7 pensieri su “Perché occorre riarmarsi”

  1. Quindi la sua proposta sarebbe??
    Apriamo le frontiere ai russi (come fece l’ex PdC Gonde) e senza spendere soldi diventiamo prima di subito lo zerbino della Kremlin Inc.??

    La pace non è la manna che cade dal cielo ma la conseguenza generata dalla triade GIUSTIZIA – LIBERTA’ – CONVIVENZA PACIFICA e questa triade chiede di essere alimentata con spirito di sacrificio e ferrea volontà. Se non è chiaro occorre ribadire che è arrivato il momento delle scelte, il tempo delle chiacchiere è finito, 20 anni or sono!!!

  2. Decenni di pace continentale? E quando siamo andati a bombardare la Serbia, 78 giorni di ininterrotto bombardamento, 2700 tonnellate di bombe, cos’era, una manifestazione di affetto?
    E, a parte questo, se davvero Putin avesse intenzione di invadere l’Europa adesso starebbe lì buono buono ad aspettare che ci si metta d’accordo e poi troviamo gli 800 miliardi e poi ci armiamo fino ai denti e poi ci addestriamo a dovere e allora, solo allora, verrebbe finalmente a invaderci e così noi saremo in grado di respingere l’attacco? Ma per favore, ma vi ascoltate quando parlate?

  3. Sapete bene che tutta questa montatura serve a riconvertire l’automotive tedesco, ormai sull’orlo della bancarotta a causa della precedente montatura dell’auto elettrica.
    Nessuno minaccia l’Europa: voi fate le mosche cocchiere alla corruzione della nostra classe politica e del peggior giornalismo al mondo.

    1. Egr. Sig. Maurizio, la sua fantasiosa visione della realtà, a parer mio molto vicina alle teorie del GOMBLOTTO, nasconde 2 fatti ineluttabili.

      PRIMO_ il potenziamento del comparto militare non ha nulla a che vedere con il mitigare le scellerate politiche in tema GREEN AUTOMOTIVE e compagnia bella. La motivazione è, purtroppo, la presa di coscienza che in UE non vi è più uno strumento di difesa, né bellico né politico-diplomatico. Negare questo significa essere in malafede.

      SECONDO_la riconversione dell’industria automotive è la vera grande opportunità. Per quale motivo?? Perché gli impianti sono vuoti e con un rapida riconversione dei macchinari e delle maestranze potrebbero iniziare a sfornare sistemi d’arma di basso livello tecnologico (potete anche chiamarli stupidi, non si offendono) ma che servono come il pane ed in grandi quantità (granate da 155mm per artiglieria, munizioni di tutti i calibri per la fanteria, SMDB…). Se volete, informatevi in merito all’attrito generato da un moderno conflitto (invasione della libera Ucraina ad opera della RU) e per attrito mi limito a considerare il consumo mensile di granate per artiglieria monotubo. La RU è dal 2023 che è passata ad una economia di guerra (turni di lavoro H 24/7/365 e sequestro di impianti per il fabbisogno militare) e tuttavia non riesce ancora a sopperire all’immane consumo. E non dimenticate che in UE le scorte sono pari a ZERO.

  4. Se è cosa nota che la UE ha diminuito nel tempo la spesa nei rispettivi 27 eserciti è altrettanto vero che ci sono 27 sistemi di difesa con altrettanti comandi. Ora come si può solo pensare al riarmo senza un coordinamento centrale? Basterebbe un Centro di Difesa Europeo con i mezzi che abbiamo già (DEC Defense Europe Centre)? Non sarebbe economicamente più razionale? Certo a livello politico non si superebbe il veto di alcuni stati, ma a quel punto si potrebbe dire che chi non aderisce se la deve cavare da solo. E solo una questione di polso, di prendere una posizione. E ancora, sentendo il parere di alcuni opinionisti la UE dovrebbe dotarsi di equipaggiamenti stile USA, es. Cargo per il trasporto bellico. Questo varrebbe se la UE avesse l’intenzione di mettersi nell’ottica colonialista dell’America, mentre di fatto bisogna creare una sorta di difesa nei confronti di stati aggressivi extra-europei. Quindi navi, treni e trasporto su gomma ne abbiamo a sufficienza. Forza UE.

    1. Lei ha perfettamente ragione ma non bisogna dimenticare che il Dominio Aero-Spaziale è comunque strategico. Potremmo rinunciare ai vettori cargo ma necessitiamo di piattaforme aeree dedicate, pilotate e non, da destinare alle missioni di: Air Refuelling, AWACS; ELINT; SIGINT dato che per questi aspetti siamo dipendenti quasi totalmente dall’ex partner USA.

      Ciò detto senza prendere in esame la carenze di piattaforme per la sorveglianza dallo spazio che genera il fondamentale processo IMINT la cui sorgente è al 100% USA.
      Per quanto riguarda l’accesso allo spazio non siamo messi male, possiamo contare sul sistema GALILEO (progetto di NAV-SAT made in Italy) che è ora ridondante con il sistema GPS ma domani ci garantirebbe la piena autonomia.

      Il nostro ormai ex-partner ha dimostrato che può disabilitare funzioni ai sistemi made in USA….mooolto pericoloso, basti pensare alla flotta di F-35 in corso di spiegamento in molti paesi UE

  5. Armarsi al fianco della Turchia? Ma la UE non doveva essere l’ultimo presidio democratico contro i cattivi del mondo? Probabilmente l’articolo è stato scritto prima dell’incarcerazione dell’unico, serio contendente di Erdogan alle prossime elezioni presidenziali turche, ad ogni modo, suggerirei che prima di armarsi, o, peggio, di disegnare future alleanze militari con partner improbabili, dovremmo capire bene cosa siamo e cosa dovremmo rappresentare, capire quali sono le vere minacce, e solo da ultimo, capire se è il caso di imbarcarsi in alleanze militari strutturate. E’ di oggi la notizia secondo cui ogni futuro rafforzamento della partnership militare tra UK e UE prima deve passare dalla risoluzione del negoziato sui diritti di pesca (principalmente dei pescatori francesi) nei mari della Gran Bretagna…
    Siamo seri, se Putin avesse davvero intenzione di invaderci, non avremmo nessuna speranza.

Rispondi

✕
InOltre App

GRATIS
VISUALIZZA