4 thoughts on “Perché gli intellettuali italiani odiano l’Occidente?

  1. Lo stupore guida i nostri sforzi verso la conoscenza- dicevano già gli antichi pensatori Greci- e lo stupore non finisce di coglierci di fronte alla “fenomenologia antioccidentale” ben descritta in quest’articolo. Penso anch’io che le fonti siano plurime. Ma la tentazione di trovare una linea di congiunzione unitaria è forte. A questo proposito, solo un’osservazione: cos’è che contraddistingue la civiltà occidentale, e specificamente la cultura europea nel corso della sua storia almeno dalla fine del Medioevo? E’ la straordinaria propensione al pensiero autocritico, all’inesausto scandaglio su di sé, alla “crisi” come elemento costitutivo del nostro approccio al mondo. Ebbene, questo autentico motivo di orgoglio si rovescia- nelle menti più mediocri o in quelle più esaltate nel solipsismo- in rigurgito suicida, in odio di sé ed esaltazione dei valori opposti. E allora agli occhi di questa intellettualità vanno bene Putin e i pretacci iraniani…

  2. Sono d’accordo con molte cose scritte nell’articolo, ma vorrei fare due osservazioni.

    La prima è che mi sembra forzato includere la Chiesa Cattolica nel novero delle forze anti-occidentali: da sempre i cattolici hanno sottolineato che la civiltà occidentale ha radici cristiane, e non mi sembra che abbiano ancora cambiato idea. (Qualcuno ha letto lo splendido libro di Ratzinger “L’Europa di Benedetto”?)

    Inoltre mi chiedo: c’è una evidente scollatura tra gli intellettuali citati nell’articolo e il popolo, perché il 99% degli italiani non ha mai letto nulla di questi personaggi. Com’è allora stato possibile che abbiano potuto influenzare in maniera così profonda il pensiero dell’uomo comune? Ci ne è stato vettore, e perché è stato così efficace?

    1. Osservazioni intelligenti, meritevoli di riflessione. Sul pensiero cattolico di fronte all’Occidente: mi sembra che l’atteggiamento non sia monolitico e che sviluppi almeno due linee diverse, perfino opposte. Una è quella che dice Lei, la consapevolezza della storia comune di cattolicesimo e Europa. L’altra è forse più cristiano-tradizionalista che cattolica e ha un perimetro geografico più largo di quello europeo occidentale, fino a comprendere l’ortodossia russa. In questo secondo approccio, l’ispirazione religiosa è in netto contrasto con la storia del pensiero critico e scientifico così tipico della nostra tradizione. E’ atteggiamento anti-moderno per eccellenza. E (non so se “spiega”…) è coerente con almeno alcune delle simpatie per Putin e con altri analoghi “vendicatori” dell’ “arroganza” occidentale…

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