Parte prima
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Nota introduttiva
Questo articolo continua e si conclude nella parte seconda.
Introduzione
Esiste in Liguria, nell’entroterra di Imperia, un bellissimo vecchio borgo inerpicato su un bricco che oramai da 60 anni si considera indipendente. Ha una propria bandiera, batte moneta (il Luigino), ha un corpo di guardie di palazzo e ciò che conta ha un proprio nobilissimo sovrano, democraticamente eletto dal popolo ogni sette anni. Attualmente, protegge il trono SaS la graziosa Principessa Nina, che amministra saggiamente il piccolo e prospero principato.
Nel corso degli anni il Principato ha vissuto le sue traversie politiche tra cui un tentativo di golpe da parte di un perfido usurpatore, che nel 2016 partendo dalla sua posizione di “console” in Francia, cercò di spodestare il legittimo sovrano Marcello I°.
Il paese si chiama Seborga e pare vanti una sovranità principesca risalente addirittura a prima dell’anno 1000: cosa che lo collocherebbe tra i più antichi stati d’Europa.
Perché parliamo di Seborga?
Perché non è l’unico lembo di terra del vecchio continente ad essersi autoproclamato autonomo, con tanto di organi di governo ed apparati diplomatici.
Ma se quella di Seborga è, ovviamente, una eccentrica manifestazione di colore locale, i casi di cui andremo a parlare sono assai meno folkloristici: che in termini di diritto internazionale valgono quanto lo stesso Seborga, cioè nulla, ma che sotto l’aspetto geopolitico sono maledettamente più complicati tragici. Complessità e tragedia che l’eterno avanspettacolo italiano è riuscito a trasformare in farsa.

1. Il consolato di Donetsk a Torino
Da chi sia partita l’iniziativa non si sa, ma è plausibile che vi sia stata una qualche manina dell’Associazione Piemonte Russia (APR), costituita 18 mesi prima da un connubio di leghisti e casapoundisti.
Ed infatti, su presentazione di Maurizio Marrone, consigliere regionale di FdI, ecco nascere a Torino, il 14/12/16, un sedicente centro di rappresentanza della cosiddetta repubblica popolare di Donetsk (CRD-T).
L’iniziativa era ovviamente priva di ogni valore giuridico ma rappresentava, così come confermato dallo stesso Marrone in una intervista a VICE Magazine, il tentativo di arrivare al riconoscimento surrettizio dell’entità secessionista DPR attraverso una rete di relazioni diplomatiche con le istituzioni italiane: ovviamente in totale spregio al diritto internazionale.

