3 pensieri su “Oggi non si tollera che Israele ci sia per difendersi”

  1. Un piccolo popolo che ha attraversato la storia e le persecuzioni, i tentativi di sterminio. Che, malgrado questo, o forse proprio grazie a questo, ha raggiunto livelli di evoluzione superiore in ogni ambito morale e delle attività umane.
    Temo che questa sia la causa dell’antisemitismo presente In ogni epoca: l’invidia di Caino per Abele.

  2. Io credo che però bisogna riconoscere la complessità del problema: Israele ha diritto di difendersi, lo ha fatto spesso anche con azioni preventive, ma l’obiettivo per raggiungere la sicurezza deve essere la stabilità del Medio Oriente, quasi raggiunta prima del 7 ottobre, almeno con i paesi sunniti, e per quello minata dal regime degli Ayatollah, la forza che dal 1979 ha lavorato per la distruzione dello stato d’Israele. Può essere una buona idea facilitare la caduta di quel regime, ma credo che dopo le esperienze di Iraq, Afghanistan, Libia, e Siria (sia pure con un epilogo, forse, migliore delle precedenti esperienze) dovrebbe essere chiaro a tutti che se l’Iran non ha un progetto politico alternativo, un comitato di liberazione, un regime provvisorio costituente, questo putsch potrebbe sortire effetti peggiori di quelli ricercati: la guerra infinita. Di cui del resto ha bisogno Netanyahu per restare al potere. E questo è un aspetto u cui gli israeliani credo abbiano a lungo riflettuto, come dimostrano le piazze. Come pure servirebbe un progetto politico per lo stato palestinese, rivendicato da 74 anni SENZA un progetto politico, e senza un progetto che preveda la convivenza con Israele, col risultato che vediamo.

    1. Il popolo iraniano ce l’ha eccome un progetto alternativo, e a ringraziare Israele sono in molti da quelle parti. E questo osceno mantra di Netanyahu che avrebbe bisogno della guerra infinita per restare al potere ha veramente stufato. Quanto allo stato palestinese, è esattamente dal 1937 che gli arabi lo stanno rifiutando con tutte le loro forze: mai sentito parlare della Commissione Peel? E mai sentito parlare dei “Tre no di Kartoum”? Mai letto lo statuto di hamas? No, vero? Perché se lo avesse fatto saprebbe che le parole “stato di Palestina” non vi compaiono: lo stato di Palestina non è previsto, lo stato di Palestina non è in programma, se hamas dovesse riuscire nel suo intento e distruggere Israele, dalle ceneri di Israele non sorgerebbe lo stato di Palestina: l’unico obiettivo di hamas è la costituzione della grande Umma dal Marocco all’Afghanistan. Perfino il presunto laico e presunto pragmatico Arafat in un breve video spiega, in un inglese stentato ma perfettamente comprensibile, che l’obiettivo finale è quello. E d’altra parte, se volessero lo stato, come mai non è nato nei 19 anni in cui Gaza e Giudea e Samaria sono stati in mano rispettivamente all’Egitto e alla Giordania?

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