1 ha pensato a “Oltre Schumpeter: quando la distruzione creatrice colpisce lo Stato

  1. Ho lavorato per tutta la mia carriera professionale per multinazionali americane nel dominio dell’informatica.
    Quante volte ho sentito raccontare di quanto e’ capitato (prima che io iniziassi a lavorare) ad aziende che diventavano monopoliste; il sistema americano correggeva quel problema smembrandole. Quello che e’ successo nel 1982 alla AT&T (https://en.wikipedia.org/wiki/Breakup_of_the_Bell_System).
    Durante gli anni di lavoro, ho visto l’ascesa di Microsoft e di Google. Per ragioni diverse, mi sono spesso chiesto se anche questi non potessero essere monopoli da « curare ».
    Google e’ persino diventato un verbo, sinonimo di ricerca sul web. Come Powerpoint per spiegare un concetto alle persone o Excel per fare un foglio elettronico.
    Pensiamo che TUTTI abbiamo delegato ad un’azienda privata (Google) il compito di cercare informazioni su Internet, la cosa che la maggior parte di noi fa piu’ volte al giorno. Dimenticandoci che si conosce meglio una persona a partire dalle domande che fa rispetto alle risposte che da…. E dimenticandoci che ovviamente non abbiamo certezza che la risposta che Google ci da rifletta quanto « la rete » contiene (perché Google mica interroga la rete ogni volta… 8nterroga una copia della rete che organizza a suo piacimento).

    Non sono (spero) cosi’ ingenuo da pensare che i governi di tutto il mondo agiscono (almeno in parte) in base ad una agenda « suggerita » da industriali e lobbies varie.

    Pero’, con Thiel (forse il piu’ arrogante…, ma insieme ovviamente a Musk, Bezos, Zuckemberg, Ellison ed altri) io penso che siamo entrati in un’altra dimensione. Perché non si tratta piu’ di piegare la res-publica ai bisogni di potere di una persona (o di una industria). Qui si tratta proprio di dire che la res-publica diventa una voce al bilancio di uno o piu’ interessi privati. Che progettano la res-publica per noi, nuovi Padri Costituenti di un mondo dove qualcuno inventa la sua Utopia, la sua Atlantide. Qualcuno che sa cosa serve, che sa qual e’ il bene da seguire e che, guarda caso, ha anche i mezzi per rendere operativo il cammino verso quel bene.
    Consiglio anche questo articolo di Thiel, commentato da Padre Benanti: https://legrandcontinent.eu/fr/2025/12/24/les-choses-cachees-de-peter-thiel/

    Qualcuno tra questi nuovi signori cerca di sostanziare questi disegni dandone una base filosofica. A volte la base e’ addirittura teologica (o almeno pretende di esserlo).
    Si esce dall’approccio scientifico (come quello che da il titolo a questo articolo) per passare ai miti, alla relegione. Per ammantare un desiderio egemonico con la veste piu’ familiare al genere umano.

Rispondi

InOltre App

GRATIS
VISUALIZZA