

Dal punto di vista del diritto internazionale la Siria è uno Stato attivamente belligerante nei confronti di Israele dal 1948. In questo contesto di conflitto permanente, in seguito alla Guerra dei sei giorni, Israele occupò le alture del Golan nel 1967. Si trattò di una guerra difensiva in cui lo Stato israeliano ottenne – grazie anche al sacrificio di persone come Eli Cohen, la leggendaria spia del Mossad – una vittoria schiacciante sul terreno.

La Risoluzione 242, adottata dal Consiglio di Sicurezza sempre nel 1967, chiedeva ad Israele di ritirarsi dai territori occupati (ma non da “tutti” i territori occupati) e agli Stati aggressori di porre fine alle ostilità. Questa formulazione lasciava intendere, volutamente, che alcune zone sarebbero potute rimanere sotto il controllo israeliano. Tuttavia la loro individuazione venne riservata ad accordi diretti tra le Parti. In merito, vale la pena sottolineare che ad oggi Israele ha restituito il 90% del territorio occupato durante la Guerra del 1967.
Quindi, invece di chiedersi se l’occupazione del Golan da parte di Israele sia legittima (lo è) sarebbe più interessante interrogarsi su quali sarebbero i confini formali tra Siria e Israele se a tracciare le linee fossero i siriani, ovvero gli aggressori.
Nello specifico, mentre le discussioni sulle aree occupate da Israele non faticano a fare scalpore, si sorvola sempre sul fatto che la Siria non ha mai riconosciuto la legittimità dello Stato israeliano. Intendiamoci: la posizione formale siriana non distingue tra le alture del Golan, Gerusalemme o Tel Aviv, sono tutte ed in egual modo, occupate ileggitimamente dall’usurpatore sionista.
Ecco allora che dovrebbe apparire con nitore quale sia la domanda più inerente da porsi in questo caso: per quale motivo gli israeliani dovrebbero restituire un territorio così importante dal punto di vista difensivo-strategico, ad uno Stato che si ostina – da oltre settant’anni – a rifiutare di riconoscere persino l’esistenza della patria ebraica?
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In sostanza, secondo l’articolo, la risposta alla domanda è: perché a Israele il Golan fa comodo. Vorrei solo sommessamente segnalare che c’è una differenza tra ciò a chi si ha diritto e ciò che ci fa comodo.