

Sabato scorso Taylor Rehmet, democratico, leader sindacale e veterano dell’aeronautica, ha vinto l’elezione speciale per il nono distretto del Senato del Texas. Si tratta di un seggio storicamente repubblicano, che Donald Trump aveva conquistato con 17 punti di vantaggio alle presidenziali del novembre 2024.
Un risultato inatteso dai democratici, in un distretto che era rimasto saldamente repubblicano dal 1981. I dati di queste consultazioni vanno letti con prudenza, poiché l’affluenza è generalmente più bassa rispetto alle tornate ordinarie, ma un divario così marcato resta un segnale da tenere in considerazione, anche perché nello Stato vi sono altri collegi in bilico per la Camera dei rappresentanti.
Tuttavia, che il vento stia cambiando per il tycoon newyorkese non lo sostengono soltanto i democratici o i media a loro vicini. Questa percezione emerge dai sondaggi, ma anche da richiami provenienti direttamente dal Partito repubblicano.
La senatrice statale della Florida Ilana Garcia, co-fondatrice di “Latinas for Trump”, ha avvertito che il partito rischia di perdere il controllo del Congresso alle midterm del 2026 senza una correzione di rotta, soprattutto sul tema dell’immigrazione. E i “fatti di Minneapolis” e i raid dell’ICE hanno accresciuto fortemente questo timore.
È in questo scarto tra promessa di controllo e i suoi eccessi che si concentra oggi la frattura più profonda nel rapporto tra Amministrazione e componente ispanica dell’elettorato. Il disagio, però, è più ampio.
Secondo recenti sondaggi, il 55 per cento degli ispanici dichiara di avere serie preoccupazioni per il proprio futuro sotto questa presidenza. Qui “il giudizio non riguarda singole misure, ma il senso di sicurezza e appartenenza nazionale, un indicatore che spesso precede mutamenti politici più profondi” (cfr. Focus America, “Come gli ispanici stanno abbandonando Trump”, 1 febbraio 2026).
Ma torniamo ai latinos. Perché rappresentano un elettorato così importante? La risposta sta innanzitutto nei numeri. Sono circa 68 milioni, quasi un quinto della popolazione statunitense, e rappresentano il secondo gruppo etnico del Paese.
Dal 2000 al 2024 la loro popolazione è quasi raddoppiata, contribuendo a oltre la metà della crescita demografica complessiva degli Stati Uniti nello stesso quarto di secolo. Si tratta inoltre di una comunità mediamente molto più giovane rispetto al resto della popolazione, con una quota crescente di persone nate negli USA e una percentuale di cittadini statunitensi in costante aumento.
È un elettorato, quindi, che può risultare decisivo alle prossime elezioni di midterm.

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