Tra i partecipanti all’inaugurazione, avvenuta in pompa magna nel salone messo gentilmente a disposizione dalla Fondazione Magellano, diversi personaggi della scena politica torinese: Gianna Gancia capogruppo regionale della Lega, Gilberto Pichetto Fratin capogruppo regionale di Forza Italia e Augusta Montaruli dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, coniugata Marrone.
Da fuori Piemonte erano giunti invece Palmarino Zoccatelli ed Eliseo Bertolasi dell’Associazione Veneto Russia, nonché Gianmatteo Ferrari e Luca Bertoni di Lombardia Russia.
Dunque la crème del filorussismo italiano, con la Lega salviniana immancabilmente in primo piano e molto bene innervata sia nel “consolato” sia nella APR.
Secondo l’atto costitutivo, il “consolato” si riconosceva “indipendente, volontaristico, apolitico e senza scopo di lucro”, al fine di realizzare cooperazioni economiche, commerciali, culturali ed interessi comuni tra la Repubblica Italiana e la DPR.
Indipendente ed apolitico forse neanche nelle belle intenzioni: perché spiccano fin da subito le dichiarazioni di Marrone, che spiegava come l’apertura del “consolato” fosse “una risposta all’inaccettabile ordine della Nato di schierare i nostri militari contro la Russia in Lettonia”.
L’apertura del CRD-T fu seguita dalle proteste dei radicali, sfociate in una interrogazione parlamentare da parte del PD, stizzitamente accolta dallo stesso Marrone oltre che da Natalia Nikonorova, nientemeno che ministra degli esteri della cosiddetta DPR attraverso un intervento su Doni News, su cui torneremo più avanti.
Per il resto, iniziative poche tra il 2017 ed il 2020, tanto che non appare chiaro fino a quando Marrone, assessore regionale in Piemonte con delega alla cooperazione internazionale, abbia tenuto il ruolo di presidente CRD-T: fino al 2019 secondo la sua versione, oppure ancora nel gennaio 2022, secondo quelli del Donetsk, calorosamente grati a Marrone attraverso i social locali, per le posizioni espresse a margine di tre iniziative avvenute a Torino e Novara nell’autunno/inverno 2021/22.
A parte questi, non ci sono dubbi su quale fosse stata fino a quel momento la posizione di Marrone relativamente alla Russia, alle sanzioni ed ai rapporti tra l’Italia e Mosca. Vediamola più in dettaglio.
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?Maurizio Marrone
Appartenente alla componente Destra Sociale di FdI, Marrone non ha mai fatto mistero delle proprie simpatie verso Putin ed il putinismo e della sua avversione verso l’atlantismo.
?? Lo conferma la sua partecipazione ad un evento titolato “La nuova guerra fredda”: convegno datato 8/2/17 ed accompagnato dalle immancabili invettive sovraniste, antioccidentali, anti-NATO ed anti-ucraine, applaudite da un parterre di personaggi del calibro di Nicolai Lilin, Alessandro Meluzzi ed Alfio Krancic, tutti ben al di sotto di ogni sospetto di putinismo e filorussismo.
?? Lo conferma una decorazione “per il lavoro svolto” conferita a Marrone da Janus Putkonen a Lugansk l’8/6/17 nel corso di una cena cui era presente anche Andrea Palmeri, neofascista latitante condannato a 7 anni di galera in due procedimenti a Lucca e Genova. Su Putkonen, estremista euroscettico e complottista finlandese, ritorneremo tra poco.
?? Lo conferma la sua partecipazione (8/9/18) alla commemorazione della morte, causa autobomba, del leader separatista Alexandr Zacharchenko, celebrata assieme alla solita compagnia di giro dei Comencini, Zoccatelli, Bertolasi ecc. Tra i loghi delle associazioni coinvolte spicca anche quella della cosiddetta ambasciata dell’Ossezia del sud.
Da notare come la notizia della morte di Zacharchenko venisse poi condivisa da Marrone su fb completa di accuse ai servizi ucraini, come da narrativa di Mosca, quando invece l’attentato fu opera delle cosche interne alla DPR, secondo le tardive ammissioni di Igor Girkin.


?? Lo conferma una dichiarazione rilasciata il 18/9/2018 in cui inputava al governo ucraino l’abbattimento del volo malese MH17:
“dopo anni di infamanti menzogne ai danni della Repubblica Popolare di Donetsk, è chiara finalmente la vocazione terroristica e stragista delle autorità di Kiev, che non si sono fatte scrupolo di eliminare i leader nemici con attentati dinamitardi, per ultimo il Presidente DNR Zakharchenko firmatario degli accordi di pace di Minsk, e addirittura di servirsi di killer dell’ISIS come sicari”
?? Lo conferma una inchiesta dell’Espresso del 28/8/20 che ci informa dei rapporti di Marrone con Putkonen, agitatore e propagandista filoruSSo, che nel 2015-18 diresse l’agenzia Doni News del Donetsk, collegata all’FSB e fondata da lui stesso con denaro russo, al precipuo scopo di diffondere disinformazionen ma anche di monitorare gli stranieri in arrivo nel Donetsk.
Secondo un reportage di Harper’s Magazine nessuno poteva entrare in Donbas senza l’OK di Putkonen: cosa che deve essere valsa anche per Marrone.
Da notare come Putkonen sia uno dei sodali di Palmeri nella associazione Save Donbass People.
Fatto inquietante è il ruolo che la Doni News avrebbe avuto, secondo l’Espresso, nel gestire ed animare la narrativa propagandistica russa durante l’operazione Dalla Russia con Amore, ovvero l’ambiguo ed irrituale intervento del contingente russo in Italia nell’anno-COVID 2020.
?? Lo confermano le polemiche sollevate in regione Piemonte all’indomani dell’invasione con relative interrogazioni al presidente Cirio.
?? Lo conferma infine l’invito russo, poi rigettato all’ultimo minuto, a partecipare al “monitoraggio internazionale” dei farlocchi “referendum” annessionistici dei territori ucraini occupati, nel settembre 2022. Rinuncia rimasta senza spiegazione, ma forse chissà, in qualche modo suggeritagli per ragioni di opportunità dai vertici di FdI.
A proposito di disinformazione. Marrone è stato poi sodale del noto ed oramai defunto Giulietto Chiesa: vecchio arnese veterocomunista filosovietico avvezzo alle fake, passato, in nome della fedeltà a Mosca, a frequentazioni neofasciste e rossobruniste come Terra dei Padri e lo stesso Marrone oltre a Bertolasi. Chiesa è stato poi fondatore e collaboratore di Pandora TV, il canale streaming noto per l’assidua propalazione di fake news e disinformazione. D’altra parte da quasi 10 anni lo stesso Bertolasi risulta corrispondente esterno di Sputnik TV, l’agenzia di pseudo-notizie e propaganda controllata dal Cremlino. Insomma, chi si somiglia si piglia.
Da tutto ciò emerge il profilo di Marrone come soggetto radicato nelle istituzioni italiane e palesemente appiattito sulla narrativa putinista, che solo nell’ultimo periodo, equivalente forse non per caso, all’inizio della nuova legislatura, pare aver rinunciato completamente ad attività e commenti filorussi e filo-Putin.
2. Il consolato di Donetsk a Verona
Dopo Torino non poteva mancare Verona. Forse per emulazione del sacro fuoco putinista o forse, più probabilmente, per accaparrarsi la propria parte di (briciole di) opportunità che il Donbas degli oligarchi poteva concedere ai propri sponsor stranieri.
Sia come sia l’8/2/19 venne aperto a Verona il secondo centro di rappresentanza di Donetsk in Italia (CRD-V) presieduto dall’indipendentista veneto Palmarino Zoccatelli, personaggio piuttosto noto, discusso e discutibile della scena politica scaligera.

