Ci si poteva illudere che l’ondata di patetico vittimismo in chiave nazionalista, legato alla mancata nomina di un italiano nel ruolo di inviato Nato per il Fronte Sud, si fosse esaurita nello spazio di un mattino. Come pudore consiglierebbe. Macché, stamani ci pensa il ministro Crosetto a rinfocolarla in un’intervista a “La Stampa”: Crosetto a muso duro contro Stoltenberg: “profonda delusione”, “pessimo comportamento”, “criteri opachi e logiche burocratiche interne”, “esempio del peggior nepotismo”.
La prossima uscita di Stoltenberg agevola ovviamente il sovraccarico di vis polemica. Ma quel che sorprende, e certo non solo in Crosetto, è l’apparente assenza di memoria ed autocritica.
Non più tardi di due mesi fa il segretario generale Nato era l’”uomo nero” di questo paese. Classe politica e media, normalmente avvezzi al loro interno a tribali guerre civili all’insegna della delegittimazione reciproca, avevano ricreato un’imbarazzante, isterica unità nazionale in chiave pacifista dichiarando guerra a Stoltenberg. Demonizzato e ridicolizzato come un dottor Stranamore che avrebbe trascinato in guerra noi, i nostri figli e i figli dei nostri figli. In prima linea, per violenza verbale, uno dei vicepremier. Non troppo defilato l’altro, che pure è ministro degli Esteri. Motivo: la proposta, largamente accolta dagli alleati, di consentire agli ucraini di usare le armi occidentali per colpire le postazioni militari russe da cui partivano gli attacchi su Kharkiv. Semplice logica premiata dai fatti: il fronte di Kharkiv ha retto, le vittime in quella zona sono drasticamente diminuite, la terza guerra mondiale è andata in onda solo al Bar Italia.
Le vendette personali evocate da Crosetto in realtà non c’entrano nulla. C’entra solo che se si pronunciano dei No nei momenti che fanno la differenza, e lo sa si fa pure con iattanza, è illusorio aspettarsi il Sì a nostri candidati. Prendano buona nota anche le opposizioni che quel No condivisero e che peraltro sembrano ora non stracciarsi troppo le vesti. Del resto, è un ruolo in ambito Nato. Roba che per molti di loro puzza di zolfo.
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Personalmente ritengo che Cosetto sia la più grossa fake generata dal Governo Meloni. Sulla carta, Cosetto, poteva rappresentare la giusta scelta al dicastero della Difesa e sapete perché?? Perché è da sempre un soggetto molto vicino al comparto dell’industria della difesa e si credeva possedesse le qualità (conoscenza ed autorevolezza) tali da poter intraprendere la tanto attesa (da decenni) svolta di un settore diventato una barzelletta al confronto con i partner NATO-UE. Non voglio sparare sul pianista (le nostre F.F.A.) ma la tanto decantata eccellenza di alcune componenti del mondo difesa stridono, da sempre, con i numeri. Numeri irrisori che, come dimostrato dalla guerra in Ukraina, sarebbero bastati giusto per qualche settimana di combattimenti ad alta intensità. Tutto questo sfacelo si sperava potesse essere fermato (procurement; fondi a bilancio; dimagrimento della componente civile; riduzione degli organici di vertice a favore di un rimpolpamento delle quote combat) con la persona giusta e cola giusta volontà. FAKE!!! FAKE ED ANCORA FAKE!!!!
Politicamente il Governo Meloni aveva due scelte:
1_appoggio incondizionato alle FFA UKR sia politicamente che materialmente;
2_dare corso ad iniziative diplomatiche di respiro internazionale, magari coinvolgendo ONU (purtroppo questo passa il convento), per creare una forza di interposizione non appena le condizioni si fossero presentate.
Invece il Governo Meloni ha optato per la terza via: vestire i panni del voltagabbana appoggiando chiaramente (giacché non pienamente rigettata da FdI e da tutti i suoi alleati) la politica espansionistica della Kremlin Inc. In tale scenario si possono inserire (le cito in ordine sparso): contestare sempre e comunque le decisioni NATO-UE; non imporre rapidamente (con strumenti legislativi che lo permettessero) un cambio di passo nel procurement militare (vedasi economia di guerra); non mettere a disposizione delle FFA Ukraine la International Flight Training School (IFTS) per l’addestramento dei piloti in previsione delle consegne di F-16; fornire materiale usabile e non i ferrivecchi posti in riserva.
Tutto quanto da me descritto credo rappresenti i compiti che il Min. Difesa, il nostro FAKE Min.Dif-COSETTO, avrebbe dovuto sviluppare attraverso proposte e soprattutto andando a reperire i fondi necessari.
Allora una domanda sorge spontanea: Cosetto che minchia ci sta a fare in un ruolo così delicato??? Forse perché sposa in toto la visione rosso-brunista della Meloni e dei suoi alleati, non trovo altra spiegazione
“la terza guerra mondiale è andata in onda solo al Bar Italia” memorabile ???