Lo so, i propagandisti russi in Italia sono per lo più figure grottesche. Ma i loro interventi restano interessanti perché ci consentono di comprendere meglio gli obiettivi propagandistici del Cremlino e della sua guerra ibrida in Occidente. Che tra tutte sembra la guerra nella quale i russi riescono meglio. La narrazione scritta a Mosca e divulgata dai suoi megafoni occidentali mi sembra sempre più concentrata sul fiaccare la volontà occidentale di sostenere militarmente l’Ucraina. Si vedano le recenti dichiarazioni di Putin sull’invio degli F16. Nonostante i toni muscolari, al Cremlino hanno capito da tempo che, se Stati Uniti ed Europa continueranno a sostenere Kiev, la Russia non ha nessuna possibilità di conseguire i propri obiettivi. Ed è opportuno ricordare che gli obiettivi della guerra della Russia contro l’Ucraina non riguardano solo la conquista di territori ma soprattutto il futuro politico dell’Ucraina. Perché non va mai dimenticato che il principale obiettivo del Cremlino è sempre stato dal 2014 in poi quello di assicurarsi che il futuro dell’Ucraina venisse deciso a Mosca e non a Kiev. Il resto sono menzogne e specchietti per le allodole della propaganda. In questo senso, è utile riportare cosa ha scritto Foreign Affairs due giorni fa: “se l’obiettivo del Cremlino, con l’invasione del Paese, era quello di riportare l’Ucraina nell’orbita della Russia, ha ottenuto esattamente l’effetto opposto. La guerra ha acceso un feroce nazionalismo ucraino che prima non esisteva. E l’Ucraina non tornerà mai indietro. Inoltre, l’allargamento della NATO a est, che era una delle ragioni addotte da Putin per invadere l’Ucraina, è continuato. E quando la Finlandia è entrata nella NATO lo scorso aprile, come risultato diretto dell’invasione dell’Ucraina da parte di Putin, il confine terrestre della NATO con la Russia è più che raddoppiato. L’adesione della Svezia all’inizio di questo mese ha trasformato il Mar Baltico in un lago della NATO. Per tutte queste ragioni, la guerra è stata un fallimento strategico per la Russia”. Quanto riportato da Foreign Affairs sono fatti già avvenuti, non opinioni. Questo scenario spiega il perché il focus della propaganda russa si sia spostato sulla continua evocazione del rischio di escalation: se l’Occidente continuerà ad intromettersi, la guerra ucraina potrà trasformarsi in una terza guerra mondiale con opzione nucleare inclusa. È indubbiamente l’argomento che premia di più perché colpisce il ventre molle dell’opinione pubblica soprattutto europea: la paura di essere trascinati in una guerra. Non ha torto Fulvio Giuliani quando scrive su La Ragione: “Conviene essere sinceri, rischiando di essere brutali: non c’è nessuno in Europa disposto a morire per Kiev”, aggiungendo che “sono tanti e aumenteranno sempre più quelli che ci inviteranno a trovare un accordo con il dittatore, a sacrificare qualcosa, concedere qualche pezzo di terra e di dignità”. Eppure, nonostante la propaganda russa coltivi questa speranza, è uno scenario che ha pochissime possibilità di realizzarsi e scriverò la mia opinione a riguardo. – Continua
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