di Majakovsk
Introduzione by Analiticamente
Majakovsk è un account X (e non solo) che si occupa di conflitti. La specialità che lo rende famoso e molto copiato sono le precisissime mappe dei vari fronti, tutte frutto di un rigoroso ed inflessibile lavoro di analisi delle geolocalizzazioni disponibili in Open Source. Quando sbaglia sulle posizioni sbaglia di due o tre centinaia di metri, non interi chilometri come molti blasonati “esperti” in giro. Oltre all’Ukraina in questo periodo sta “coprendo” anche il conflitto israeliano, è letteralmente il caso di dire isolato per isolato.
Meno conosciuta è la sua profonda conoscenza degli scenari mediorientali, con una forte specializzazione nelle suddivisioni etniche e tribali che può arrivare al singolo villaggio se in una determinata zona questi è rappresentativo di una situazione territoriale.
Nelle 48 ore successive all’attentato a Mosca Majakovsk teorizzò immediatamente che quasi sicuramente la matrice era islamica, ed azzardò l’identificazione degli autori, centrando perfettamente il bersaglio, l’ISkp. A seguire quanto ha ribadito poche ore fa in merito, cercando di fare un pò di pulizia nella selva delle teorie più folli che si propagano su questo tragico evento.
I motivi per cui gli ho chiesto di poter pubblicare le sue considerazioni su InOltre sono sostanzialmente due:
Il primo è l’ennesima dimostrazione che per fare analisi ed approfondimenti che possano avere un senso, al di là che si rivelino poi giuste o sbagliate, è necessaria tecnica, esperienza, conoscenza e capacità analitica propria, non mutuata da entità medaitiche più o meno credibili.
Il secondo è la precisione e completezza di quanto espone, che può o meno trovare d’accordo ma non può assolutamente esimere dal rifletterci profondamente sopra.
Peccato che non ci troviamo quasi mai d’accordo quando si sale di livello oltre l’operazionale …
“Ancora considerazioni sull’attentato di Mosca, visto che si che
continuano a leggere opinioni molto discutibili quando non assurde:
1) Chi è stato: Con la quasi totale certezza, come tra l’altro riconosciuto anche dai russi e come sembrava già chiaro visto le dinamiche, la paternità dell’attentato è di ISKP (Islamic state Khorosan Province), che ha in seguito rivendicato attentato e diffuso i filmati, come loro abitudine, secondo i canali e le modalità definite per riconoscerne l’autenticità.
(A. nota: Per chi non conosce l’argomento, le rivendicazioni avvengono secondo modalità, canali e procedure molto rigide, che variano gruppo per gruppo. Non ci sono telefonate anonime col fazzoletto, mail da indirizzi sconosciuti o altre modalità che possono far parte dell’immaginario collettivo, ma protocolli precisi che comprendono anche i tempi delle stesse. Questo proprio per poter definire come autentica la rivendicazione).
ISKP è un’organizzazione Islamica Radicale nemica da sempre dai Talebani anche precedentemente la loro presa del potere, arrivando anche a prendere il controllo di Tora Bora. Successivamente è stata sradicata da quella zona da una compagna militare talebana, ma data la conformazione del territorio che rende impossibile un vero controllo completo dello stato, molte zone sono ad oggi sotto il loro controllo, partendo dall’Afganistan fino all’Asia Centrale. Con la presa del potere da parte dei talebani, in tanti rimasti fuori dai giochi hanno aderito ad ISKP, che tra l’altro mostra anche una certa saldatura con l’indipendentismo Beluco. Insomma, è un gruppo storico di storia decennale, non sono sbandati usciti da un cappello a cilindro.
2) Come sono entrati: Mentre tutti si concentrano sulla fuga dei terroristi, probabilmente per l’ovvio tentativo Russo di scaricare propagandisticamente l’attentato sugli ucraini, pochissimi si chiedono come
sono entrati e dove si sono armati. Da quel che sappiamo sono tutti di nazionalità Tajika, 2 lavoravano e risiedevano in Russia, gli altri 2 sembrerebbe di no, ed uno di questi era anche disoccupato e non parlava Russo.
Chi li ha armati?
Ancora, un elemento importante che non è stato considerato praticamente da nessuno e che ha alimentato le teorie del complotto, è il fatto che non sembrano esserci elementi di preavviso o controllo da parte della polizia russa. Ora, è vero che la Russia come tutti i paesi dittatoriali ha un sacco di telecamere, ma queste non sono presidiate 24h come in altri paesi. Vengono sostanzialmente utilizzate dall’intelligence per attività di profilazione e per analisi postume ad un evento già accaduto.
