3 pensieri su “Panetta smonta gli alibi: il problema dell’Italia non è l’Europa ma la produttività

  1. Panetta quando parlava dell’AI e delle sue potenzialità aveva sicuramente un corno rosso in tasca, troppa la consapevolezza del male antico dell’Italia: trovare la via facile, impegnarsi il minimo possibile.

    Il confronto della AI con l’ICT è valido solo in parte. E’ vero, l’ICT fu una rivoluzione, nel senso che per anni fu un delirio di sviluppi inhouse, solo l’emergere di soluzioni di mercato mise fine allo spreco di energie e tempo. Una per tutte, il dominio di una soluzione come SAP dotò le aziende di standard di processo e di contabilizzazione, impose alla filiera a valle di adaguarsi su quegli standard, creò classi di manager omogenei.

    L’opportunità rappresentata dalla AI personalmente la vedo più associata al Sistema Qualità (SQ), quell’Iso9000 che venuto da oltreoceano, come sempre accade nelle mode delle big della consulenza, determinò un nuovo modo di gestire i processi aziendali, a patto di interpretare il ruolo dettato sino in fondo. Le imprese italiane, in massima parte tutte, grandi medie piccole micro, hanno vissuto il SQ come il bollino da acquisire per mantenersi allì’interno di filiere di mercato, riducendolo a questione burocratica, uniformandosi, per evitare di non esserre ammesse al mercato, non certo quello italiano. Poco o nulla si fece secondo i criteri del PDCA.

    Ecco, oggi la AI corre il rischio di essere un fattore di puro bollino da esibire, perché non avere la AI è come dichiararsi fuori dall’innovazione. Oggi il tema si ripresenta con una aggravante, l’avere il 95% delle imprese micro, per questo l’Europa suggerisce una maggiore dimensionalità, come se bastasse dirlo, ma forse anche la VDL aveva il corno rosso in tasca.

  2. definitivo. ma non credo che i cinquantenni che vedo a spasso con il cane alle 11 del mattino di mercoledì, o i quarantenni in bicicletta che pedalano su 7-10 mila euro di attrezzature lungo la nazionale si faranno troppi scrupoli delle considerazioni di Panetta, nè che i politici diano un taglio a questo andazzo: l’andazzo di borghesi benestanti figli e nipoti di gente laboriosa che aveva accumulato patrimoni negli anni ’60 e 70? del secolo scorso e che oggi li spendono senza produrre alcunchè. si chiamano “rendite di posizione” , che io definisco come le definiva Monti nel 2011.

    1. Chi ha ereditato fortune di imprenditori passati credo non abbia colpe e obblighi verso nessuno. Se uno non è in grado di mandare avanti un’attività o di investire meglio i propri soldi, non si può per questo condannare.
      Semmai uno dei problemi italiani è che faticano ad emergere volti e imprese nuove innovative, dove l’ambiente normativo, giudiziario e politico non incentivano e aiutano molto a risolvere la questione.

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