10 pensieri su “Perché la guerra in Ucraina sta diventando il Vietnam di Putin

  1. Premesso che il nemico non va mai sottovalutato anche se appare e sembra in forte difficoltà, è ormai chiaro che una eventuale soluzione del conflitto in Ucraina si risolverà in base al livello di sopportazione della popolazione russa e alla resistenza e alla resilienza del sistema politico-economico.

    1. Giusto e condivisibile.
      La tigre nell’angolo è sempre pericolosissima.
      Lo si vede dai rabbiosi attacchi ai civili di queste ore natalizie, dove l’assassino megalomane sta riversando tutta la letalità di cui dispone.

      Ed è anche più pericoloso perché anziano, consapevole che i suoi servi oligarchi non gli concederebbero una pur ricca pensione.
      Rendendolo così pronto a immolarsi assieme a tutto quel mondo che odia e disprezza.
      In fondo ha dimostrato che della morte di milioni di persone a lui poco interessa.

  2. Articolo esaltante.
    Spero non ci sia rischio troppo grande di essere delusi.
    A favore di Putin c’è la propaganda che ha infiltrato e inquinato vasta parte dell’Occidente, la vicinanza e sostegno fattuale di Trump, il sostegno effettivo dei Russi, almeno i moscoviti e sanpietrobughesi abbienti. La carne da macello la prendono dalle lontane province dell’impero e la loro voce non conta.
    Mi auguro che la Sua previsione sia comunque esatta e, spero, a breve scadenza.

  3. L’articolo, chiaro e preciso, pone indirettamente i riflettori sull’unica strategia funzionale al revanscismo russo: LA PROPAGANDA purtroppo appoggiata dal demente biondocrinato dell’attuale POTUS.
    Mi auguro che il 2026 produca una postura proattiva dei tutti i membri UE nei confronti della guerra ibrida scatenata da #luridoputin e che ne derivi una reale azione diretta ad accelerarne la caduta

  4. Condivido il tuo apprezzamento per la lucidità e la consueta completezza degli scritti di Marco.

    Mi sfugge invece perché si possa pensare che sia interessante un confronto con personaggi che non sono neppure animati da un’ideologia malsana a favore dei mafiosi del Cremlino, quanto dalla busta paga che l’assassino Putin gli versa.

    1. Secondo me, un loro parere sarebbe invece interessante, e utile, non fosse altro che per farli uscire ulteriormente allo scoperto. Convengo purtroppo che la peggiore incognita del momento sia rappresentata da Trump, il quale ha una fretta dannata di portare a casa risultati, per eminenti esclusive esigenze personali e interne (Epstein, MAGA, etc.)

  5. È ogni giorno più evidente che la fine di questa aggressione e, auspicabilmente, il cambio di regime in Russia dovranno passare dal collasso totale dell’economia russa e dalla rivolta popolare (che finalmente manda forti segnali di contrarietà sia alla guerra che a Putin).

    Paradossalmente trattare o concludere un accordo di pace in questo momento sarebbe solo un ricostituente per il dittatore, che nel giro di poco tempo, comincerebbe da capo.
    Putin questo lo sa benissimo: non a caso – come vediamo dall’ossessiva, martellante narrativa russofila di “giornalisti”, politici corrotti e influencers – ha fatto pressioni colossali sui suoi propagandisti affinché convincano il mondo, noi, a firmare accordi malevoli.

    Purtroppo in America c’è il suo fantoccio: Trump.
    Questa è la vera incognita che incombe sull’Ucraina e su tutto il mondo democratico.

  6. Una volta tanto, un articolo emblematico e decisamente fuori dal coro per chiarezza e sintesi, in evidente controtendenza con quanto espresso non solo dai soliti filo-putiniani, ma anche da molti – troppi – media generalisti, RAI inclusa, non da ultimo una variegata schiera di politici e “geopolitologi” nostrani, da vero e proprio orrido Circo Barnum. Il problema per tutti costoro è se si tratti di malafede o peggio, ma nello specifico sarebbe assai interessante coinvolgere il Caracciolo e il Barbero per avere da essi un illuminato parere in merito.

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