3) La Fuga: Vista la dinamica non credo sia sbagliato pensare che il piano di fuga fosse solo indicativo o quantomeno imperfetto. Non è raro negli attentati islamisti degli ultimi anni che i piani di fuga siano abbozzati a grandi linee e con scarse possibilità di successo, lo abbiamo già visto al Bataclan ed in altri attentati, perché nella realtà la fase più difficile da programmare è proprio la fuga. L’entrata è molto più semplice perché colpisce situazioni non controllate ed a bassissimo rischio, ma la fuga, dopo la mattanza e la conseguente caccia all’uomo richiederebbe di essere ben preparati, cosa che raramente accade e che non è accaduto neanche questa volta.
I terroristi stavano fuggendo verso il confine più vicino e meno presidiato, la Bielorussia, come confermato anche da Lukashenko. Vengono arrestati a 16km dallo stessa su una strada che porta solo al confine bielorusso, salvo il successivo spostamento quantico che poi le agenzie russe hanno effettuato del luogo della cattura, 15 km più dietro dove la strada ancora può ancora portare sia in Bielorussia che in Ucraina
4) Movente: Già al tempo di Al Baghdadi, IS aveva tuonato contro la Russia promettendo vendetta. Ricordiamo che l’islamismo radicale ha molti conti in sospeso con la Russia sin dalla Cecenia ed anche prima. Mosca viene vista da ISKP come un nemico regionale da abbattere, esattamente come è da abbattere
l’Iran sciita. Il movente è lo stesso della Strage del Bataclan, la guerra dell’IS verso la cristianità, intesa come un unico mondo da abbattere. Amaq (agenzia di stampa di IS), aveva festeggiato come una benedizione la guerra Ucraino-Russa, perché prevedeva scorrere fiumi di sangue tra cristiani.
(A. nota: Anche la scelta del luogo mi sembra specifica. L’Islam radicale considera le arti come uno dei massimi elementi di corruzione e tentazione per i credenti, legandolo in modo indissolubile alla cristianità. Non è casuale che nel percorso di disumanizzazione dei terroristi sia presente di solito un rito distruttivo rivolto a questo specifico argomento).
5) Chi ci guadagna?
ISKP molto in visibilità nel mondo estremista islamico, nella loro folle classifica sale di posizione. Zero l’Occidente. Ci perde la Russia, che si ritrova un vecchio nuovo nemico interno dentro casa. Forse questo potrebbe spingere Putin ad essere più ragionevole verso un futuro negoziato, perché la guerra al terrorismo richiede ingenti risorse ora impegnate in ucraina, ma è difficile fare previsioni, e per il momento ritengo che la guerra Russo-Ucraina non avrà nessun effetto per l’argomento.
Improbabile per quanto detto che sia una False Flag Russa, e non credo che gli Ukraini c’entrino nulla. Anche se il governo russo aveva rifiutato l’allarme occidentale, in realtà l’FSB si era attivato in merito, ed aveva compiuto anche una prima azione antiterrorismo il 6 marzo in Inghuscezia dove erano stati uccisi sei militanti islamici. Il problema IS era noto, ma è stato sicuramente sottovalutato. Non è nemmeno da escludere che proprio le attività di controllo dell’FSB abbiano fatto anticipare l’azione terroristica, il che spiegherebbe l’approssimazione della stessa soprattutto per la fuga improvvisata. Sostanzialmente sembrerebbe che l’FSB non sia in grado di controllare efficacemente in contemporanea opinione pubblica, intelligence ucraina ed estremismo islamico.
(A. nota: permangono alcune domande irrisolte, prima fra tutte la mancanza di vigilanza nel teatro. Non è da escludere che possa esserci stato un retropensiero da parte della Zar di “far fare” ai terroristi, pensando di poterne poi approfittare nella sua narrazione antiucraina. Se così fosse, il diavolo fa le pentole ma …)
Ciò detto fa orrore l’orrore e la mancanza dell’orrore della gente. Appena accaduto l’attentato ho visto tanti festeggiare, tanti accusare l’ucraina, tanti dire ho ragione di qua, ho ragione di là, pochissimi parlare delle vittime. Chi sono le vittime è una domanda che bisognerebbe farsi sempre, perché sono padri, madri, sorelle, figli, civili inermi. Come quelli del Bataclan, come quelli di Bucha, come quelli delle stragi dimenticate dell’Africa. Gente come noi, che si trova nell’orrore, senza alcuna colpa. E sarebbe bello che un pensiero per questi poveri cristi, nostri fratelli al di là delle nazionalità, ogni tanto si facesse, passando sopra al tifo scomposto da stadio che continuo a vedere ogni giorno.”
A .Nota: Mentre finivamo il pezzo è arrivata la notizia che l’Iran ha allertato Mosca in merito ad altri attentati islamici in preparazione sul suolo russo.
Confronta anche:
https://www.inoltrenews.it/2024/02/25/i-pro-hamas-e-la-seduzione-delloccidente-per-khomeini/
https://www.inoltrenews.it/2024/03/21/fentanyl-qanon-la-jihad-del-woke-e-il-marketing-ideologico/
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È veramente brava. Su X molto seguita.