

Quello a cui stiamo assistendo non è un incidente di percorso, né un semplice inciampo comunicativo. La dichiarazione di Elly Schlein all’estero, dove si stabilisce un nesso implicito tra un atto criminale e la legittima presenza di un governo democratico, segna il valico di un confine. È la manifestazione plastica di una crisi cognitiva, di quella liquefazione del pensiero che ormai tracima dai social network per infettare il vertice del principale partito d’opposizione.
L’operazione della segretaria del PD non è critica politica, ma un’altra cosa. È un’insinuazione grave, pronunciata non a caso fuori dai confini nazionali, dove la cassa di risonanza serve a delegittimare l’intero sistema-Paese. Quando il linguaggio pubblico dissolve la barriera tra il conflitto politico e l’insinuazione penale, la democrazia perde la sua grammatica. Si entra nel territorio dell’anomia, dove le parole perdono il loro peso e la responsabilità svanisce.
La ragione di questa scelta non va cercata in un tentativo di mascherare una pochezza di idee. La verità è più desolante: il vuoto è diventato esso stesso una strategia. Di fronte all’incapacità di produrre una singola idea programmatica, l’unica tattica per tenere unito il proprio elettorato non è più la proposta, ma un’incessante polarizzazione. Non avendo nulla da costruire, si sceglie di delegittimare chi governa.
È un manuale già visto: si alimenta la pancia di un elettorato disorientato, lo si convince di vivere in un’emergenza democratica perenne, sotto l’attacco di un avversario demonizzato. Il PD sembra così aver smarrito la sua funzione, trasformandosi da forza di governo in un agglomerato prigioniero di categorie novecentesche, incapace di leggere la complessità del presente.
Questa non è più opposizione. È una contrapposizione ideologica, aprioristica e sterile, che si nutre di un livore che offusca la politica. Il risultato non è il rafforzamento di un’alternativa, ma la sua dissoluzione in un’accusa permanente, in un collateralismo che perde di vista l’interesse nazionale. È il sintomo di una classe dirigente inconsapevole, un pericoloso strumento che, nel tentativo di infiammare i suoi, finisce per corrodere le fondamenta della convivenza civile.
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E’ sparito un mio commento
Importante analisi. Nell’impossibilità tecnica di pubblicarla direttamente su Facebook aspetterò che compaia sul sito per condividerla da lì
Grazie Luciano.
L’ammuino elevato a sistema.
Esattamente.
Grazie per il commento.
Avevo risposto al Sig. Paolo, ma il mio commento è scomparso.
Ho provato ancora sotto al suo commento, ma non fa comparire il commento.
Vi risultano dei problemi nella sezione dei commenti?
Qualcuno potrebbe gentilmente rispondere?
E pensare che mezz’ora fa, su LA7, il solito Formigli, intervistato dall’ineffabile conduttrice, ha stigmatizzato la risposta di Meloni come un’affermazione gravissima, descrivendola come paradigma di un modo becero di fare politica che demolisce il linguaggio di quest’ultima e lo riduce a pura aggressione, un “trumpismo” in salsa italiana. Naturalmente, non una sola parola, neppure un cenno, sulla dichiarazione di Schlein.
Direi che il “giornalismo pretoriano” della segretaria spesso supporta bene questo modo di fare politica.
(PS: il sottoscritto NON È un elettore dell’attuale maggioranza, quanto piuttosto un elettore dell’opposizione TOTALMENTE deluso)
Che paradosso. Siamo elettori del centro sinistra e il centro sinistra non esiste più. E se c’è, non esiste.
Grazie per il commento Paolo.
Avevo risposto al Sig. Paolo prima del suo commento, ma è scomparso. Le risulta niente? Qualche problema con la sezione dei commenti sul sito? Potrebbe rispondermi gentilmente?