Oltre a Zoccatelli ne fanno parte Gualtiero Mazzi, ex-presidente del Corecom veneto, nel ruolo di segretario, Luciano Sandonà come presidente onorario e consigliere regionale ed infine Eliseo Bertolasi, quale responsabile dei rapporti con la Russia.
Si tratta, in pratica, dello stesso nucleo direttivo rimescolato di AVR, l’Associazione Veneto Russia presieduta dallo stesso Zoccatelli, attivata sulla scia di quella lombarda ALR di Savoini & C.
Da qui il fatto che l’annuncio di inaugurazione del CRD-V sia stato dato attraverso la pagina fb della stessa AVR la quale, come la controparte lombarda, è totalmente a trazione catto-leghista sebbene Zoccatelli preferisca considerarsi indipendentista esterno alla Lega, tanto da avere formato un cosiddetto “comitato Veneto indipendente” di cui lui è presidente e Comencini vice: obiettivo del comitato, ridare vita alla Repubblica di Venezia. Nvon per nulla Zoccatelli considera troppo morbida la Lega, al punto da riuscire a dare del “rinnegato” allo stesso Salvini.
Di chi parliamo?
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?Palmarino Zoccatelli
Di un integralista veterocattolico, già presidente del gruppo veronese Famiglia e Civiltà nonché protagonista, fin dal 1995, di una lunga querelle ideologico-giudiziaria con il circolo LGBT Pink di Verona, dipanatasi attraverso messe “riparatrici” anti-gay, veglie di preghiera e condanne per omofobia passate in giudicato.

?? Parliamo anche di un fake-observer, ovvero di uno di quegli osservatori convocati da Mosca nel 2018 a verificare le “elezioni” presidenziali illegali nel Donetsk, poi conclusesi con l’ascesa di Denis Pushillin. In quella occasione, oltre a Zoccatelli, furono mobilitati Eliseo Bertolasi, Giulietto Chiesa e Antonio Razzi, sulla cui imparzialità ci sarebbe molto da discutere. O viceversa anche no, visto che sarebbe inutile.
?? Parliamo di un soggetto che non disdegna la celebrazione di un responsabile di crimini di guerra in Iraq e Siria quale Qassem Soleimani, generale dei pasdaran e longa manus dei mullah iraniani, al centro di un convegno organizzato a Verona il 3/3/23 dal Centro Studi Suvorov di Comencini e AVR. Presente Adolfo Morganti, presidente dell’Associazione Culturale Identità Europea nonché titolare de Il Cerchio, la casa editrice che ha pubblicato “il mondo al contrario”, nota fatica letteraria di Roberto Vannacci.

