1 ha pensato a “Moni Ovadia o dell’anatomia dell’odiatore di sé”

  1. Mi è capitato di andare a un suo spettacolo, verso la metà degli anni ’90, con due amiche e il fidanzato di una di loro, quest’ultimo antisemita a tutto tondo, e la fidanzata ogni tanto provava a riprenderlo, “Ma non è vero, non è così, stai esagerando…” Quando siamo usciti dallo spettacolo, lui, tutto gongolante, non finiva di ripeterle: “Visto? Esattamente quello che dico io, le stesse identiche cose che dico io”. Ed era vero.
    Per quanto riguarda Israele, ricordo una conversazione a metà anni ’90: “Fanno presto a parlare qui, che è già tanto se sanno l’italiano, ma in Israele l’arabo lo capiscono più o meno tutti, e le sentono, le sentono le radio arabe che dalla mattina alla sera non fanno altro che invocare morte agli ebrei!” Lui sa che cosa succede, lo ha sempre saputo. Quello che dice non lo dice perché è comunista, non lo dice perché è ideologizzato, anche se è effettivamente sia l’una che l’altra cosa: lo dice perché è VENDUTO. Ricordo la volta che parlavo delle mie eterne difficoltà economiche e lui, in tutta serietà (“siamo amici, possiamo parlarci francamente”), mi ha suggerito di trovarmi un amante ricco. Non credo di avere la vocazione a fare la prostituta, ho risposto. E lui: “No, quale prostituta, intendevo un amante fisso”. Il fatto è che per me, se la do in cambio di qualcosa che non sia amore o piacere reciproco, che sia a 10 per sera su un marciapiede o a uno, sempre lo stesso, due volte la settimana in un appartamento, non vedo differenze. C’è stato un tempo in cui si vantava pubblicamente di avere l’onore di godere della mia amicizia; poi con l’inizio della guerra terroristica impropriamente chiamata seconda intifada si è venduto alla “causa palestinese” per un ingaggio in più, per un applauso in più, ed è arrivato il momento in cui un testimone mi ha riferito che in teatro aveva inneggiato al rabbino Weiss che invocava la distruzione di Israele; io ho girato l’informazione alla mia mailing list, uno dei destinatari l’ha girata a lui e lui ha minacciato di denunciarmi (è che lui aveva una sconfinata ammirazione per la mia intelligenza, per la mia cultura, e per le mie gambe, e non digeriva il fatto che tutto questo bendidio andasse al nemico, cioè a Israele). È stato lì comunque che ho capito: se non è prostituzione vendersi a un amante ricco, allora non lo è neanche vendersi ai terroristi. Ma sempre prostituzione resta. E lui, come detto, è un venduto, nient’altro che un squallido venduto.

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