15 pensieri su “Notarella, scritta di getto, sulla “pulizia etnica” a Gaza”

  1. Notarella che sostanzialmente dice che deve per forza valere l’equazione palestinesi = Hamas. Un’aberrazione, sarebbe come affermare che tutti i tedeschi sono (o sono stati) nazisti. Hamas è un’organizzazione terrorista che deve essere debellata. Il governo Israeliano ha commesso crimini di guerra nel conflitto con Hamas. Hamas : Terrorismo = Governo Israeliano : Crimini di Guerra, questa è l’unica equivalenza.

    1. Le folle in festa per la mattanza del 7 ottobre da chi erano fatte? Da marziani? I “civili” che appena sfondate le recinzioni si sono fiondati dentro al seguito dei terroristi per dedicarsi a violenze e saccheggi e infine rubare moto o auto con cui rapire israeliani da portare a Gaza chi erano? Marziani? Quelli che correvano a sputare e tirare sprangate sui corpi portati in trionfo sui pickup chi erano? Marziani? I civili che “ospitavano” i rapiti israeliani torturandoli e affamandoli da chi erano fatte? Da marziani? Quelli che si ammassano urlanti intorno ai rapiti liberati chi sono? Marziani? E hamas da chi è stato votato? Da marziani?
      Equiparare il governo israeliano a hamas = essere al 100% dalla parte del terrorismo. Questa è l’unica equivalenza.

      1. Quindi secondo lei TUTTI i palestinesi sono terroristi. Sarebbe come dire che TUTTI gli Israeliani sono d’accordo con il governo israeliano e d’accordo con le sue decisioni e azioni su Gaza, cosa che io non credo.
        L’equivalenza non equiparava il governo israeliano ma semplicemente diceva che Hamas è un movimento terrorista e il Governo Israeliano è responsabile di Crimini di Guerra.
        È incredibile come l’odio accechi e porti a rispondere ad un crimine orribile con altri crimini orribili, giustificandosi misurando quanto un crimine sia più orribile dell’altro.

      2. Concordo: è incredibile come l’odio accechi al punto da chiamare crimine un’azione di difesa da un progetto di annientamento dichiarato e ripetutamente tentato; al punto da scegliere di credere alle menzogne di un branco di terroristi (menzogne talmente grottesche e assurde da diventare perfino ridicole, che solo un totale obnubilamento della mente unito a una gigantesca malafede può indurre a credere) piuttosto che alle verità DOCUMENTATE di uno stato democratico. E per favore lasci perdere il verbo “giustificarsi”: sono solo i ciechi odiatori di Israele a essersi inventati che Israele avrebbe qualcosa di cui giustificarsi. In questa guerra Israele ha un unico gravissimo torto: quello di avere aspettato che la popolazione civile (cosiddetta civile) evacuasse dalle zone che dovevano essere colpite invece di agire immediatamente, di avvisare regolarmente gli inquilini degli edifici da colpire, rinunciando all’effetto sorpresa, di combattere con una mano legata dietro la schiena invece di usare tutta la propria potenza per eliminare le minacce che incombono. Precauzioni oltretutto perfettamente inutili dal punto di vista mediatico, visto che i cani rabbiosi che vivono unicamente per sfogare il proprio odio anti israeliano – e non venite a raccontarci la storiella che non sareste antisemiti – continuano ugualmente a latrare e inventarsi crimini di guerra se non addirittura un genocidio.

      3. Ecco, Rabin. Quello che col delirante mantra “Portare avanti il processo di pace come se non ci fosse il terrorismo e combattere il terrorismo come se non ci fosse il processo di pace” ha dato luce verde al terrorismo, e con l’ancor più delirante mantra della “terra in cambio di pace” ha continuato a dare terra e ancora terra ricevendo in cambio guerra terrorismo morte e distruzione. Se non fosse stato fermato, oggi Israele non esisterebbe più. NATURALMENTE si sarebbe dovuto trovare un altro modo per fermarlo, ma non c’è ombra di dubbio che fermarlo si doveva. E su questo tema mi permetto di proporre questo mio vecchio post contenente anche qualche interessante documento
        https://ilblogdibarbara.wordpress.com/2014/07/21/i-padri-nobili/
        Quanto ai numeri, il fatto che i numeri di hamas vengano riportati per mezzo di una rivista già ripetutamente smascherata riguardo a temi relativi a Israele, non cambia la sostanza. A ridicolizzarli basterebbe il fatto che Israele ancora dopo mesi non conosceva il numero esatto dei propri morti del 7 ottobre e quelli ogni giorno puntuali al calar del sole hanno il numero esatto dei propri morti accuratamente suddivisi in donne vecchi e bambini – a volte con la somma di donne e bambini che supera il totale di tutti i morti della giornata, ma tanto chi sta a badare a questi miserabili dettagli – e mai una volta, con sti fetenti di israeliani che sparano nel mucchio, mai una volta che beccassero per sbaglio un terrorista. E naturalmente ci si dimentica di quel 30% di missili che ricadono dentro Gaza, come il famoso missile “israeliano” caduto “sull’ospedale” e dopo 30 secondi sapevano che aveva fatto 500 morti, notizia immediatamente ripresa da tutti i giornali e soprattutto dall’Onu, da amnesty e compagni di merende vari misti, con relative condanne, per poi scoprire – sorpresa sorpresa – che il missile era della jihad islamica, che era caduto sul parcheggio e non sull’ospedale e che i morti erano un paio di decine. Ma i 480 non-morti non sono mai stati detratti dal totale, altrettanto inventato, di tutti i morti attribuiti a Israele.
        Vorrei comunque che fosse chiaro che non sto rispondendo per lei: mi occupo di combattere la disinformazione su Israele da un quarto di secolo e conosco molto bene i miei polli, per cui so perfettamente che non ci sono argomenti né documenti in grado di spostare di un millimetro gli antisemiti in malafede, gli ideologizzati, quelli che marciano a suon di mantra. Lo faccio unicamente per eventuali lettori poco informati in buona fede, che possono trarre vantaggio dal confronto tra frasi fatte e argomenti.
        Ora però basta: anche la pazienza di una vecchia prof in pensione a un certo punto finisce, quindi se vuole continuare si accomodi pure: d’ora in poi procederà da solo.

