5 pensieri su “Intervista a Paola Concia dopo Atreju: “Il fortino ideologico che ha isolato la sinistra”

  1. Gli esponenti di destra hanno capito l’umore del momento e le difficoltà della sinistra di identificarsi in certe battaglie storiche.
    Non sottovalutiamo però il fatto che per anni a destra hanno fatto dell’apologia del fascismo e la sua normalizzazione una loro caratteristica distintiva. Poi hanno imparato nei convegni e anche nei libri a non parlarne apertamente e a fare riferimenti non diretti, per schivare la censura e l’isolamento culturale. In sintesi la sinistra ha sempre avuto problemi di coerenza a proposito di certi rapporti con dittature comuniste e islamiche, ma anche a destra la “fiamma” non si è mai spenta del tutto. Libertà di parola a tutti con l’intento di rimanere vigili e attenti affinché la democrazia non venga piegata a favore di certe volontà dall’ambiguo atteggiamento.

      1. Esattamente!! Da parte di FdI una logica e necessaria (per mantenere le distanze in termini di preferenze, in primis con alcuni alleati fastidiosi) manovra per intercettare quanti, moderati, non si vedono rappresentati dalla sinistra attuale. Indirettamente potrebbe anche portare ad un rimescolamento di intenti e di progettualità tali da portare sullo sfondo la natura “fiammeggiante”….

  2. Grande Paola Concia! Ha perfettamente chiaro il quadro generale. Anche i dettagli invero.

  3. Quando perde consensi perché ghettizzato come partito della ztl o delle minoranze devi per forza – non sposare dogmi – ma dare spazi ad altre priorità ( che non avevi mai declassato) .

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