di Jonas Evangelisti
Le ultime notizie scandalose sul partito tedesco AfD di estrema destra sono molto preoccupanti. Candidati alle europee di giugno finanziati dalla Russia. Mentre un loro collaboratore viene arrestato per spionaggio per conto della Cina. Lo stesso copione che vediamo in Italia.

Sono giorni che ci giro intorno, con la mente, e non ne esco fuori.
Vivo le mie due patrie, l’Italia e la Germania, in modo conflittuale. Sembrano due facce della stessa medaglia in una Europa che desidero unita e forte.
La AfD è in costante crescita nei consensi nazionali, con picchi altissimi nella Germania dell’Est (oltre il 25%), dove il populismo fa leva sul dislivello sociale, tra Est ed Ovest, che ancora esiste dopo la riunificazione delle due Nazioni. L’ennesimo scandalo che coinvolge i vertici dell’AfD sta scuotendo il Bundestag e la società civile tedesca in modo veemente, e le accuse di incompatibilità tra il partito e la Costituzione tedesca diventano sempre più concrete. Mi ha davvero colpito l’intervento di un parlamentare del Bundestag tedesco, Konstantin Kuhle della FDP, del 15 aprile scorso. L’ennesima denuncia aperta, chiara, limpida contro i due maggiori candidati della AfD alle Europee di giugno 2024, i deputati Krah e Bystron.
Un attacco profondo e tagliente come una lama contro due individui ambigui dichiaratamente pro-Russia e pro-Cina e soprattutto anti-europeisti, anti-democratici e anti-tedeschi fino al midollo.
Di seguito una parte del suo discorso che ritengo importante:
Alcuni giorni dopo questo intervento verrà arrestato il braccio destro di Maximilian Krah. La storia sembra uscita da un brutto film di spionaggio. Jian Guo, uno stretto collaboratore del candidato europeo dell’AfD Krah, viene arrestato dal BKA, la polizia federale.

La Procura generale federale di Karlsruhe lo accusa di “attività come agente dei servizi segreti” e viene emesso un mandato di arresto per spionaggio industriale per conto della Cina. È stato rivelato che diverse presunte spie cinesi occupano posizioni parlamentari di alto livello in Europa, suscitando una maggiore preoccupazione in merito ai tentativi sempre più aggressivi da parte di Pechino di infiltrarsi nelle istituzioni Europee. Allo stesso tempo, nelle ultime settimane i servizi di intelligence tedeschi hanno avvertito di un deterioramento in materia di sicurezza, con la Cina e la Russia che intensificano i loro sforzi nel tentativo di ottenere molti vantaggi economici, tecnologici e politici dalla più grande economia europea, esercitando anche una rilevante influenza politica sulla Germania stessa.
Ma la Germania si muove internamente in modo rapido e veloce. Con leggi, denunce ed arresti. Dopo il 24 febbraio 2022, la Germania comincia con la “Z”. All’inizio la “Z” era visibile soltanto sui veicoli e sulle uniformi delle forze di invasione russe in Ucraina. Poi è apparsa in Russia su veicoli ad uso civile e sui capi d’abbigliamento. Cittadini di origine russa (Russlanddeutsche) che vivono in Germania (circa 2,5 milioni di cittadini) ricalcano le stesse azioni riproducendo in modo fedele la propaganda del Cremlino.

Il Ministero degli Interni si muove con estrema rapidità: Mostrando la “Z” in pubblico si approva la guerra illegale di aggressione che può essere punita dalla legge tedesca secondo l’articolo 140 del Codice penale tedesco (StGB).
L’approvazione in pubblico della guerra di aggressione contro l’Ucraina è quindi un reato punibile penalmente. Risultato straordinario se si pensa che da un giorno all’altro le bandierine sono sparite come d’incanto dalle macchine che circolavano per strada. Successivamente sono state rese illegali anche le macchine con targa russa. Nel frattempo il Parlamento europeo invita la leadership politica dell’Unione Europea a contrastare con urgenza i tentativi di ingerenza russa, anche in vista delle prossime elezioni europee.

Nella risoluzione del 25 aprile 2024 adottata con 429 voti a favore, 27 contrari e 48 astensioni, i deputati denunciano fermamente i tentativi sostenuti dalla Russia di interferire e minare i processi democratici europei. Il Parlamento ha agito in risposta alle accuse, tanto sconvolgenti quanto credibili secondo cui alcuni deputati sarebbero stati pagati per diffondere la propaganda russa attraverso il media filorusso “Voice of Europe”.
E in Italia? Sotto questo aspetto il Paese dorme.
Da expat vivo questa inettitudine italiana come un colpo al cuore.
Spesso giustificando questa sonnolenza come un effetto collaterale della propaganda russa che ha ormai influenzato in modo devastante l’ideologia italiana, spesso giustificandola con la lentezza burocratica o con il dibattito culturale, storico e politico. Giustificazioni che però a mio avviso sono infondate perché troviamo queste componenti anche in altri paesi europei e soprattutto in Germania. In Italia tutto tace e tutto viene tollerato. Politici, giornalisti, opinionisti e anchorman danno fiato alle trombe nascondendosi dietro alla parola “democrazia” e usando la libertà di espressione in modo innaturale, negando l’evidenza: la guerra che visibilmente uccide ogni giorno donne e bambini ucraini, anziani e uomini innocenti, ha ormai raggiunto le nostre case molto prima che piovessero le prime bombe in Ucraina nel 2014.
Una guerra pianificata nei dettagli in modo minuzioso, arrogante, che la nostra democrazia, costruita sul sangue dei nostri padri dopo la seconda guerra mondiale, non riesce a combattere perché avvolta nel torpore del dibattito necessario per sviluppare un’idea democratica.
Non riesco a comprendere o ad accettare proprio questo torpore. La pandemia non ci ha insegnato nulla? Le nostre società sono state sconvolte da un nemico invisibile, inodore, insapore.
Ora che la puzza della violenza russa la percepiamo quotidianamente, non riusciamo a prendere una decisione che sia sensata. Una decisione che sia costruita attorno alla protezione degli esseri umani che vengono devastati in Ucraina!
Forse, per cambiare atteggiamento rispetto alla questione ucraina, potrebbe essere utile riconoscere la semplicità di una evidenza storica negata per 80 anni: sono stati gli Ucraini a liberare Auschwitz, non i russi.
Se si riuscisse a partire già da questa evidenza forse sarà possibile modificare la visione della guerra che sento sulla mia pelle. Qui in Germania lo stanno facendo, speriamo che in Italia riusciremo a fare lo stesso.
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