?? Parliamo di un personaggio che il 19/3/22, tre settimane dopo l’inizio della brutale invasione dell’Ucraina riusciva ad organizzare a Verona, sotto l’occhio compiaciuto di Casa Russia Roma che apprezza e registra sul proprio canale fb, una conferenza a difesa di Putin, partecipata dai soliti noti, oltre a lui stesso: Comencini, Bertolasi, Mauro Murgia “ambasciatore” dell’Ossezia e Luciano Lago di controinformazione.info nonché prolifico contributore di ogni sito e blog alternativo e complottista.
?? Parliamo di un membro del cluster catto-fascioputinista veronese attorno a cui si intessono relazioni incrociate con associazioni quali Pro Vita & Famiglia di Toni Brandi, Vento dell’Est di Lorenzo Berti e Forza Nuova di Roberto Fiore. Come avvenuto nella conferenza organizzata da APF il 15/12/23, presente l’intera compagnia degli Zoccatelli, Valdegamberi, Comencini, Fiore e Callarelli.

Da notare alcuni particolari. Toni Brandi negli anni ’70 risulta essere stato in contatto con Stefano delle Chiaie e Clemente Graziani fondatore di Ordine Nuovo; Roberto Fiore, ex-Terza Posizione è amico di vecchia data di Toni Brandi; Lorenzo Berti è un casapoundista dai ben noti trascorsi. Quanto a Gloria Callarelli, è una forzanovista già portavoce dell’associazione noVax Vicit Leo finanziata da Fiore, nonché collaboratrice di ProVita a chiudere il cerchio.
?? Parliamo di un invitato al cosiddetto Forum della Multipolarità di Mosca del 26-27/2/24: evento partecipato da tutti i rossobrunisti nostrani, compresi Maurizio Murelli e Roberto Fiore (con Mons. Viganò a fare buon peso). In quella occasione Zoccatelli e Vito Comencini si rapportarono con Dugin, come riferito sui canali fb de “Il Quadrato Verona” e di “Verona per la libertà”: il primo un rimasuglio veronese di Forza Nuova ed il secondo un comitato-accozzaglia NoVax, no€, noUE, noNATO, evolutosi in lista civica per le comunali 2022 (2,6%), capace di scrivere incredibili grossolanità sul proprio profilo fb, sorvolando sulle ineludibili disposizioni della Costituzione ucraina.

?? Parliamo insomma di un soggetto totalmente appiattito sulla narrativa russa del “colpo di stato” di Maidan, ovvero su posizioni analoghe a quelle di Vito Comencini: vale a dire, per chi non lo ricordasse, quell’ex deputato leghista alla Camera tra i pochi ad aver votato, nel marzo 2022, contro l’invio di armi all’Ucraina, nonché tra i molti del giro russista a definire il COVID-19 come “pseudopandemia”.
Non sorprende quindi che Comencini, veronese ma sentimentalmente molto legato alla Russia, sia vice-presidente di AVR dietro Zoccatelli.
Affari di famiglia, dunque. Oppure compagnia di giro, ma più tragicomica che comica.

3. Il consolato di Lugansk a Messina
Ventinove giugno 2018. Veniva inaugurato a Messina il cosiddetto Centro di Rappresentanza della Repubblica di Lugansk (CRL), entità separatista autoproclamatasi indipendente dall’Ucraina il 12/5/14 attraverso un referendum illegale riconosciuto unicamente da Russia, Siria e Corea del Nord. Oltre naturalmente ai fondatori del CRL.
L’iniziativa si collocava sulla scia dei due eventi analoghi avvenuti il 14/12/16 ed il 9/2/18, che avevano visto l’apertura di rappresentanze del Donetsk a Torino e Verona.
Si trattava in tutti i casi di iniziative private senza alcun riconoscimento ufficiale e diplomatico, ma che nelle intenzioni dei proponitori avrebbero dovuto spianare la strada verso una legittimazione de facto delle due entità secessioniste.
Quindi, dopo Marrone a Torino e Zoccatelli a Verona, ecco farsi avanti Daniele Macris a Messina: figura locale piuttosto nota e da tempo impegnata in iniziative a favore del Donbas.
Ma procediamo con ordine.

