3 pensieri su “Perché i giornali italiani celebrano l’ennesimo funerale dell’Ucraina

  1. Grazie Filippo Piperno.
    La cosa che mi indigna nel profondo e per cui non trovo giustificazione è che qualcuno (la maggioranza) sostenga le ragioni di Putin, invasore, aggressore, torturatore, sterminatore di civili nelle case, negli ospedali, negli asili, contro la volontà e il coraggio degli Ucraini di difendere la propria libertà.
    E che questo abominio sia istigato e fomentato, con poche eccezioni, dalla stampa scritta e parlata mi fa perdere la poca residua fiducia nella redenzione dell’umanità.
    Forse a scuola non si studia più il Risorgimento e VIVA VERDI significa solo un appoggio, spesso malriposto, a qualche associazione ambientalista.

  2. Se parliamo di chi gestisce la rete di giornali e di canali televisivi di cui parte il Corriere, è chiaro che la ricerca della polemica e l’uso strumentale dei titoli ad effetto sono parte più di una strategia di business rispetto al voler divulgare un’informazione imparziale.
    Ma non è solo il Corriere quando si parla di Ucraina, è il tentativo di rimanere equidistanti nel riportare le notizie con le parti coinvolte nel conflitto. Quando però di equidistante c’è ben poco, anche se chiaramente pure l’Ucraina ha la propria propaganda per tutelare le proprie istituzioni e chi è al comando. Ma nulla al confronto con quello che proviene dalla Russia, con i giornali italiani sempre a riportare le citazioni e le dichiarazioni.
    Forse per un certo “rispetto” nei confronti della potenza o ex, ma che nasconde invece un possibile timore a criticare e per una parte esiste persino ammirazione. Così come avviene alla fine anche nei confini interni con questa o quella parte politica favorita alla linea editoriale e da cui in vari casi dipende economicamente e non solo.

  3. Da tanto tempo ormai nin mi fido più dell’informazione nostrana, ragion per cui cerco di attingere a fonti plurime, peraltro tutte straniere. Aggiungo che, in maniera più o meno esplicita (pericolosa quella meno), assisto ad un filo-russismo strisciante, a tutti i livelli socio-culturali. Mi rattrista affermarlo: nella generalità, la nostra è una società molto info-analfabeta, mediamente disinteressata ai preoccupanti fatti attuali, terreno assai fertile per la disinformazione, di cui si sta parlando molto di questi tempi. Complimenti sinceri per l’onesta chiarezza!

Rispondi

InOltre App

GRATIS
VISUALIZZA