
Sono attendibili i numeri sull’adesione allo sciopero generale di ieri forniti dagli organizzatori? Diciamo che sono attendibili come possono esserlo quelli forniti da Hamas sui morti a Gaza. Ma non è questo il punto. Le piazze erano certamente piene e, al di là delle ancora notevoli capacità di mobilitazione di Cgil e Uil, questo dato segnala comunque il malessere di una parte del mondo del lavoro che sarebbe sbagliato sottovalutare.
C’è però anche un altro dato che merita qualche attenzione, ossia gli slogan barricaderi che hanno campeggiato nei cortei (con le ormai rituali bandiere palestinesi). Lasciamo stare quelli scontati contro il governo. Ciò che più mi ha colpito è stata l’escalation verbale di Maurizio Landini, il quale ha riproposto tesi (anticipate in una recente intervista al Corriere della Sera) che negano i principi basilari di una democrazia parlamentare. Infatti, ha riaffermato che “il governo non ha la maggioranza del paese” e che “il sindacato rappresenta tutti i lavoratori e i pensionati”. Dichiarazioni con cui il segretario della confederazione maggioritaria proclama il sindacato come il genuino rappresentante della volontà generale.
Secondo un analfabetismo costituzionale di moda nei salotti televisivi, il governo Meloni non rappresenta la maggioranza del paese perché il centrodestra ha ricevuto alle elezioni circa il 44 per cento dei voti (12,3 milioni), per giunta con un’affluenza del 64 per cento (29,4 milioni). Se si considera l’intero corpo elettorale (46 milioni), il centrodestra ha il consenso di appena il 27 per cento degli elettori. Il ragionamento è ovviamente privo di senso, perché la Carta del 1948 attribuisce il potere esecutivo al governo e quello legislativo al Parlamento a prescindere dall’affluenza, tant’è che “ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione”.
Come già osservato Luciano Capone sul Foglio (19 novembre), vediamo allora se questo (sconclusionato) ragionamento funziona almeno per il sndacato. Gli iscritti alla Cgil sono poco più di cinque milioni, di cui due milioni e 700mila attivi e due milioni e 400mila pensionati. Gli iscritti alla Uil sono invece circa due milioni, di cui un milione e 450mila attivi e 550 mila pensionati. Vuol dire che i lavoratori iscritti alle due confederazioni sono circa quattro milioni e 150mila. Su un totale di circa ventiquattro milioni di occupati, costituiscono circa il 17 per cento dei lavoratori che hanno un impiego. Per altro verso, i pensionati iscritti sono circa tre milioni. Su un totale di oltre sedici milioni, ne rappresentano poco più del 18 per cento.
Spero di non aver annoiato il lettore con questo elenco di cifre e percentuali. La verità è che, quando il sindacato abbandona il suo nobile mestiere di civilizzatore del lavoro per avventurarsi nei mari tempestosi della politica, rischia di perdere la rotta e di approdare nei porti insicuri di un populismo con venature plebiscitarie. Dove può anche capitare che un suo nocchiero legga in una bettola “L’Homme révolté”, ma poi confonda la rivolta “metafisica” di Albert Camus contro l’assurdità dell’esistenza con la “rivolta sociale” di Geoges Sorel. Di quel Camus che diceva, proprio nel suo testo mal compreso, “Alla fine, ho scelto la libertà. Infatti, anche se la giustizia non si realizza, la libertà mantiene il potere di protestare contro l’ingiustizia”. Non so se Landini sarebbe d’accordo.
Se ti è piaciuto o se non ti è piaciuto questo articolo, scrivilo nei commenti.

InOltre è completamente gratuito ed è il frutto della competenza e della passione di molte persone che lavorano senza fini di lucro. Se desideri contribuire con un piccolo supporto, puoi farlo effettuando un bonifico come di seguito specificato oppure cliccando sui pulsanti che vedi, scegliendo l’opzione che più preferisci. Le donazioni verranno utilizzate per i costi di mantenimento del sito e per altre attività editoriali.
Grazie per il vostro supporto!
Bonifico bancario intestato a Inoltre Ente del Terzo Settore con Causale: donazione/erogazione liberale a favore di Inoltre ETS.
Codice Iban: IT55A0306909606100000404908


Scopri di più da InOltre
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Sincero, sentito, documentato.