Bottom line up front (BLUF): una Guerra di movimento si combatte coordinando le varie capacità presenti sul campo di battaglia (corazzati, fanteria, artiglieria, ecc.). La mancanza di alcune di esse o, le contromisure messe in campo dall’avversario, hanno costretto i due eserciti ad una guerra d’attrito di lunga durata. In questo scenario i russi sono avvantaggiati per via della loro dimensione relativa rispetto all’Ucraina. Capire i meccanismi principali di un moderno campo di battaglia aiuta a comprendere cosa osservare nell’attuale conflitto per identificare i trend di base; nell’articolo si cerca di fare questo sfruttando un parallelismo con la Seconda Guerra Mondiale.
“Il campo di battaglia è trasparente”, “la dottrina sovietica ha un differente approccio”, “il mancato supporto aereo dovuto alla proliferazione delle armi antiaeree”, “la tecnologia moderna ha ristabilito la supremazia della difesa”, queste ed altre frasi sono spesso ripetute per dare una spiegazione al relativo stallo delle operazioni militari in Ucraina. Sono tutte spiegazioni plausibili e degne di attenzione, esse sicuramente aiutano a comprendere meglio alcuni aspetti del conflitto, ma ho idea che non colgano il centro del problema. Perché russi e ucraini sono fermi? Perché nessuno dei due riesce a sfondare il fronte nemico nonostante la sproporzione di forze che si genera in alcuni settori? Credo che la risposta sia nel parallelo con alcune esperienze della Seconda Guerra Mondiale, soprattutto nell’andamento della stessa sul fronte orientale. Esiste un interessante video su you tube che fornisce i dati di base
(https://m.youtube.com/watch?v=DkDiYuWlgV8&pp=ygUbVGlrIEhpc3RvcnkgVGFuayB3aW5uaW4gd2Fy ).
Sgombriamo il campo dagli equivoci più comuni: la guerra tra Germania e Unione Sovietica non fu una guerra tra carri armati, ma una guerra tra fanterie. All’inizio dell’Invasione (operazione Barbarossa 21 giugno 1941) i tedeschi avevano circa 6.000 carri armati, i russi ne avevano oltre 22.000, la produzione di carri armati tra il 1941 e il 1943 per i tedeschi aumentò sempre, mentre per i russi ebbe una leggera diminuzione. I tedeschi, fino a metà del 1943, ebbero più formazioni di fanteria dei russi sul fronte orientale. I tedeschi conseguirono i successi inziali con una condotta innovativa delle operazioni militari, la c.d. guerra di movimento o Bewegungskrieg (che in occidente chiamiamo impropriamente Blitzkrieg). Essa impiega i carri armati per penetrare nelle linee nemiche e sfruttare il successo accerchiando le formazioni avversarie. I carri armati non vanno a cercare lo scontro con i carri avversari, ma aprono dei varchi nella difesa per poi lasciare il grosso del lavoro alle formazioni di fanteria che affronteranno un nemico tagliato fuori dai propri rifornimenti, dalla propria linea di comando e sottoposto a un continuo bombardamento dal cielo e da terra. Per sviluppare questa tecnica è necessaria una collaborazione stretta tra unità carri, unità di fanteria, unità di artiglieria e unità del genio. Questa cooperazione oggi viene chiamata Combined Arms, tale coordinazione è necessaria perché ognuna delle componenti, presa isolatamente, ha delle vulnerabilità tali che la possono rendere inefficace; si pensi a un carro armato, in sostanza esso è una scatola di metallo mobile con ristretti campi visivi, da solo è vulnerabile. Senza la protezione della propria fanteria (che deve poterlo seguire alla sua velocità, da qui la nascita delle formazioni di fanteria meccanizzata), della propria artiglieria (artiglieria semovente) e delle proprie unità del genio (da qui i veicoli speciali del genio sugli stessi scafi dei carri armati), un nemico organizzato può mettere facilmente fuori gioco un carro armato, infatti la maggior parte delle perdite dei corazzati tedeschi fu registrata per via dell’azioni delle artiglierie e delle fanterie avversarie.
Quindi abbiamo capito che i carri vengono impiegati per aprire brecce nelle difese nemiche, sappiamo che la maggior parte di essi non fu persa in scontri tra carri armati e che l’Unione Sovietica ebbe come problema principale quello di far fronte alle formazioni di fanteria tedesche nei primi 2 anni dell’invasione. Ma allora come vinsero i sovietici? Una grossa parte fu dovuta alla carenza di benzina che non permise più ai tedeschi di portare avanti le operazioni corazzate che fecero nel 1941, la disparità nelle riserve mobilitabili ebbe anche un suo ruolo, ma ad un certo punto i russi puntarono su un’arma specifica: il mortaio. L’armata rossa aveva 56.100 mortai nel 1941 e ben 186.100 nel 1943, per fare un paragone nello stesso periodo i carri armati passarono da 22.600 a 20.600. I mortai non erano in grado di distruggere i carri armati, ma erano letali per la fanteria e soprattutto le impedivano di accompagnare i carri, così questi ultimi potevano essere isolati e messi fuori combattimento a loro volta. I russi avevano imparato la lezione: se isoli il carro armato e se impedisci lo sviluppo di una manovra combined arms il nemico non è in grado di guadagnare terreno o avere ragione di postazioni difensive organizzate.