Ad ospitare il CRL (presieduto da Macris) nei propri spazi fu la Comunità Ellenica dello Stretto – CEdS (presieduta da Macris), alla presenza di un parterre formato dalla deputata FdI Ella Bucalo, dal (oramai ex, dal novembre 2021) console onorario russo a Messina Nanni Ricevuto e di altre figure delle amministrazioni locali, tutte in quota FdI. Scopo del Centro, a detta dello stesso Macris, “aiutare la popolazione della repubblica di Lugansk, oppressa dal governo neonazista ucraino”. Praticamente un mantra.
Presente all’inaugurazione, in streaming poiché latitante, il noto Andrea Palmeri, neofascista condannato alla galera e fuggito nel Donbas: cattiva compagnia putinista che Macris evidentemente non disprezza e di certo non rinnega, vista la presenza sul suo canale fb di diversi post di Palmieri, accuratamente lucchettati all’esterno.
Cattiva compagnia neofascista che pare non abbia disturbato troppo Macris, il quale solo due anni prima, l’8/11/16, era stato partecipe di un convegno organizzato dal nuovo Partito Comunista, presente addirittura Fosco Giannini.
Personaggio eclettico verrebbe dunque da dire.
Ma di chi parliamo esattamente? Leggiamo la sua bio dal sito dell’editore pubblisfera.it
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?Daniele Macris
Nato nel 1966, docente di latino e greco al Liceo Maurolico; lettore di neogreco presso l’Università di Messina; cultore di letteratura bizantina; studioso di grecità calabrese e storia della Chiesa; socio Deputazione di Storia Patria per la Calabria, dell’Associazione Italiana Cultura Classica e dell’Associazione Studi Bizantini; esperto minoranze ellefonone della provincia di Reggio; presidente della CEdS ed infine del CRL.
A tutto ciò si aggiungono una innegata passione per la Russia, la devozione per Putin e l’attivismo per il Donbas: risalente al 2015 ed alimentato attraverso la collaborazione con il Centro di cultura italiana presso l’università di Lugansk, i viaggi in Donbas nell’inverno 2015, la conoscenza di Andrea Palmieri e la gestione delle pagine fb Pro Novorossia e Comitato Messina per il Donbass, delle quali però pare non esserci più traccia. Ruoli che lo hanno chiamato in causa nel maggio 2021, salvo essere poi scagionato un anno più tardi, nell’inchiesta su Giuseppe Russo, mercenario filorusso ricercato dalla Procura di Messina, accorso nel 2016 a combattere nel Donbas.
Nell’ottobre 2015 vediamo Macris rilanciare ad esempio i post di Luca D’Agostini dell’associazione romana Madre Russia nonché manifestare per il Donbas assieme a Pasquale Andrea Calapso, segretario provinciale del movimento rossobrunista Socialismo Patriottico Messina (SPM), poi compartecipe con Macris di conferenze a favore dell’intervento russo in Siria.

SPM condivide la propria sede con l’Associazione Terra Nostra (ATN), che presieduta dallo stesso Calapso fa parte a sua volta del Comitato Messina per il Donbass. Calapso, di professione avvocato, è diplomato classico al Maurolico dove, da studente, deve avere probabilmente incrociato i libri con Macris: i due poi avranno modo di reincontrarsi nel comune attivismo russista: nel gennaio 2015 terranno infatti conferenza comune di presentazione del libro “Battaglia per il Donbass” di Massimiliano Greco redattore della rivista Stato & Potenza; oltre ai due, l’incontro vede coinvolti ATN, CEdS e Comunità russa di Messina.
Dai libri sul Donbas alle conferenze sul putinismo: il 24/5/17 ritroviamo Macris a relazionare sul tema “Eurasia da Lisbona a Vladivostok. La visione di Putin”, che è poi lo spazio eurasiatista di Dugin; pochi giorni prima lo vediamo condividere gli slogan tipici della propaganda putinista “Donbas resiste contro l’impero USA – UE -NATO”; in marzo assieme a quelli di Terra Nostra lo vediamo organizzare apericene pro-Donbas e rilanciare Rangeloni, Palmeri ed altri soggetti come Max Bonelli, propalatore del cosiddetto “genocidio del Donbas”.


