L’editoriale di Winston P.
L’esperienza dello sgretolamento del terzo polo ha dimostrato che un buon progetto politico può fallire anche e soprattutto per l’incapacità e l’inadeguatezza delle persone chiamate a gestirlo. Per incapacità intendo inefficacia nel creare consenso, e per inadeguatezza, il prevalere di particolarismi non coerenti con l’esercizio di una leadership autorevole. Questa mia convinzione si è rafforzata nel momento in cui, all’indomani di un evitabile quanto fragoroso insuccesso all’elezioni europee, i dirigenti dei partiti del fu Terzo Polo, invece di farsi da parte in ossequio ad un’etica della responsabilità troppo spesso evocata e quasi mai applicata, hanno dato vita ad uno spettacolo di recriminazioni e gattopardesche acrobazie di riposizionamento, in scia con la miglior tradizione del trasformismo italiano.
Quando accomunai nella responsabilità, Renzi e Calenda, invitandoli garbatamente a farsi da parte, venni investito da un’ondata d’indignazione da parte dei renziani duri e puri. Molti mi diedero del “calendiano”. Sbagliavano perché io guardavo al progetto e non alle persone. So che è inelegante rivendicarlo ma la piega presa dai fatti è andata ben al di là delle mie amare riflessioni e del mio scetticismo. Non solo è stato affossato un progetto che, giova ricordare, alle ultime elezioni politiche aveva preso il 7,79% alla Camera (pari a 2.186.747 voti) ma una volta finita la benzina, sgonfiati gli pneumatici e consumata la batteria, i due leader hanno pensato bene di abbandonare il pullman e i suoi passeggeri sul ciglio della strada per cercare un nuovo mezzo nel affannoso tentativo di riposizionarsi, ognuno a suo modo, solo per conservare il proprio status purchessia.
Leggo persone stimabili che plaudono all’iniziativa di Renzi in ossequio ad un pragmatismo dettato dall’attuale legge elettorale. Il punto è proprio questo. Il pragmatismo a me sembra ispirato, more solito, da ragioni di botteguccia e non da una visione politica. Renzi si assicura un comodo scompartimento nel train de vie del campo largo e il PD probabilmente non disdegna le 200mila preferenze dell’ex segretario.
E i passeggeri che avevano pagato il biglietto per il pullman del terzo polo? Quelli li trovate ancora a sudare sul ciglio di qualche strada provinciale. Lo scompartimento per loro non è mai disponibile.
Bacheca di bordo: Nel train de vie del campo largo
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Sono sulla provinciale, fa molto caldo e sono molto inca**ato. Avevo cercato già in passato di farmi una ragione della mia pochezza da provinciale…. nel non riuscire a capire perchè Blair non avesse preso cittadinanza italiana. Adesso che so che Blair può anche andare a cena con Conte (siamo passati da “neanche un caffè” alle cene con pochette) in nome di una nuova realpolitik, mi rimetto in spalla la mia onesta pochezza (pochezza non pochette) e mi avvio a piedi.