

Ha creato un certo scandalo negli Stati Uniti, a ottobre, l’intervista fatta dal conduttore Tucker Carlson all’influencer Nick Fuentes, noto per le sue tesi vicine al suprematismo bianco e al negazionismo della Shoah. A dispetto della condanna di numerosi esponenti del Partito Repubblicano, tra cui l’opinionista ebreo Ben Shapiro, l’intervista è stata difesa da Kevin Roberts, presidente della Heritage Foundation, uno dei più importanti think tank di area repubblicana.
Chi è Nick Fuentes
Secondo un profilo pubblicato sul sito dell’AJC (American Jewish Committee), Fuentes è un influencer e conduttore di podcast con milioni di follower, ha 27 anni ed è vicino a posizioni di estrema destra.
Quando, nel 2022, la Corte Suprema americana ha ribaltato la sentenza Roe contro Wade che da decenni sanciva il diritto all’aborto, Fuentes ha salutato la decisione come il preludio dell’avvento di un “governo talebano cattolico – in senso buono”. Prima ancora, nel maggio 2021, in un dibattito sul sito complottista “Infowars” ha detto testualmente che per gli ebrei “non c’è posto nella civiltà occidentale”, in quanto non sono cristiani.
Bandito dalla maggior parte dei principali social media e piattaforme di podcast, con l’eccezione di X, Fuentes continua a trasmettere in streaming sui social Truth, Telegram e Gab, dove conduce un programma intitolato “America First with Nicholas J. Fuentes”.
L’intervista con Carlson
Durante la sua apparizione sul Tucker Carlson Network, Fuentes ha detto che “questi ebrei sionisti” sarebbero il principale ostacolo allo sviluppo del movimento conservatore. Ha sostenuto che ci fosse un legame indissolubile tra gli ebrei e il movimento neocon, che in quanto interventista in politica estera è odiato dall’ala isolazionista della destra americana, affermando: “Per quanto riguarda gli ebrei, non si può davvero separare Israele, i neoconservatori e tutte quelle cose di cui parli dall’ebraismo: etnia, religione, identità”.
Fuentes ha anche definito gli ebrei “un popolo senza Stato” e “inassimilabile”, ribadendo che secondo lui l’ebraismo è incompatibile con la civiltà occidentale. Ha aggiunto che gli ebrei “odiano i romani perché questi distrussero il Tempio. Noi, americani e bianchi, non la pensiamo così”.
L’influencer ha anche sdoganato l’accusa di doppia lealtà, sostenendo che gli ebrei americani sarebbero più leali a Israele che all’America, e che “hanno questa comunità internazionale oltre i confini, estremamente organizzata, che antepone i propri interessi a quelli del loro paese d’origine”.
Sebbene i repubblicani rimangano tuttora più filoisraeliani dei democratici, lo sdoganamento soprattutto nell’ala giovanile del GOP di questo genere di posizioni dovrebbe far suonare più di un campanello d’allarme a chi si batte contro l’avanzata dell’antisemitismo nella società.
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