      4. Grazie per aver confermato l’appartenenza alla schiera degli chef Rubio dell’altra faccia della medaglia quella dei pro-Israele a tutti i costi, anche supportando il terrorismo interno israeliano, i coloni criminali, la destra estrema. Le auguro di godersi la pensione. Cordialmente.

  2. Buongiorno.
    Io sono indefettibilmente dalla parte di Israele. Non auspico neppure una soluzione a due stati perché la convivenza non è possibile e significa solo protrarre uno stato di belligeranza all’infinito. In fondo penso che la soluzione di Trump sia irrealizzabile, ma sarebbe auspicabile.
    Però non sono ancora riuscita a dissipare il dubbio che mi assilla dal 7 Ottobre:
    Potevano i potenti servizi israeliani non sapere dell’imminente pogrom di Hamas? Non sono intervenuti proprio per lasciare che Hamas innescasse la miccia della guerra?
    Per quanto giudichi Netanyahu un personaggio deteriore, fatico a pensare che abbia deciso di sacrificare 1200 Israeliani per essere giustificato a scatenare la guerra.
    Ma il dubbio rimane.
    Mi piacerebbe conoscere il Suo pensiero.
    Grazie.
    Nadia Mai

    1. 1200 e rotti uccisi al momento (col piccolo dettaglio di neonati sgozzati smembrati bruciati messi vivi nel forno, donne incinte sventrate e feti fatti a pezzi ecc. ecc.) + 250 rapiti + mezzo migliaio (finora) di soldati uccisi in battaglia + i civili morti nei successivi lanci di missili… Davvero è possibile nutrire, in buona fede, il dubbio di un piano più diabolico di quelli attribuiti dai peggiori antisemiti della storia ai Savi di Sion? Per potere “scatenare la guerra”? Perché, oltre a tutto il resto, lei ha davvero l’impressione che sia stato Netanyahu a scatenare la guerra quel 7 ottobre? Il tutto a partire dal giudicare Netanyahu – non si sa perché – “un personaggio deteriore”: magari solo per avere un buon motivo per giustificare il pensiero, sia pure a fatica, che tutto questo lavoro di bassa macelleria sia stato voluto.
      La sola idea che qualcuno possa immaginare una cosa simile, oltretutto dichiarandosi dalla parte di Israele, va molto al di là di quanto la mia mente è in grado di concepire.

  3. Più che altro fu il post scriptum: avendo girato per diletto e per lavoro tutte quelle terre, posso certificare che i palestinesi non li vuole nessuno a casa propria. Ma proprio nessuno. In Giordania per esempio se ne entra solo uno in più si squilibra la bilancia con i beduini e succede un altro settembre nero. In Libano non ne parliamo per niente, ché se potessero farebbero saltare con la dinamite l’ultima enclave rimasta (leggi:campo profughi). La Tunisia preferirebbe buttarsi a mare. L’Egitto riempirebbe di soda caustica il canale di Suez che non sia mai che attraversino il Sinai. Tutto gli altri parlano (cioè pagano) perché sono a distanza di sicurezza.

  4. Concordo su tutto tranne che su un punto: Hamas non ha ancora perso la guerra di Gaza. E’ stato duramente colpito ma è ancora in grado di lanciare missili e sfoggiare un battaglione di elegantissimi e armatissimi soldati durante l’impari scambio tra un pugno di ostaggi e un migliaio di terroristi. Ora poi la tregua imposta da Trump da’ tempo e modo ai terroristi di consolidare le posizioni non perdute e pianificare la riconquista di altre

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