di italiani che non votano più, perché innanzi a tanta incompetenza, dispregio della verità, e degli italiani in senso lato, non si può che fare un passo indietro. La politica italiana ormai è peggio di un film dell’orrore.
A che punto la democrazia cessa di essere tale? A quale percentuale di votanti ci accorgeremo che la democrazia italiana è morta e sepolta? 40%? 30%? Quando voteranno solo il 20% degli italiani sarà ancora democrazia?
A che punto gli anticorpi di una società reagiranno dando vita ad una classe politica degna di questo nome piuttosto che all’infantilismo a cui stiamo assistendo?
Perché sì, chiamatemi illusa, ma agli anticorpi vorrei ancora poter credere. Perché senza anticorpi il malato muore. E il malato qui è la democrazia, una minata da ogni singola forza politica, incapace ormai di sfuggire alla logica del grande circo mediatico.
Muore uccisa da forze di governo di destra incapaci di assumersi responsabilità, soltanto in grado di piangersi addosso e cedere ad un vittimismo strategico che le porta a prendersela sistematicamente con tutti: con la magistratura, con la stampa e con le opposizioni.
Muore uccisa da forze di opposizione di sinistra populiste, inconsistenti, prive di programmi, approssimative, urlatrici, ancorate a retaggi da collettivi studenteschi e neo marxismi da strapazzo che comunicano solo riempiendo piazze e chiamando le occupazioni espressioni di democrazia.
Muore uccisa da un centro che ha fatto del cannibalizzarsi una ragione di essere.
Ecco, il virus è letale; il malato, la democrazia, è in coma.
E di questo, liberi da partigianerie, bisognerebbe parlare.
Le cose vanno guardate in faccia per quello che sono.
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Non la vedo ancora ma deve pur esserci da qualche parte
Credo che questa destra sia imbarazzante, ma condivido i giudizi sul PD della Schlein e Bersani e sui sui galletti spennati del Centro. Chi vede una via d’uscita????