Oggi tutto questo è cambiato? Non molto. La fanteria deve poter seguire le forze corazzate attraversando lo sbarramento di artiglieria avversario con poche perdite. Per questo principio si sono evoluti i veicoli da combattimento per fanteria (IFV nell’acronimo inglese) che offrono una protezione maggiore proprio contro le armi tipo il mortaio, ma ci sono state delle evoluzioni anche in altri sensi, come ad esempio l’elicottero d’attacco che è in grado di ingaggiare con precisione e a lunge distanze formazioni combined arms infrangendo i tentativi di penetrazione da parte delle forze corazzate avversarie. A mio modo di vedere, il lavoro che fecero i mortai nella Seconda Guerra Mondiale è svolto da piccoli droni o loitering munition oggi sul fronte ucraino. Questo è vero soprattutto per gli ucraini che mancano quasi totalmente di una componente aerea che gli può fornire supporto. I russi oltre ai droni possono far ricorso ai loro aerei adibiti al Close Air Support (CAS) e soprattutto agli elicotteri d’attacco (https://www.businessinsider.com/russian-aviation-helicopters-cause-headaches-for-ukraine-armored-assaults-counteroffensive-2023-6), infatti producono in massa droni di tipo diverso rispetto agli ucraini. I veicoli senza pilota molto usati dagli ucraini hanno un vantaggio sono tanti e colpiscono con precisione, il loro limite è il carico bellico; se i veicoli trasporto truppa vengono equipaggiati con protezioni aggiuntive i piccoli droni diventano inutili. Lo abbiamo visto all’inizio del 2024, quando nonostante il contrasto ucraino i russi continuavano ad avanzare. Se d’altra parte i veicoli vengono troppo appesantiti la loro velocità diminuisce e diventano facile preda dell’artiglieria (calibri intorno ai 155 mm), ovviamente devi avere le munizioni per l’artiglieria. Questo spiega perché quegli strani prototipi russi tipo il turtle tank (https://www.economist.com/the-economist-explains/2024/05/15/what-are-the-russian-turtle-tanks-seen-in-ukraine) sparirono quando gli ucraini ebbero di nuovo la disponibilità di granate d’artiglieria.
Riassumendo: senza la fanteria ai carri armati manca l’appoggio, i carri da soli non riescono ad aprire le brecce, senza sfondamenti non si può fare guerra di movimento e quindi il fronte finisce per assomigliare ad una trincea del 1917, dove si guadagna qualche chilometro in un mese di combattimenti. Il punto di questa storia è che per avere possibilità di vittoria l’Ucraina deve sviluppare una guerra di movimento, mentre la Russia può rischiare una guerra d’attrito a patto che le perdite umane e di materiali moderni rimangano entro certi limiti (e fino adesso sembra sia così). Per condurre una guerra di movimento moderna non esiste un’arma risolutiva (una wunderwaffe), ma è fondamentale usare una serie di capacità diverse in maniera coordinata come i vari strumenti di un’orchestra, la sinfonia che ne deriva viene chiamata combined arms. Gli strumenti principali di questa “orchestra della vittoria” sono:
- fanteria dotata di mezzi protetti in grado di superare lo sbarramento di artiglieria avversario e sfruttare il successo della penetrazione;
- artiglieria in grado di contrastare il fuoco nemico e generare cortine di sbarramento contro gli attacchi nemici (in genere artiglierie monotubo da 155mm e artiglierie lanciarazzi o lanciamissili pluritubo);
- componente corazzata moderna dotata di mezzi speciali (sminamento e recupero veicoli corazzati);
- supporto per indentificare i bersagli (ricognizione e sorveglianza);
- supporto di fuoco aereo sia ad ala rotante che ad ala fissa;
- capacità di sostenere logisticamente le componenti di cui sopra.
Non esiste una componente più importante di un’altra e da sola nessuna è in grado di vincere. Alcune cose possono essere mitigate dall’utilizzo di capacità a più basso costo, si vedano i veicoli corazzati riesumati dagli stock russi o il massiccio uso di droni commerciali da parte degli ucraini, ma il meccanismo di una guerra moderna impone una vasta disponibilità di materiali che devono essere impiegati in maniera coordinata.
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