Si parla tanto di nucleare ultimamente, in particolare di Small Reactor, e molti stanno investendo tempo e denaro, tra i più noti Bill Gates. Ma ha senso con il boom delle rinnovabili, in particolare solare ed eolico, oppure assolutamente no come sostengono gli ambientalisti duri e puri ( o almeno quelli che non vogliono nemmeno pannelli e pale)?
Partiamo da qualche info generale: le centrali nucleari sono storicamente grandi progetti, e poiché la costruzione richiede anni e il recupero dell’investimento si estende su decenni, spesso sono stati garantiti o cofinanziati dai Governi per ridurre il rischio per gli investitori. Va detto che anche le Fonti Energetiche Rinnovabili hanno goduto e godono parimenti di incentivi sostanziosi.
Uno degli aspetti che lo sviluppo degli Small Reactor dovrebbe garantire è la modularità della tecnologia, che dovrebbe ridurre notevolmente i suddetti tempi. Stiamo sempre ragionando al netto delle autorizzazioni, che sono complesse in ogni parte del mondo.
Parliamo della sicurezza del nucleare? Ok, vediamo in base ai dati statistici più completi quali sono i danni del nucleare comparati con le altre fonti. Sorpresa:

(Fonte: https://ourworldindata.org/safest-sources-of-energy)
Credo che le norme di sicurezza delle centrali nucleari siano le più rigide al mondo. I gusci di contenimento resistono ad un possibile incidente aereo, per dirne una. Certo, il rischio zero non esiste (nel grafico sopra sono inclusi i danni di Chernobyl e Fukushim), ma per esempio nessuno ha smesso di investire nell’Idroelettrico e costruire dighe dopo le tragedie per crollo di invasi o frane devastanti.
C’è poi il tema scorie. Tante? In realtà la quantità prodotta la possiamo gestire, almeno dal punto di vista tecnologico. Tutti i rifiuti nucleari degli Stati Uniti, ad esempio, possono essere contenuti su un campo da football, impilati a 10 metri di altezza. Avete idea di quante discariche servono per i rifiuti delle centrali a carbone, o, in attesa di metodi di riciclo adeguato, del deposito di pale eoliche dismesse ed altre componenti tecnologiche? Ovviamente le centrali a carbone e gas hanno anche il problemino della CO2, che causa quello che vedete ancora nel grafico di cui sopra.
Inoltre, lo sviluppo delle nuove tecnologie comporterà una notevole riduzione delle scorie, riducendo ulteriormente tale problematica e la necessità di individuare siti di stoccaggio. Insomma, lo stoccaggio è un problema politico e non certo tecnologico.
Oh, poi per chi ancora non lo sapesse, quello che vedete uscire dalle torri di raffreddamento (no, non sono ciminiere) è innocuo vapore d’acqua. Ci potete tranquillamente fare i fumi se siete avete il naso chiuso, a parte la logistica un po’ scomoda.
Eh ma a costruire una centrale ci vogliono decenni. Ehm, no. Dipende molto da dove ci si trova nel mondo, ad esempio il tempo medio di costruzione in occidente è di 10 anni, 6 anni in Asia. Ora, se l’obiettivo è quello della decarbonizzazione, il grafico sottostante ci fa capire quanto sia necessario ogni contributo.

C’è poi un enorme discorso da fare sulla capacità del nucleare di integrarsi con le rinnovabili. Ho scritto integrarsi, non sostituirsi. Infatti uno dei misteri più grandi per me è l’avversione di certi ambientalisti integralisti verso il nucleare. Ma su questo tornerò con un articolo dedicato.
Vorrei solo far presente, in conclusione, un fatto. Spesso, e spesso guardandola solo con un occhio o mezzo, si inneggia alla Cina come modello di sviluppo delle Rinnovabili. Ed è corretto (ma con qualche caveat su cui mi prometto di tornare), ma prima di gridare “Facciamo come il compagno Xi!”, sarebbe opportuno aprire entrambi gli occhi, ed accorgersi, per esempio, che nessuno come la Terra/Regno di Mezzo sta investendo in centrali nucleari, che, credetemi, saranno realizzate in 5/6 anni. Tralasciando carbone e gas.

Perché la priorità è soddisfare la fame di energia del paese, ad un prezzo accettabile. Tutto il resto è per noi greenwashing, per loro filiere industriali da controllare.
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E pensare che nel ventennio 60-80 eravamo una potenza nel settore, almeno per quanto riguardava la tecnologia e la ricerca. Poi Chernobyl e la paura si sono impadroniti della logica e dello sviluppo del paese. Ora, come già scritto da ginocd41a7e1641, simo in mano ad una banda di green-talibans
osservazioni sacrosante. giusto ieri ascoltavo un report dalla Grecia sulle pale eoliche: distruggono il paesaggio, massacrano intere specie di uccelli. Adesso si stanno ingegnando con radar che intercettano gli uccelli in arrivo e sparano avvertimenti, figuriamoci. Tutto pur di non pensare ad altro di più efficiente, come appunto l’energia nucleare. Purtroppo siamo in balia di green-talibans