5 pensieri su “Odifreddi, Israele e il fascino delle scorciatoie ideologiche”

  1. Al commento di O. preferisco non rispondere perché rischierei di mettermi al suo livello, e la mia povera artrosi lombare non mi permette questo genere di acrobazie. Vorrei invece ricordare lo scherzo della telefonata del finto papa Francesco in cui l’ateo militante è cascato come un pollo, emozionandosi tutto (ma dico io, mi squilla il telefono, un tizio mi dice sono il papa e io ci credo?! Mah…)
    Ringrazio poi Nathan Greppi per la citazione completa sulle camere a gas, di cui avevo solo la versione riassunta.

    1. effettivamente, se lei ricevesse una telefonata del papa senza preavviso, e ci credesse, non farebbe una gran figura.

      ma se la settimana prima avesse ricevuto un invito da un cardinale per andare a trovare quello stesso papa qualche giorno dopo, insieme a un’altra persona,

      e se un mese prima avesse ricevuto una lettera dall’altro papa, e stesse preparandone con la sua segreteria la pubblicazione in un libro (poi uscito col titolo “caro papa teologo, caro matematico ateo”),

      forse non sarebbe così sorpresa. in ogni caso, in seguito con benedetto xvi ne ho scritto un altro, di libro, dopo quello.

      detto altrimenti, a volte, le cose sono un po’ più complesse di cosa pensano gli ingenui: soprattutto quelli che sanno le cose solo per sentito dire, ma credono comunque di avere la verità in tasca. basterebbe risentire la registrazione di quella telefonata, per capire. ma è ovviamente meglio per l’artrosi cerebrale non fare nessuno sforzo, e fidarsi della “zanzara”. ognuno ha i riferimenti che si merita.

      1. Mi diverto sempre molto a leggere le sue esternazioni, e questa, in perfetto stile “io so’ io e voi…” è particolarmente spassosa. Se poi ci aggiungiamo anche la spettacolare invenzione dell’artrosi cerebrale – il tocco di genio dell’uomo di scienza – raggiungiamo davvero l’apogeo.
        Ah, stavo quasi per dimenticare: da molti anni conservo in archivio questa deliziosa chicca, che ogni tanto vado a rileggermi, soprattutto per tirarmi su l’umore quando ne ho particolarmente bisogno, e che ora offro anche ai lettori di InOltre:
        https://ilblogdibarbara.wordpress.com/wp-content/uploads/2024/10/odifreddi.docx

  2. mi permetto alcune precisazioni a questo “cahier de doléance” piuttosto partigiano (nel senso deteriore della parola).

    1) le prime tre questioni da lei sollevate (premio exodus 2008, premio peano 2009 e camere a gas 2013) sono state a loro tempo sgraziatamente distorte nel suo stesso modo, ma fortunatamente ne sono nate discussioni un po’ più articolate. chi fosse veramente interessato a vedere cosa ho detto io, e cosa quelli come lei hanno cercato di farmi dire, possono vedere i dossier che ho raccolto qui, insieme ad altre analoghe manovre di “disinformazione scorretta” (chi ha orecchie per intendere, intende):

    https://www.piergiorgioodifreddi.it/in-evidenza/polemiche/

    2) chi vuole sentire cosa ho detto a proposito della resistenza palestinese, citando direttamente nelson mandela, premio nobel per la pace, e non soltanto quello che viene estrapolato dal discorso pro domo propria, può vedere il video qui:

    https://youtu.be/Q-lhWttxvlo?is=g7Fgn9uZ8xJLMuco

    3) idem per il video sulle radici nazifasciste di israele, in cui citavo al proposito einstein e hannah arendt:

    https://youtu.be/1xi9aBzLbRE?is=UBEymhi36oHiJquP

    4) potrei continuare con i video sugli armamenti e taiwan, ma li risparmio, perché è evidente che sono argomenti tirati in ballo a sproposito, visto che è chiaro quale sia il dente che le duole.

    in ogni caso, io non esprimo soltanto opinioni nei talk-show. al contrario, ho cercato di argomentare le mie posizioni in libri quali “c’è del marcio in occidente” e “cattivo maestro. bertrand russell”.

    naturalmente, visto che questa è casa sua, lei è padrone di scrivere quel che vuole, e come vuole, limitandosi a citare brani di articoli di giornali che parlano fuori contesto di brani di video, invece che argomenti di libri. ma io ho il diritto di dispiacermene, e di considerarlo un pessimo segno di questi tempi sguaiati e superficiali.

  3. Gente come Odifreddi che, fino a qualche tempo fa, sarebbe stata condannata (almeno mediaticamente) per negazionismo, ora è costantemente invitata nei talk show.
    Con la scusa, certo, di pluralismo, ma, di fatto, per blandire l’audience e, peggio, l’editore.

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