Insomma, in termini di soggetti discutibili il nostro riesce a non farsi mancare nessuno: neanche Dugin, di cui prende le parti dopo che l’11/6/19 il senato accademico di UniMe aveva ritirato la concessione dell’aula universitaria dove si sarebbe dovuta tenere la conferenza di Dugin.
In questa occasione, dopo aver concionato di “caccia alle streghe” e “chiamata all’ordine sorosiana” Macris riesce addirittura ad elevare Dugin agli altari, conferendogli nientemeno che “l’aura di martire”, in questo supportato dalla sopramemzionata deputata Ella Bucalo, che ritenne di dover addirittura sollevare una interrogazione parlamentare.
L’incontro con Dugin era stato patrocinato dalle organizzazioni studentesche Vento dello Stretto, Città plurale e Morgana, tutte orientate a destra. Di Morgana faceva parte anche Calapso come confermato da un post su fb del 7/5/17.
?Associazione Terra Nostra
Fondata nel marzo 2015 e presieduta da Pasquale Andrea Calapso, condivide la sede con i fasciocomunisti di SPM di cui all’epoca Calapso era segretario provinciale. Si professa associazione di promozione sociale dedita a raccolte alimentari, come riportato nel profilo LinkedIn di Calapso, ma non disdegna evidentemente incursioni nella politica filorussa, antiNATO ed antioccidentale, come si evince chiaramente da uno stucchevolmente retorico articolo apparso sul blog dell’associazione a firma dello stesso Calapso, in cui vengono ripetuti i soliti luoghi comuni della propaganda putinista.
?Socialismo Patriottico Messina
Si tratta della sezione messinese del movimento fondato da Stefano Bonilauri di Reggio Emilia e Luca Tentori, gruppuscolo rossobrunista ed ultrasovranista, attivo tra il 2014/15 soprattutto nel centro-sud, nato nel 2011 come Stato & Potenza attorno alla omonima rivista online a sua volta ispirata dal libello di Gennadij Zjuganov, che annoverava nel suo pantheon i soliti Codreanu, Evola, Dugin, Chavez, Nietzsche, Che Guevara e si sperticava di lodi per Putin, Assad, Maduro, Kim, gli ayatollah.
Il gruppetto, a livello nazionale, collaborava con l’associazione russista romana Speranza di Irina Vikhoreva.
Bonilauri diverrà poi presidente dell’Associazione Russia Emilia Romagna (fino al 2019 circa) ed è attualmente titolare della casa editrice Anteo, partner del CeSEM – Centro Studi Eurasia Mediterraneo vicediretto da Stefano Vernole e collegato alla rivista Eurasia di cui Vernole è vicedirettore.
Quanto a Calapso, prima di passare nel 2019 alla Lega come coordinatore provinciale, aveva svolto nel 2015 la funzione di segretario provinciale di SP ed in tale ruolo aveva preso parte ad alcune iniziative, tra cui la presentazione del libro Battaglia per il Donbass: editore, la Anteo di Bonilauri, coautore oltre a Greco, Alessandro Lattanzio redattore di Eurasia, il think-tank del nazimaoista e fascioislamista Claudio Mutti, già curatore per le Ar di Franco Freda, di una edizione italiana dei Protocolli dei Savi di Sion.
Insomma, i soliti giri del solito giro.
Nota conclusiva
Sono quattro le serie di articoli attualmente in corso di sviluppo:
Serie Milizie: due articoli pubblicati. Ultimo questo.
Serie GRU: cinque articoli pubblicati. Ultimo questo
Serie Istituzioni: tre articoli pubblicati. Ultimo questo
Serie Associazioni: cinque gli articoli pubblicati. Ultimo questo ??, che continua e finisce sulla Parte Seconda
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Caro Samuele. Il problema credo sia essenzialmente politico: perché in assenza di una legge che definisca i limiti della propaganda ostile rapportati in termini di sicurezza nazionale, temo ci sia poco da fare per bloccare certi figuri. È sicuramente un tema difficile da legiferare ma occorrerebbe affrontarlo una volta per tutte con un consenso più ampio possibile.
Purtroppo al momento non vedo le condizioni politiche per poterlo fare.
Carissimo JJ (perdonami se ti appello in modo amichevole) hai il dono di farmi salire la pressione, a me che sono un bradicardico certificato!! Ti leggo sempre molto volentieri ben consapevole DEI PESANTI EFFETTI COLLATERALI ma questa volta mi si è tappata la vena!! Possibile che si possa permettere a simili loschi figuri di portare aventi simili iniziative?? Al netto della inanità degli organi politico-amministrativi, possibile che non c’è uno, dico un giudice che di sua sponte si attivi per un repulisti?? Ma dobbiamo proprio tollerare questi merdosi?? Ma anche no, e allora una domanda: a me come a moltissimi altri concittadini quali opzioni si prefigurano?? Perché se nessuno si muove, i sorci ballano!!